there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

5 Maggio 2022
di riccardoricciblog
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Perché non si dice settedici? E perché non si dice oneteen?

Perché si dice diciassette anziché settedici? Si direbbe che sia una questione di eufonia. A un certo punto è suonato meglio dire “septem ac decem” invece di “septemdecim”. Come scrive un tizio su Quora in risposta alla domanda inversa, cioè perché non si dica diecitre invece di tredici:

Dal momento che in latino classico si diceva

undecim duodecim tredecim quattuordecim quindecim sedecim septemdecim duodeviginti undeviginti

trovo più curioso che si sia passati a diciassette diciotto diciannove.

Sembra però abbastanza chiaro che diciassette sia “dieci e sette” e similmente per diciotto e diciannove. Perché non *settedici? Eh, perché le lingue non si sviluppano meccanicamente. Tuttavia il dizionario Treccani fornisce proprio la derivazione da septem ac decem perché probabilmente già in latino volgare non riuscivano a dire septemdecim e sostituirono anche gli stravaganti duodeviginti e undeviginti con decem octo e decem ac novem

https://it.quora.com/Perché-i-numeri-dall-11-al-16-non-si-chiamano-diciuno-diciadue-diciatré-ecc

E’ curioso anche come in latino si dicevano diciotto e diciannove. Se poi andiamo a cercare l’etimologia di venti scopriamo che significa due decine e che in rumeno si dice proprio “due dieci”

http://www.etimo.it/?term=venti&find=Cerca 

Se poi cerchiamo il motivo per cui si dice eleven e twelve anziché oneteen e twoteen scopriamo che derivano dall’antico inglese e a sua volta dall’old norse. Il loro significato era del tipo “uno lasciato dieci”. Per quanto il numero dodici abbia molti legami con i cicli naturali, sia ben scomponibile e i sistemi in base dodici abbiano forse convissuto con quelli in base dieci, l’etimo di eleven o twelve non è legato al sistema di numerazione. I numeri successivi potevano avere il significato di “tre e molti” oppure “tre più dieci” e così via. Si preferiva dire tre e molti anziché tre lasciato dieci perché evidentemente per lungo tempo non si contava a lungo. Forse ci si addormentava prima di arrivare a tredici.

https://www.sporcle.com/blog/2018/03/why-do-we-say-eleven-and-twelve-instead-of-oneteen-and-twoteen/

https://nowiknow.com/oneteen-and-twoteen/

 

21 Aprile 2022
di riccardoricciblog
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I podi italiani nella coppa del mondo di sci dal 1967 al 2022

Tutti i podi italiani nella coppa del mondo di sci alpino dal 1967 al 2020

https://www.oasport.it/2020/02/sci-alpino-tutti-i-podi-dellitalia-nella-storia-della-coppa-del-mondo-di-sci-alpino-dal-1967-la-guida-anno-per-anno/?refresh_ce

I podi della stagione 2020 21 non solo di sci alpino

https://www.fisi.org/tutti-i-podi-italiani-in-coppa-del-mondo-nella-stagione-2020-21/

E quelli nella stagione 2021 22

https://www.fisi.org/tutti-i-podi-italiani-in-coppa-del-mondo-nella-stagione-2021-22/

 

21 Aprile 2022
di riccardoricciblog
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Cicliste azzurre: è tutto un trionfo

Elisa Balsamo campionessa del mondo 2021. Grande prova delle azzurre, che hanno braccato le olandesi per tutta la gara e lancio finale in salita di Elisa Longo Borghini per la neocampionessa che vince allo sprint.

https://www.eurosport.it/ciclismo/mondiali/2021/ciclismo-mondiali-fiandre-2021-capolavoro-italia-balsamo-e-campionessa-del-mondo-rivivi-l-arrivo_vid1549603/video.shtmlhttps://www.eurosport.it/ciclismo/mondiali/2021/ciclismo-mondiali-fiandre-2021-capolavoro-italia-balsamo-e-campionessa-del-mondo-rivivi-l-arrivo_vid1549603/video.shtml

Poi nel 2022. Altri sei trionfi delle azzurre.

Trofeo Binda, Elisa Balsamo. https://www.eurosport.it/ciclismo/ciclismo-tripletta-italiana-al-trofeo-binda-rivivi-la-vittoria-di-elisa-balsamo-su-bertizzolo-e-paladin_vid1654198/video.shtml

Brugge De Panne, Elisa Balsamo https://www.eurosport.it/ciclismo/brugge-de-panne/2022/brugge-de-panne-femminile-2022-devastante-elisa-balsamo-rivivi-lo-sprint-imperiale-della-campionessa-del-mondo_vid1655768/video.shtml

Gand – Wevelgem, Elisa Balsamo https://www.eurosport.it/ciclismo/gent-wevelgem/2022/ciclismo-gent-wevelgem-vince-sempre-la-balsamo-ad-elisa-la-gand-davanti-a-marianne-vos-e-maria-giulia-confalonieri_vid1657349/video.shtml

Amstel Gold Race, Marta Cavalli https://www.eurosport.it/ciclismo/amstel-gold-race/2022/amstel-gold-race-e-grande-italia-la-balsamo-si-stacca-ma-vince-marta-cavalli.-rivivi-la-sua-vittoria_vid1661864/video.shtml

Freccia Vallone, Marta Cavalli https://www.eurosport.it/ciclismo/freccia-vallone/2022/freccia-vallone-vince-ancora-marta-cavalli-rivivi-l-epico-duello-con-la-van-vleuten-sul-mur-de-huy_vid1666741/video.shtml

Parigi – Roubaix, Elisa Longo Borghini https://www.eurosport.it/ciclismo/parigi-roubaix/2022/ciclismo-parigi-roubaix-2022-elisa-longo-borghini-che-sogno-il-velodromo-di-roubaix-e-tutto-azzurro.-che-vittoria_vid1664352/video.shtml

Già il 2021 era stato trionfale https://www.gazzetta.it/Ciclismo/28-12-2021/ciclismo-2021-anno-d-oro-ciclismo-femminile-italiano-430179441477.shtml

17 Aprile 2022
di riccardoricciblog
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Resoconto degli Assoluti di nuoto primaverili 2022

DONNE

50sl. Silvia Di Pietro senza tanti infortuni e con 20cm in più di altezza avrebbe potuto ottenere molti più successi internazionali. Intanto, ritirate la Ferraioli e la Pellegrini, è la numero uno nella velocità italiana (anche nella farfalla, limitatamente ai 50). Le buone notizie: dal secondo al quinto posto ci sono due duemilatre (Chiara Tarantino e Viola Scotto di Carlo), una duemilacinque (Matilde Biagiotti), una duemilasei (Sara Curtis). I tempi sono quelli che sono a livello internazionale ma forse qualcosa si muove. Il problema delle ragazze in Italia è che c’è il rischio che si perdano nel passaggio all’età adulta o che non siano costanti o che non si schiodino da un certo livello (i 55″ nei 100sl, per esempio), o che facciano un exploit limitato a un anno o che un anno lo faccia una e un anno un’altra. Tutto ciò al netto delle difficoltà del reperire piscine adeguate (Viola Scotto di Carlo, bronzo nei 50sl, ha dovuto girare dodici piscine prima di trovarne una e quindi è stata un anno senza allenarsi adeguatamente) o del conciliare lo studio e lo sport che riguardano molti atleti. Qualcuna forse si sentirà arrivata una volta assunta nei corpi militari. Altre avranno dei limiti invalicabili. Il problema oggi, comunque, è che in quasi tutti gli stili e quasi tutte le distanze non si vedono ricambi mentre i “soliti nomi” invecchiano. L’incoraggiamento: agli europei del 2010 qualcuno nei forum suonava il de profundis per il nuoto femminile italiano, Pellegrini e Filippi escluse. Invece di lì a un quadriennio sarebbero emerse le varie Castiglioni, Carraro, Quadarella, Panziera ecc.

100sl. Chiara Tarantino affianca Silvia di Pietro al primo posto. La buona notizia è che ha ripetuto il tempo di un anno fa, malgrado sia stata ferma per covid e quindi c’è della costanza.

Riappare Giulia Verona, che si è buttata sullo stile libero. Chissà che non trovi una seconda giovinezza. Quarto e quinto posto per Sofia Morini e Matilde Biagiotti, due atlete che fanno parte del progetto velocità della Federnuoto, nella speranza di trovare rose che fioriranno, al netto dei problemi di altezza di molte nuotatrici italiane rispetto alle valchirie del mondo.

200sl.

Ormai rimasto irrisolto il mistero delle duecentiste scomparse dopo l’argento mondiale di Kazan ecco che ne ricompare una: Alice Mizzau vince e dice che non ha mai vissuto un periodo di vita così serenamente. È riapparsa anche Alice Scarabelli, che voleva ritirarsi e è stata spronata dalla mamma. Appare una duemilatre come Noemi Cesarano sul podio mentre Giulia Vetrano per ora conquista tempi per la nazionale juniores. Ecco. I tempi sono quelli che venivano nuotati già vent’anni fa e la stessa Mizzau avrebbe un personale di due secondi e mezzo più veloce.

Mettiamo in chiaro che per il futuro la speranza è Valentina Procaccini, che ha fatto faville ai Criteria e è del 2008. In attesa della sua evoluzione va detto che nuota in modo piuttosto sincopato soprattutto nel mezzofondo: bracciata corta e salti in alto con la testa durante la respirazione. Ha un gran fisico. Vedremo se risulterà un anticipo biologico o un’atleta di livello internazionale, sotto le sapienti mani di Christian Minotti.

In sé la gara è stata bella perché combattuta. È un leit motiv che si è ripetuto anche in altre gare, con bagarre entusiasmante per la vittoria, ma tempi non da primo mondo natatorio.

400sl.

La cosa più bella di questa gara è stata lo sprint finale tra Caramignoli e Cesarano (Antonietta) per il secondo posto. 4.’09” alto non è propriamente un tempo di livello mondiale. Riusciranno le Cesarano o la Vetrano o chissà chi altra a buttare giù almeno cinque secondi in breve tempo?

Intanto ha vinto Simona Quadarella, ma non è una sorpresa.

800sl

Che è successo a Giulia Salin? Prima del Covid era in grande ascesa e poi si è inabissata.

La Quadarella ha vinto e ha conquistato il pass per i mondiali.

1500sl

Come negli 800 vince la Quadarella, sotto i sedici minuti, con pass per i mondiali conquistato. Seconda arriva la Caramignoli con 16’08 e terza la Taddeucci con un 16’20 non disprezzabile.

50 dorso

A Silvia Scalia, come a Giacomi Carini, il trasferimento a Verona ha giovato. Se sia servito anche alla Romei e alla Zofkova lo scopriremo in seguito, visti i problemi influenzali della prima.

La Scalia, dicevamo. Ha battuto il suo record italiano due volte.

100 dorso

Tania Quaglieri una volta ha vinto gli assoluti. Oggi si accontenta della finale b, dopo il percorso universitario americano. Il tempo sarebbe buono se portasse a una crescita. Ci si aspetta da tempo la crescita delle dorsiste Toma, Gaetani, Cenci, Bianchi. Per ora la situazione è magra anche per le stesse Panziera e Scalia.

200 dorso

Dietro la Panziera i tempi sono improponibili a livello internazionale. La stessa Margherita vince in 2,08″6, tempo che aveva un senso per lei nel 2017, forse. Avrà sprecato le due occasioni storiche che ha avuto tra il 2019 e il 2022 o la ritroveremo a tempi mondiali? È peggiorata negli errori tecnici e anche nella nuotata ma soprattutto, secondo lei, perde troppo peso e energia in fase di tapering. Urge fare qualcosa, che partecipi individualmente ai mondiali o meno.

50 rana

Non solo Pilato sotto i ventisei e Castiglioni seconda ma senza pass mondiale. Sono buoni i tempi di Lisa Angiolini e Anita Bottazzo, a livello europeo.

100 rana

Pilato in gran spolvero chiude a tre centesimi dal record italiano e si qualifica ai mondiali, risultato raggiunto anche dalla Castiglioni, che fa 1’06″17, un tempo tra i peggiori nuotati nell’ultimo anno, ma giustificato dal cambio tecnico e di allenamenti (e all’accumulo di muscoli?), almeno per ora.

Terza la solita Angiolini, sotto l’1’07 e quarta la solita Fangio. Martina Carraro è stata impegnata a preparare il matrimonio con Scozzoli e a curare i cuccioli della sua cagna Clara e ha scelto di non forzare gli allenamenti in piscina per quest’anno.

200 rana

Francesca Fangio su tutte. A sei decimi dal suo record italiano, che farà in corta alla coppa Brema. Buono anche il 2’25” della Angiolini. Se ci prova seriamente può diventare competitiva anche la Castiglioni. Si segnalano le tredici-quattordicenni Principi e Mancini: se seguono il percorso della Fangio potremmo trovarle ai vertici tra una decina d’anni e oltre.

50 farfalla

Vedi 50sl per i commenti. Vince la Di Pietro sulla Scotto di Carlo.

100 farfalla

Dice la Di Liddo che per fare i tempi top a lei occorre l’estate. Però pensava comunque di fare meglio. A parte vincere, che quello era abbastanza scontato salvo imprese della Bianchi (seconda) e della Di Pietro (terza). Per ora continuano a dominare loro tre. Dietro ci sono nomi vecchi (Tarzia, Greco), nuovini (Greco, D’innocenzo, Biasibetti) e nuovi (la duemilasei Beltrame) da cui non resta che aspettare e sperare un’evoluzione.

La gara è stata entusiasmante per la sfida a tre non ha fatto segnare tempi da urlo.

200 farfalla

Ilaria Cusinato influenzata vince con 2’10” davanti alle inossidabili Polieri e Pirozzi. Segnalato il quinto posto della duemilasei Anna Porcari aspettiamo tempi cronometrici migliori che per ora non ci siamo (anche se anche il livello mondiale non è attualmente spettacolare).

200 misti

Sara Franceschi ha un immenso talento natatorio e stavolta ha avuto anche molta cattiveria per portarsi a casa la vittoria davanti a un’Anna Pirovano universitaria che vinse un Assoluto nel 2017 e a una Ilaria Cusinato coi postumi dell’influenza.

Il tempo di Sara è buono ma, come dire, può dare di più, così come la Cusi senza influenza.

400 misti

Qua il tempo di Sara, vincitrice in 4’40”, è più deludente di quello di Francesca Fresia, seconda in 4’44”

UOMINI

La situazione tra gli uomini è forse la migliore che ci sia mai stata come punte, come movimento e come novità e quindi ricambi.

50sl

Luca Dotto, il redivivo. Riesce alla sua età a vincere un 50 a pochi decimi dal suo personale, con un buon tempo e su un contorno di giovani coi fiocchi.

La finale junior è stata vinta da Elia Codardini, un ragazzo del duemilaquattro, che si è visto anche in altre gare e forse si farà notare anche da grande.

100sl

Finale stellare e grande profondità del movimento. In sei sotto i 49″ e attenzione ai futuri Conte Bonin, Andreis e Nicetto mentre sembra che si siano un po’ persi Vendrame e Izzo.

Miressi ha fatto abbastanza il vuoto con 47″88 mentre la lotta per le posizioni successive è stata entusiasmante. Zazzeri l’ha spuntata su Frigo, Deplano, Megli e Ceccon. Non benissimo quest’ultimo, molto bene gli altri nominati.

200sl

Finale stellare e grande profondità del movimento anche qui, pur mancando per ora uno da 1’45” e un po’ più di 1’46”.

Marco De Tullio è giovane e in forma. Ha dichiarato che per vincere conta più di tutto la testa e poi però ha detto che si è allenato più a fondo. In ogni caso ha una progressione entusiasmante e ha vinto sia i 200 che i 400 facendo il vuoto. Dietro di lui, restando sui 200, la gara è stata appassionante e combattuta. Secondo è arrivato Detti: tempi non buonissimi per lui ma ha ritrovato la combattività e il divertimento a gareggiare. Di Cola terzo resta sui suoi livelli e un Ballo con tante vicissitudini è riuscito a finire quarto davanti a Ciampi, Lamberti e Megli che dopo aver dato tutto per 150 metri è finito moribondo: i guai fisici gli hanno fatto perdere due anni e mezzo ma speriamo che torni al top.

Dietro i ragazzi terribili Galossi e Bertoni si sono dati da fare.

400sl

Detto che ha vinto De Tullio qua tutto il commento non può che parlare di Lorenzo Galossi. 3’45″93 a sedici anni, record junior con due anni di anticipo. Poi farà collezione di record giovanili e tempi assurdi. È il fenomeno in ascesa del nuoto italiano. Per ora mantiene le promesse di crescita e si permette il lusso di battere Detti in un testa a testa durato tutta la gara.

Dietro Matteo Lamberti, Ciampi e il buon Luca de Tullio. Anche in questa gara c’è profondità.

800sl

Paltrinieri su tutti. Detti ci ha provato a tenere botta. Terzo il De Tullio giovane, quarto Galossi, vincitore della finale junior Bertoni. Et voila il presente e il futuro più Detti che non vorrà essere certo il passato (tantomeno Greg, ovviamente).

1500sl

In piscina non si guardava che metronomo Greg, che non sgarrava di un centesimo vasca dopo vasca e si qualificava per i mondiali con un buon 14’44”. Dietro di lui De Tullio il giovane e Acerenza.

50 dorso

Vince Lamberti su Ceccon e Stefanì. In generale chi ha sorpreso in positivo in corta tra novembre e dicembre non ha trasformato quei tempi in lunga. Il discorso vale anche per Mora. Tutti sanno e dicono che il percorso richiede ancora un po’ di tempo.

Eccezione a questo è stato Cerasuolo, ma solo nei 50 rana e non nei 100.

100 dorso

Ovviamente Ceccon, con qualificazione mondiale. Dietro di lui Lamberti e Mora, ma con tempi un po’ deludenti.

200 dorso

Lorenzo Mora recuperava Matteo Restivo in subacquea e perdeva in nuotata. L’ha spuntata il friulano di Firenze.

50 rana

26″ 49 Martinenghi e 26″85 Cerasuolo e non dimentichiamo 27″2 Scozzoli.

È stata una gara bella intensa ma la dimostrazione di potenza ed esplosività di Mart è stata grandiosa.

100 rana

Strepitoso il solito Martinenghi con 58″57. Dietro Cerasuolo e Castello sopra il minuto, quindi tempi non eccezionali ma c’è tempo per migliorare.

Da notare la vittoria in finale junior di Alex Sabattani, un altro dell’Imolanuoto.

200 rana

La gara di livello più basso in assoluto del nuoto italiano maschile. Resiste Pizzini ma con 2’10 alto.

50 farfalla

Codia si mette in luce davanti a un interessante Gargani e a Rivolta, che forse pensa troppo prima delle gare e è rimasto un po’ deluso dalla mancata trasformazione dei successi in corta. Può ancora rifarsi, magari agli europei.

100 farfalla

Grande vittoria di Codia, non lontano dal suo record italiano e comunque mai così bravo dal lontano 2018. Burdisso ha detto che vuole puntare a migliorare i cento per Parigi ma dopo l’Olimpiade ha dedicato più tempo allo studio e ritiene l’esperienza americana ottima per quello ma non per il nuoto (non è in una delle migliori università per il nuoto e ha difficoltà ad allenarsi in vasca lunga). Si è allenato per due settimane e è arrivato secondo nei 100 e terzo nei 200 con tempi discreti. Per i migliori attendiamo i prossimi allenamenti e le prossime manifestazioni.

200 farfalla

Grandiosa gara come intensità e combattività. Come lo sono state i 100sl, i 200sl, i 400sl, i 100 rana e altre anche femminili (indipendentemente dal livello).

L’ha spuntata Carini su un Razzetti al pb e Burdisso.

In teoria nessuno ha fatto il tempo per il mondiale. Vedremo chi porteranno, anche se la federazione punta più all’europeo, sembra, e comunque questo è un anno strano con un calendario stranissimo.

200 misti

Chi se non Razzetti? Però il tempo lo ha deluso.

400 misti

La sfida tra Razzetti e Matteazzi è stata avvincente almeno fino alla terza vasca, quando l’Alberto è emerso prepotentemente.

2 Aprile 2022
di riccardoricciblog
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Il blog sono pensieri sparsi

Il blog sono pensieri sparsi.

E’ un diario.

Sono opinioni.

Può essere racconto di storie.

Può essere tornare a fare quei giornali sportivi che facevo alle scuole medie.

Il suo compito può non essere tranquillamente quello di trasmettere informazioni, fare lezioni, impressionare qualcuno

2 Aprile 2022
di riccardoricciblog
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Analisi tecnica o fondamentale? Ma poi “analizzare” non è un lavoro?

L’analisi tecnica secondo me ha una base teorica che può avere senso: tutto quello che determina il valore di un’azione è già compreso nel prezzo del momento. Quindi è inutile rovinarsi il cervello a cercare di anticipare ciò che il mercato ha già anticipato. Ciò che non convince è tutto il resto.

L’analisi fondamentale è una roba che mi piace perché studia le aziende partendo dalla lettura dei bilanci e da “come gira il mondo” e poi crea ipotesi e supposizioni e statistiche e indicatori. Si dice che sia utile per determinare “cosa” comprare mentre l’analisi tecnica sia utile per determinare “quando” comprare (se tutti usano l’analisi tecnica per determinare quando comprare siamo nel campo delle profezie autorealizzantesi).

Per me l’analisi fondamentale ha più senso e mi piace di più ma in ogni caso ormai, a questa età, è un divertimento. Lavorativamente parlando il treno delle analisi di borsa l’ho perso il giorno in cui ho deciso che tesi fare. Finanziariamente parlando ho da pensare alla pensione e comunque ho scritto questo post solo perché la prima cartella che ho trovato nel google drive dei post mai scritti si chiamava “analisi fondamentale” che fa parte della cartella “analisi di bilancio”.

A proposito di “analisi di bilancio”. A livello accademico si discuteva se e quanto fosse utile. A me piaceva. Dà degli indicatori che possono essere utili sia per l’azienda che per gli investitori. Potevo fare una tesi sugli indicatori usati dagli analisti finanziari italiani, dicevo, ma non l’ho fatta. Potevo andare a Londra da Actinvest a fare analisi di bilancio di aziende italiane da rivendere ad azionisti italiani. Ma non ho accettato l’offerta di stage. Potevo andare a lavorare in banca, magari in sala borsa, se non avessi fatto un test motivazionale orrendo. In teoria nel contratto del Pignone c’era scritto che avrei fatto analisi finanziarie ma non era vero, come non era vero che avrei fatto soprattutto bilanci alla Sof e controllo di gestione in un’altra azienda.

Tutto ciò ormai non mi fa né caldo né freddo perché sto bene dove sono e soprattutto col tempo libero che ho avuto e che ho grazie al posto di lavoro che ho da quindici anni.  Solo che proprio ieri ho sentito dire:”Ma quale contabilità industriale? Pensiamo alle cose serie”, che sarebbero i soldi (non che questa seconda parte non sia giusta). Ricordo anche il tipo che mi fece fortunatamente tornare in mobilità nel 2007 che disse:”Ma cosa vuoi analizzare che qua c’è da lavorare”. Peccato che fossi stato assunto per analizzare.

2 Aprile 2022
di riccardoricciblog
Commenti disabilitati su verso la terza rivoluzione riccardiana

verso la terza rivoluzione riccardiana

Oggi è il 2 aprile 2022 e sta nevicando, qua a Stia.

Ieri c’erano 25 gradi. In pratica siamo passati dall’estate all’inverno in un giorno di primavera, per colpa di una rodanata.

Martedì scorso ho preso una incriccata alla schiena e convivo da quel giorno lì col mal di schiena.

Penso molto al fatto che i giorni che ho da vivere saranno probabilmente meno di quelli che ho vissuto. “Tardi sulla palla” è un libro che. calza a pennello per questi pensieri.

Ho anche fatto due viaggi a Roma e ne ho in programma un terzo. Sono accaduti tanti eventi sportivi da raccontare e presto tornerò agli Assoluti.

La vita è bella ma mi mancano le attività che svolgevo nel decennio d’oro (2009-2018) e soprattutto mancano le persone che ho conosciuto in quel periodo e il fatto che non conosca più persone nuove.

Da adesso a domani sera mi metto a scrivere qualsiasi cosa faccia o pensi e pubblico qualsiasi cosa trovi in note, libri, vecchi post mai scritti. Così per passare due giorni in modo diverso e inondare di post il blog.

Senza una meta, senza uno scopo.

In attesa di ricostruire una terza rivoluzione riccardiana, dopo quelle del 1994 e del 2009.

 

2 Marzo 2022
di riccardoricciblog
Commenti disabilitati su Sportivi in guerra. Quella vera

Sportivi in guerra. Quella vera

Un biathleta ventenne è rimasto ucciso.

Due famosi biathleti (un uomo e la Dzhima) sono passati dalle Olimpiadi alla guerra, in veste di combattenti.

Le spadiste azzurre ai campionati giovanili e cadetti hanno rifiutato di sfidare le russe (giustamente, anche se queste non hanno colpa della guerra) e hanno abbracciato le ucraine.

Il nuotatore Romanchuck ha rifiutato l’invito dell’amico Paltrinieri ad allenarsi in Italia perché vuole restare a difendere l’Ucraina: non nelle gare di nuoto ma in guerra.

Tra tutte le notizie della guerra queste mi hanno colpito di più. È come se qualcuno della tua famiglia o te stesso o qualcuno conosciuto un giorno vivesse la sua vita normale, pensasse ad allenarsi per la prossima gara e improvvisamente il giorno dopo si trovasse al fronte. Sono cose che ti potevi aspettare nel 1914 o nel 1939 ma non nell’Europa del 2022. Oppure, già, negli anni ’90 nella ex Jugoslavia