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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

5 Dicembre 2019
di riccardoricciblog
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5 dicembre 2019 ore 9.30. Dieci link.

Le maratone più veloci in europa http://therunningpitt.com/2017/07/le-maratone-piu-veloci-europa.html
Il debito di oggi sono le tasse di domani  https://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/2934-debito-oggi-tasse-domani-l-ipoteca-sui-nostri-figli-che-dovremmo-rifiutare
Aiutare gli immigrati qui o a casa loro? http://www.stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/2935-qui-o-a-casa-loro-lettera-aperta-a-matteo-renzi-sull-immigrazione
Spagna 1982: i campioni del mondo del rimpianto http://ilposticipo.it/calcio/beccalossi-nazionale-mondiale-1982/
Una montagna di dilettanti invade ogni giorno le Alpi http://www.lastampa.it/2017/07/11/societa/montagna/sport/una-montagna-di-dilettanti-invade-ogni-giorno-le-alpi-6qkDqbNeSewDHCGgW4TohK/pagina.html
Non avere paura dell’aumento della popolazione.  http://humanprogress.org/blog/dont-fear-the-population-explosion
Il mondo prima dei vaccini http://salute.regione.emilia-romagna.it/documentazione/multimedia/video/il-mondo-prima-dei-vaccini
Vaccini: il mito delle cavie http://bocci.blogautore.repubblica.it/2017/07/11/vaccini-il-mito-delle-cavie/
Il grande risveglio del Portogallo http://www.lastampa.it/2017/07/01/economia/il-grande-risveglio-del-portogallo-in-sei-anni-dal-fallimento-al-boom-6SGvTkdYYiBoKzurlum7PM/pagina.html
Quando sbagliano i magistrati  http://www.glistatigenerali.com/giustizia/quando-sbagliano-i-magistrati/

5 Dicembre 2019
di riccardoricciblog
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Marcello Guarducci. Un po’ di link

Ma tu te lo ricordi Marcello Guarducci?

Veniva nominato da alcuni parenti durante l’infanzia.

E’ stato un precursore di aspettative di delusione autorealizzantesi? Forse? Per quanto mi riguarda?

https://www.youtube.com/watch?v=cuImNAOALFc 4×200 sl Montreal

https://www.youtube.com/watch?v=9B-zD3IdZx0 Guarducci in esclusiva per Swimbiz

https://www.youtube.com/watch?v=kI5J_7WrqZw Guarducci racconta il nuoto

MARCELLO GUARDUCCI, IL “GRANDE INCOMPIUTO” DEL NUOTO AZZURRO

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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2013 – 2014 Ricordi

GIUGNO 2013.

Firenze. Vedo la gente correre e mi prende la nausea. Antonella mi propone attività per Greenpeace e penso che sia tutto inutile e dico “No, basta, per favore.”. Vado a La Spezia per manifestare contro la centrale a carbone e sono al livello massimo di sfavamento. Per fortuna Veronica mi fa fare il morto, così mi attivo un po’.

 

LUGLIO.

Voglio solo staccare, non pensare, fermarmi, dormire. Rimini è il luogo ideale per riunire i puntini della propria vita. Il mare, poi, è sempre il mare e stare in acqua, sia pure lì dove si riuniscono gli scarichi fognari, mi rimette al mondo.. Arriva Viviana. Maya si nasconde. Camminiamo, facciamo una foto iconica, mangiamo. E’ impossibile stare fermi. Il giorno dopo si aggiunge Roberta. “Non dici a ziabetta che sei a Rimini?.” “Hai preso latte e menta? Che bevanda vintage?”. Mi accompagna alla stazione. Cambio treno perché facciamo tardi, ma lui arriva perché era più in ritardo di noi.

Erba, Como e dintorni. Il matrimonio di Mirko e Veronica è uno di quelli in cui mi sono sentito più a mio agio. Torno la domenica in treno.

Pesaro. Roberta. Il lungomare oddio c’è di meglio. Il bar di Veronica. Il Jamboree Festival. Marina, una della diaspora del gl di Venezia. Riusciamo a trovare la casa del suo fidanzato quando avevamo quasi perso la speranza. Sono le tre di notte. Dormiamo lì per tre ore. Roberta mi accompagna di nuovo a prendere l’ennesimo treno.

 

AGOSTO e SETTEMBRE.

Barcellona. Scopro il favoloso mondo di Airbnb. I mondiali di nuoto. La settimana vissuta in una bolla di piacere e sogno. Come quando ci sono le Olimpiadi. Mi alzo, corro, vado agli impianti, guardo le batterie, vado in giro per Barcellona come se fosse un riassunto della vacanza dell’anno scorso, mangio al mercato, barcollo dopo una sangria bevuta a mezzogiorno e mezzo e ho la visione tripla per un’oretta, torno in giro, torno agli impianti godendomi il cosmopolitismo, aspetto i nuotatori, la gente si fa firmare gli autografi, guardo le finali, mangiucchio, vado a vedere la pallanuoto, torno in giro, vado a letto, accedo all’wifi, è passata una settimana, lacrime al ritorno, chiedo all’aereo di riportarmi là.

Stia. La gelatiera calagogò, più o meno come Starbucks,. Le sere le passo ai giardini con Clara, Filippo, Elisa e il figlio di Clara, Alessandro che scopre il gelato, vuole vedere le foto sull’ipad e si diverte a vedermi correre..

Londra, rieccomi. Ancora airbnb. Tutto quello che è umanamamente possibile fare lo faccio e lo vedo. Richmond, Wimbledon, Regent’s Park, gli stadi, l’West Ham e la partita più brutta del secolo, i Proms, la birra con Alessio, la festa a casa sua, “gli italiani qua sono come i romeni in Italia, restiamo qua per motivi professionali, a giugno è inverno, mancano il sole, il mare, la British Library, Clara dall’Italia mi dice  “secondo me tu resti là, se resti là veniamo a trovarti”, i mercati, il giro delle librerie, i London Social Runners, Brick Lane, senza un attimo di tregua, Tesco e gli altri, tutto automatico, tutto di corsa, Hampstead, Hampton Court. Mi sento completo.

Stoccolma di nuovo. Il meraviglioso vascello, la compagnia di Serena e Fernanda. La migliore mezza maratona di sempre. Il supporto del pubblico. Le case strette, la piazza, il negozio.

Varese. Il lago. Le poesie di papà Vanoli. La chitarra.  Il ristorante giapponese.  La corsa. Francesca: “Grazie ragazzi. Correre con voi è un piacere. Uno mi tira e uno mi insulta in bici”.

 

OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE

Fiorentina Juventus. Quattro a due. Quanto si gode da uno a dieci. Andiamo a Sassuolo. L’ultimo colpo di Rossi. Andiamo a Milano. Free the Arctic. Li liberano, vero? Non potete mettere gli striscioni allo stadio, dicono i questurini ai grinpisini fiorentini. Le lacrime agli occhi.

Mezza maratona di Livorno. Katia: “tuo marito fa sport? Sì, divano estremo”. Martina va per il mondo. Francesca e Laura forse torneranno da Milano. Arriva Chiara, che racconta le sue attività, la sua facoltà, il suo voler staccare da casa,. Arriva il ciclone Stefania. A Livorno corriamo sotto la pioggia, fermati da raffiche di vento. Pranzo di pesce al Melafumo. L’auto non riparte: i militari ci aiutano.

Greenpeace. Le lunghe conversazioni con Antonella. Non fosse stato per lei, sarebbe tutto finito? Dai, rimettiti in gioco. Dai, riparti. I gruppi del nord se la sono presa con voi. Come si risolleva un gl, chiesto a Rob, Irene, Max. Daniela esplode. “Tutte le cose belle finiscono”, penso. Lacrime.

 

GENNAIO FEBBRAIO MARZO 2014

Salerno. L’ultimo dell’anno. Cena, giri, fuochi d’artificio, balli, sbornie, canti, chiacchierate. Nitro, Federica, Francesca, Viviana, Erica, Santillo. Ci vediamo solo a capodanno? Dai vediamoci ancora a Roma…

Il metodo Hansons. La Mugello GP run, i tortelli, uno di quei bei pranzi che ci vogliono. Le risate accanto alla Buccia.

Clarissa va a Trento. Irene e Gabriele: “dai organizziamo uno skill share”. Silvia Simona Pino “dai andiamo a correre la maratona di New York”.

Monteriggioni. 18km di corsa fino a Siena. La bellezza del percorso che supera ogni altra considerazione. Serena, Alberto, Giuseppe, Silvia staccano e restiamo io e Carlotta. “Questa gara sarebbe ancora più bella se finisse a Marina di Siena. Anche tu vuoi andartene dall’Italia? Mi mandi delle tabelle per correre?” Non hanno dato la medaglia, però il pranzo al ristorante contenuto nel prezzo dell’iscrizione è un plus. Come il ricciarello regalato..

Firenze. Dio benedica la pista allo stadio di atletica.

Stia. Febbre. Che bello essere sconnessi. Basta facebook  Rocco e i suoi fratelli visto anche al telefonino.

 

APRILE

Le vecchie microgite riccardiane. Mantova, Modena, Parma, compresi i sedici chilometri corsi la mattina.. Notte che era meglio evitare: in una stanza con altre tre persone a Parma. Meglio andare in albergo.

Le corse con Laura e Chiara del venerdì pomeriggio o del sabato mattina. Parliamo di sport, di economia, di storia dell’emigrazione, degli emigranti meridionali diventati leghisti. “Tu sei sprecato.” “Io, fra alcune altre, vorrei avere fatto la tua facoltà, scienze sportive.” Vorrei avere fatto qualsiasi facoltà o forse nessuna: vorrei conoscere tutto e sapere tutto.

Mezza di Firenze come allenamento. Per tutto l’anno viaggerò al ritmo di due o tre mezze maratone al mese, come allenamento.

Val Cinghiana. Skill share dei reduci. L’alba in vetta al monte senza aver dormito. Lupus in tavola, gioco e risate. Gli spaghetti alla birra. Gente motivata, entusiasta, giovane, appassionata, convinta. Quel che ci voleva per darmi la carica. I confronti col proprio gruppo locale.

Le birre con Gabriella e Gabriele e poi Rocco alla birreria sotto casa.

Il job club, Eva ed Emma, forse naufragato o forse no.

Pamela? . “Non pensavo che un banchetto fosse così divertente.”

 

MAGGIO

Firenze. Al giardino dell’orticoltura a discutere con Micael, Gabry, Dani, Rocco. Decrescita & ogm. La chiacchierata con Rob durante una festa e quella con Irene sugli ogm.

Trieste. Unisco eventi come la coppa Italia, salviamo le api e la mezza maratona. La cena da Chiara. I cevapcici  Serena mi porta in macchina, la stanza tramite airbnb, le antenne, i cartelli, il pungiglione, il gatto, le frasi storiche. La passeggiata per la città, l’ammirazione.  Sara e la ricognizione. La corsa e il riposo successivo con aperitivo insieme a lei, Enrico, Luigina.  Poi sbornia a parlare di ogm e altro con Sara.  Pino, Domenico, Sara, Luigina, Enrico, Kristina, Davide. Le grandi frasi di Serena.

Firenze. Guarda Firenze. Ci mascheriamo da api podiste. Deejay ten. “Non mi tirare il collo per seguire Monia,” dice la Monce. “Gara da fighetti,” dice Laura. “Ma godiamoci anche questo tipo di evento,” dice Katia.

Venezia. Giro con Federica.

Edimburgo. Lo spettacolo di una città spettrale e selvaggia già in periferia. Il parco, i ristoranti italiani, la gara, il record sulla mezza maratona, la cena prima della partenza con Katia, Mirella e le quarantenni. A dormire in aeroporto. Che poi, se uno dorme in aeroporto che problemi vuoi che abbia a dormire per terra sulla Rainbow Warrior a giugno? Già. La degna conclusione. 29 giugno 2013: La Spezia. 29 giugno 2014: Genova.

GIUGNO

La cena da Simoch. L’esperienza sulla Rainbow Warrior. A raccogliere persone in giro per Genova per portarle sulla nave con Serena.

POI

I mondiali di pallavolo femminile visti dal vivo a Milano, tre mezze maratone corse a settembre, tanto altro fino alla maratona di New York e al viaggio a Boston. Quindi ancora a novembre ci sarà la riunione nazionale di Greenpeace a Vitorchiano e presto si concluderà un anno meraviglioso.

16 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Dieta vegetariana per runner

Un giorno sono andato a farmi fare un piano alimentare vegetariano, tenendo conto delle mie corse, quindi una dieta veg per un runner di 1,60 x 60kg.
Avevo pubblicato un post sulla dieta vegetariana, copiandola pari pari dalla carta. Lo incollo qua sotto ma aggiungo il file originale, linkato in due modi.

Il primo è il file pdf inserito nella libreria media del blog.

Il secondo è il link su google drive.

Perché ho fatto tutto ciò? Perché ho avuto l’idea di pubblicare direttamente il pdf ma non sapevo bene se avrebbe funzionato. Per sapere di più su come pubblicare i pdf in WordPress, comunque, ho letto un bel post ma poi ho optato per fare le cose velocemente anziché perfettamente. Quindi ho pubblicato i link e ciao, anziché provare i vari programmi.

dieta vegetariana per runner 2

https:/https://drive.google.com/file/d/1hDriYddr9yoEoqzAaP0oVdZI_yo4Z3f0/view?usp=sharing/drive.gdieta vegetariana per runner oogle.com/file/d/1hDriYddr9yoEoqzAaP0oVdZI_yo4Z3f0/view?usp=sharing 

 

DIETA VEGETARIANA PER RUNNER
ALIMENTI DA CONSUMARE DURANTE LA GIORNATA
latte parzialmente scremato 200gr.
Yogurt scremato alla frutta 125gr. (= n.1)
fette biscottate 30gr
pasta di semola, riso, cous cous, orzo, farro, avena, miglio, kamut, quinoa, bulgur, mais, grano saraceno, amaranto 80gr
pane toscano o integrale 150gr
secondo piatto a pranzo e a cena
3 volte a settimana:
legumi secchi 40gr, tofu 100gr, tempeh 100gr, formaggio fresco 100gr.
1 volta a settimana:
seitan 100gr, uova (= n.2)
verdura 400gr: insalata, cetrioli, pomodori, carote, agretti, bieta, carciofi, cavoli, fagiolini, spinaci, funghi, finocchi, melanzane, peperoni, porri, rape, sedani, cipolle, ravanelli, radicchi, zucchine.
Frutta fresca 450 gr (=3 porzioni.)
Olio extravergine di oliva 30 gr (= 3 cucchiai.)
Parmigiano grattugiato 10 gr (=2 cucchiaini)
Marmellata di frutta 20gr (=4 cucchiaini)
Acqua litri 1,5-2
I pesi degli alimenti sono considerati al crudo e al netto degli scarti.
La quantià di olio comprende l’olio usato per condire e quello presente nell’alimento dopo la cottura con l’olio.
ESEMPIO DI DISTRIBUZIONE DURANTE LA GIORNATA
COLAZIONE
Latte con fette biscottate e marmellata.
SNACK
1 yogurt
1 porzione di frutta fresca.
PRANZO
Pasta al pomodoro
Seitan agli aromi.
Verdura.
Pane.
Acqua.
Frutta fresca.
META’ POMERIGGIO
Crackers integrali
Acqua
CENA
Minestrone vegetale o doppio contorno di verdure.
Formaggio fresco
Verdura
Pane
Frutta fresca
Acqua
SECONDO PIATTO
Si ritiene adeguata la seguente distribuzione settimanale del secondo piatto:
Tre volte i legumi. 40 gr secchi, 120gr cotti.
Esempi: fagioli, ceci, lenticchie, azuki, soia, piselli, fave, cicerchie, lupini.
Tre volte il tofu. 100Gr
Tre volte il tempeh. 100gr.
Tre volte il formaggio.
Esempi: 50gr di parmigiano o grana, 60gr di pecorino o emmenthal, 80gr di brie, stracchino o gorgonzola, 100gr di mozzarella, 120gr di formaggi freschi di capra, 150gr di ricotta.
Una volta il seitan. 100gr.
1 volta due uova.
ESEMPIO DI DISTRIBUZIONE SETTIMANALE DEL SECONDO PIATTO.
Giorno uno. Pranzo: seitan. Cena: formaggio fresco tipo stracchino.
Giorno due. Pranzo: legumi cotti del tipo lenticchie, fagioli, ceci, soia o soluzioni miste, passati. Cena: tempeh.
Giorno tre. Pranzo: formaggio del tipo parmigiano. Cena: tempeh.
Giorno quattro. Pranzo: tofu. Cena: legumi cotti.
Giorno cinque. Pranzo: tempeh. Cena: formaggio oppure pizza con mozzarella.
Giorno sei. Pranzo: tofu. Cena: legumi cotti.
Giorno sette. Pranzo: uova. Cena: tofu.
I piatti del pranzo e della cena di ogni singolo giorno possono essere invertiti. L’alimento previsto come secondo può essere usato come condimento del primo piatto.
SOSTITUZIONI
Trenta grammi di fette biscottate possono essere sostituiti da 50 gr di pane toscano oppure 30 gr di biscotti da prima colazione oppure 35gr di fiocchi di cereali.
Quattro cucchiaini di marmellata possono essere sostituiti da tre cucchiaini di miele oppure due cucchiaini di cioccolata spalmabile oppure due cucchiaini di zucchero
Cinquanta grammi di pane toscano possono essere sostituiti da 150gr di patate, 140gr di mais dolce in scatola, 170gr di piselli, 50gr di pizza al pomodoro, 40gr di schiacciata all’olio, 30gr di crackers o grissini, 35gr di pasta di semola o riso o orzo o farro, 40 gr di farina di castagne.
Centocinquanta grammi, cioè una porzione di frutta fresca del tipo: mela, pera, ananas, ciliiegie, kiwi, prugne, fichi, possono essere sostituiti da:
100 gr di banane, uva, mandarini, caki, mandaranci;
190gr di arance, lamponi, melone;
200 gr di albicocche, fragole, pesche;
250gr di pompelmo;
400gr di cocomero;
125gr di succo di frutta 100% frutta non zuccherato.
Dieci grammi di olio extravergine di oliva possono essere sostituiti da 10-15gr di frutta secca oleosa: noci, nocciole, girasole.
Due o tre noci la mattina e il pomeriggio sono utili anche per l’attività fisica: si consigliano 30 grammi al giorno di noci.
Per l’assunzione di ferro è importante legare nello stesso pasto legumi più frutta più cereali.

14 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Porto 2019. Quarta parte

1. Non potevo non comprare un libro sulla storia del Portogallo
2. I bambini che piangono e urlano in aereo dovrebbero viaggiare nella stiva.
3. Cose belle della casa prenotata attraverso Airbnb: l’aria condizionata in camera.
4. Cosa definireste incomprensibile? Risposta: gli annunci dell’equipaggio in aereo.
5. Non è infrequente vedere dei signori affacciati alla finestra e delle signore che cantano alla fermata dell’autobus. Soprattutto in periferia.
6. Sia lode al Portogallo per le pasteis de nata.
7. Tra il quartiere ebraico e il Paseio des Virtutes si notano delle contraddizioni: bambini e adulti seduti per strada mentre delle signore buttano acqua per terra e spazzano il marciapiede come nei film sul neorealismo italiano da una parte; giovani seduti al paseio des virtutes o ai mirador a contemplare il panorama, chiacchierare, sorseggiare delle birre.
8. Ai giardini della Cordoaria ci sono delle statue in pose incredibili. Sono anche le strade larghe che conducono alla piazza della Repubblica, alcune realizzate a imitazione dei viali parigini, e alla chiesa del Carmo, una delle tante chiese che meritano la visita.
9. “Proviamo a fare il giro delle galerias che la Lonely Planet dice essere il luogo della movida di Porto”. Le dieci di sera era ancora presto, probabilmente, ma quel che ho visto mi è bastato per fuggire inorridito: il clou del fighettismo.
10. La Lonely Planet e Tripadvisor mi hanno portato al cimitero e al mercado do bon successo. Dimenticabili ambedue. Il mercato di Bolano è utile per prendere un po’ di frutta, ma non vale quelli di Lisbona o di Barcellona.
11. Una città piena di così tante bandiere della nazione alle finestre o sui balconi non l’avevo mai vista. Qua son portoghesi e ci tengono a farlo sapere, evidentemente.
12. “Dove è lo stadio del Porto?” Chiesi al proprietario di casa tanto per far du’chiacchiere. “Là. Io però sono per il Boavista e il suo stadio è qua”, rispose lui con orgoglio. Boavista è un po’ residenziale, ma è un quartiere che mi piace per l’autentica vita cittadina. Studenti che vanno o tornano da scuola, metro che trasporta pendolari, viali trafficati, palazzoni residenziali, ristorante aperto la sera del mio arrivo, bar pieno di avventori del posto che fanno colazione prima di andare a scuola o a lavoro e che serve pasteis de nata e caffè a prezzi modici (0,65 euro il caffè).
13. Resterò col dubbio se sarebbe valsa la pena di vedere il parco della Fondazione Serralves e proprio proprio non ho avuto il tempo di fare il giro in treno e barca per la valle del Douro coi suoi vigneti e i suoi bei paesaggi.
14. Per i fan di Harry Potter sono luoghi imperdibili il Cafè Majestic e la libreria Lello. Il Cafè dove la Rowling scriveva HP è molto chic e molto costoso. La libreria è bella dal punto di vista architettonico, con la scalinata e gli scaffali di legno. I classici scritti appositamente per la libreria sono molto eleganti, con le copertine di lusso e le pagine che hanno i bordi colorati di azzurro o di oro. Però ci vogliono cinque euro per entrare, che vanno acquistati in un edificio a parte dove si devono lasciare pure gli zaini, tanto per rompere ulteriormente le palle. I cinque euro si detraggono poi se acquisti un libro. La coda per entrare è lunga. Il peggio è che la libreria, alla lunga, è insignificante per quanto riguarda i libri. C’è più gente che libri, insomma. Anche come varietà è forse preferibile guardare le persone intente a farsi i selfie.

14 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Porto 2019. Terza parte

1.   Miragaia è il quartiere delle contraddizioni. Stradine e vicoli stretti, case ricamate di azulejos accanto a case che cadono a pezzi, pavé levigato in una strada e buche in quella trasversale, circolo popolare con un uomo grasso vestito da cuoco che sgrida una probabile moglie, miraduro di Vitoria (niente di che: sempre lo stesso panorama) con uomo seduto a terra a suonare il fado.

2.   Il centro di esposizione della fotografia ospita mostre temporanee molto belle e una mostra permanente di obiettivi e macchine fotografiche dagli albori della fotografia a oggi. È gratuito e molto bello, sia come struttura (è un vecchio monastero) sia come qualità delle esposizioni.

3.   Differenze tra Porto e Lisbona. Porto non è una città che ti porta dove vuole lei, ha avuto meno luoghi che mi spingevano a fermarmi e a riflettere sull’universo. È stata meno sorprendente e anche meno viva, quindi forse più tranquilla.

4.   Quindici euro per vedere due cantine, avere qualche informazione da una guida e prendere tre degustazioni di vino sono un’ora e mezzo quasi buttata via. Il quasi è perché la visita è servita a scegliere quale confezione di bottigliette comprare all’aeroporto.

5.   Prese la metro, non scese alla fermata, si ritrovò al capolinea. Era allo stadio. Decise di fare il giro e poi fare il tour: stadio (bello, la visita guidata non particolarmente significativa) e museo (molto bello, interattivo e ricco di video interessanti e reperti storici).

6.   Cibo. La francesinha è buona e il Cafè Santiago merita la reputazione. Bene anche la Taberna do Largo. I primi due locali in cui mi sono fiondato il primo giorno a pranzo erano chiusi per l’occasione e allora mi sono buttato su “Fabrica de nata”, ovvero la delizia, sia per le natas che per le pasteis di bacalao, . La alhera è una caratteristica salsiccia non di maiale e non mi è piaciuta (troppo morbida, troppo aglio e vabbe’ pazienza). Le sardine grigliate e la grigliata di calamari e gamberi ad Afurada erano deliziose. Anche le patate lesse e l’insalata di contorno erano buone. Per chi non vuol googlare cosa sia la francesinha provo a ricordare la composizione: due salsicce, prosciutto cotto, formaggio a coprire, uovo, patatine fritte per contorno. Il trionfo del colesterolo ma anche della bontà.

7.    I luoghi più turistici, come le vie che portano alla stazione sao bento (bellissima) e alla cattedrale (da raggiungere almeno una volta attraverso  la scalinata che parte dal ponte Dom Luiz sul lungofiume), a volte si riempiono di musica e di artisti di strada. La sera tanta gente si siede sulle panchine e che guarda il fiume e l’oltrefiume, le case colorate di Ribeira da una parte e le colline di Villa Nova de Gaia dall’altra. In Largo Sao Domingo in particolare c’è molta musica nell’aria, con cantanti o gruppi che suonano e mettono in vendita i loro cd o ti invitano a seguirli su Instagram e dintorni. Sulla piazza giardino di fronte al palazzo di borsa invece si può sentire la banda musicale. A volte si osservano delle sfilate di studenti che forse  imitano le scuole di Harry Potter.

14 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Porto 2019. Seconda parte.

1. Dato che la città è piccola, le cose che appaiono alla vista o i percorsi che si fanno sono più o meno gli stessi qualunque viaggio si faccia, esclusa la passeggiata lungo l’Atlantico. Però tutti questi percorsi hanno il loro fascino e li rifarei tutti. Quali sono? Il viaggio sulla teleferica dal ponte Dom Luiz al lungofiume di Villa Nova de Gaia, quello in barca per la crociera dei ponti (con un registratore che dà delle informazioni interessanti su ciò che si vede e delle notizie storiche sulla città), quello nel tram storico sulla linea uno che va dal centro alla foce del Douro, le passeggiate sul lungofiume sia “di qua, dal ponte Dom Luiz alla foce” che “di là, dal ponte Dom Luiz ad Afurada”. Il ponte, peraltro, si può percorrere sia dal basso che dall’alto ed è sempre bello farlo.

2. Non è solo che i portoghesi dicono “obrigado”. È come lo dicono. Come se fossero degli umili servitori. Si percepisce l’inchino. Forse anche se ti accoltellano lo fanno con l’inchino. Tuttavia in due o tre casi in centro le bariste (tutte femmine) sono sembrate un po’ scontrose.

3. Afurada. Casine colorate, azulejos, vecchine che guardano alla finestra, vecchine che cantano Ave Maria sulla soglia della porta di casa, signori che grligliano il pesce davanti casa, camerieri che grigliano il cibo nei barbecue davanti ai ristoranti, odore di cibo, pescatori che parlano tra sé o pescano (non fanno finta: un pesce attaccato all’amo l’ho visto portare via!). Il mercato di Afurada è piccolo, ma è uno spettacolo vedere i pescatori che portano il pesce o gli ambulanti che urlano per far venire la gente al loro banco o parlano tra sé da un banco all’altro. Per ambulanti si intendono spesso delle vecchie signore che mostrano con orgoglio il pesce nel loro banco. Nel villaggio di pescatori rimasto, dicono, a 40 anni fa, ci sono alcuni negozi, tra i quali uno di articoli di pesca e canottaggio e l’edicola in cui ho comprato la guida al campionato di calcio portoghese. Non mi sono addentrato nel bosco per andare a vedere la chiesa, ma sono convinto che andarci avrebbe aggiunto fascino al ricordo del posto. In tutta Porto si percepisce la restistenza del tempo che vuole continuare a scorrere lento e qui si percepisce ancora di più.

4. Alcuni musei sono aperti e gratuiti la domenica. Altri sono chiusi il lunedì. La caratteristica comune è che secondo il sito “scoprireporto” si possono saltare. Ad averlo saputo forse avrei saltato anche la visita al Salone della Borsa. È bello e imponente, le stanze sono piene di quadri, le sedie e le pareti sono di legno massiccio o di plastica finto legno. Una sala è piena di lampadari e decorazioni d’oro. La visita guidata è obbligatoria e la guida spiega delle cose interessanti nella in quaranta minuti. Ho il dubbio che avrei potuto fare a meno di questa visita. Non perché non meriti, di per sé, ma perché o guardo il palazzo per una giornata intera e me lo studio per bene e mi immagino la vita lì dentro o posso farne a meno. Comunque tra le “cose imperdibili che ho deciso di perdere” non ho visto la chiesa di San Francesco. A leggere su internet la spesa di 7,5 euro è spropositata per una chiesa piena d’oro e un museo la cui visita è obbligatoria. Io, tra chiese, torre e stadio, ho deciso semplicemente di saltare la chiesa più costosa.

5. Gli azulejos sono il tocco in più del chiostro della cattedrale, della facciata delle cappelle des albes, di tante case del centro. Merita andare alla cattedrale la mattina e tornarci la sera al crepuscolo per guardare la città illuminata. Merita spendere i tre euro. Non mi ha entusiasmato invece il panorama che si vede dalla torre dei clerigos ma sia mai che rinuncio a non salire in vetta a una torre. Ho rinunciato anche al monastero. È sempre stato fuori rotta e ho pensato che fosse solo un monastero e che anche da lì si sarebbe visto lo stesso panorama che si vedeva da Villa Nova de Gaia. È una frase un po’ da la volpe e l’uva, oppure semplicemente da persona che non ha avuto mai voglia di salire fin lassù. Al contrario ho avuto voglia di inerpicarmi per la città dall’altra parte di Porto per arrivare daTaylor, una residenza di un produttore di vini. Residenza immersa nel verde, piena di vasche (una delle quali con tanti pesci rossi), fontane e leoni in pietra con possibilità di visita alle cantine e pranzo al ristorante. Tutte cose evitate: le ho viste e sono subito sceso per incamminarmi verso Afurada. Mi ero già fermato troppo, quella mattina: un’ora e mezzo per la visita alle cantine Camel, di cui scriverò dopo.

14 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Porto 2019. Prima parte.

1. Legge di Murphy: se decidi di andare al parco e passeggiare lungo le spiagge ci sarà nebbia e pioggerella. Legge di RR: se non desisti, il tempo migliora.
2. Alzarsi e incamminarsi alle sette lascia tutto il tempo di fare cose, sbagliare tappe, scoprire che il cimitero è chiuso e quindi cambiare percorso, pensare di fare grandi percorsi a piedi durante tutto il giorno. Muoversi lungo i viali che portano al parco non è il massimo, sotto la nebbia e una pioggerellina che non bagna: grigio il cielo, grigia la strada, grigi i palazzoni residenziali. Forse è meglio prendere un autobus.
3. RR alla scoperta dei bus di Porto. Tante mamme, tanti ragazzi con la divisa del liceo Garcia Orta, poco posto. “Sono cominciate le scuole”, sento dire. A un certo punto una signora urla all’autista che non si è fermata, l’autista risponde qualcosa, le due si mettono a ridere urlandosi cose a vicenda. I portoghesi hanno strani modi di litigare.
4. Mi fermo all’ingresso del parco della città guidato da Google Maps e dalle recensioni positive di Tripadvisor. Mi servo del bagno di una stazione di servizio. Mi sembra di essere in una superstrada con degli alberi a un lato. Poi entro nel parco. Guardo la mappa. Ovviamente sono entrato dal lato peggiore. Ci sono diversi laghi e diversi animali. Poi molte zone di riposo, chiamate così sulla mappa. Mi inoltro fino a un laghetto. Sembra che piova: si sente un rumore di acqua che batte sulle foglie ma non sta piovendo davvero, o gli alberi fungono da tetto. Ogni tanto vedo dei podisti che fanno il giro del parco. Decido di “aver visto” il parco.
5. Pioggia fine impercettibile, nebbia ovunque, cielo grigio, ma soprattutto un problema. Lo vedete quel forte là? Spostate lo sguardo più avanti. Bene. Avete presente l’oceano? Immaginatevelo perché la nebbia lo nasconde alla vista. Presto, però, incamminandovi verso Foz do Douro per una passeggiata di mezz’ora lungo le spiagge che danno sull’Atlantico, questo appare alla vista. Il cielo impiegherà un po’ di tempo a schiarirsi. La temperatura non è 34 gradi come il giorno prima, ma sarà meno di 18 gradi. Prendere il giacchetto è stato utile.
6. Il silenzio è interrotto solo dal rumore delle onde che si infrangono sui pochi scogli. Le rocce sul mare sono nerissime e levigate dall’acqua. Quelle sulla spiaggia sono rosse come la sabbia. Mi chiedo chi abbia composto delle sculture fatte mettendo i sassi uno sopra l’altro. I gabbiani e altri uccelli planano e si riposano sulle rocce. Ogni tanto qualche persona passa a piedi o di corsa o in bicicletta su lungomare. Tutto il cammino posso dedicarlo alla contemplazione e alla meditazione. O anche all’annullamento dei pensieri. Spesso mi fermo a guardare semplicemente il mare. Le spiagge più rinomate sono quelle a sud e in alcune si vedono cabine, ristorantini, servizi. A me sono piaciute di più quelle isolate e selvagge che si trovano a nord. L’atmosfera è bellissima: in parte cupa e tenebrosa, da mare d’inverno, da come ti aspetti il mare d’inverno, anche se ancora non è nemmeno autunno e il mare non è eccessivamente mosso. Gradualmente il cielo si schiarisce, il sole manda lampi di luce che illuminano la scena e riscaldano il corpo. Ti rammarichi al pensiero che prima o poi arriverai allo foce del fiume e allora contempli un altro po’, ti fermi un altro po’, fotografi un altro po’, pensi un altro po’, ti lasci andare un altro po’. Infine arrivi laggiù dove il fiume e l’oceano si incontrano e dove, per inciso, arriva la linea uno del tram storico che parte del centro.
7. Finita una passeggiata, ci si ferma a guardare la foce del fiume Douro, i fari, i pescatori e gli altri camminatori, e se ne inizia un’altra. Quella lungo il fiume Douro. Il giorno precedente lo avevo fatto dall’altro lato, andando da Villa Nova de Gaia e Afurada e tornando. Quel martedì invece l’ho fatta dalla foce fino al ponte Arrabida, dove ho preso il mitico traghetto di legno che porta ad Afurada, quindi sono tornato lì dopo pranzo col solito traghetto e ho finito la passeggiata sul lungofiume fino in centro. Passeggiare sul lungofiume è bello: si vedono barchette, pescatori, la città che si avvicina o si allontana, pezzi di città che restano impressi (chiese, quasi foreste, striscioni che annunciano la presenza di un casinò, i nomi delle aziende vinicole che sembrano stampati sulla collina di Villa Nova de Gaia, magazzini di stoccaggio delle merci). Ogni chilometro nuovo porta una visione leggermente diversa. Poter dire “Ah, ecco il ponte, ora manca poco” oppure “Ah, qui c’è quella cosa che ho visto ieri” o “Guarda, là c’ero ieri” fa parte di tutto un gioco che poi diventerà il gioco dei ricordi e della nostalgia. Se poi mentre si cammina si riescono ad evitare i ciclisti o gli alberi che improvvisamente ti si parano davanti è meglio.

20 Agosto 2019
di riccardoricciblog
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Tutti gli articoli di RR per Corsia 4

Per quelli di Corsia 4 ho scritto degli articoli. Li ho elencati e linkati qua. Mi piaceva scriverli, soprattutto quelli di storia. Avevo un’idea o me la forniva un libro o un articolo o una persona e iniziavo a cercare e ad approfondire. Oppure a prendere pezzi scritti da altri e unirli insieme. Poi la costanza non è il mio forte e va a finire che cerco di fare troppe cose insieme o ne trascuro troppe insieme. Insomma ho smesso di scriverci.

Ho scoperto Corsia 4 durante i mondiali di nuoto di Roma. O sarà stato a Pechino 2008? In ogni caso il forum di Corsia 4 è stata la prima fonte di informazioni e curiosità. Mi piace leggere i commenti e chi scriveva lì era esperto, anche i cosiddetti troll. O almeno mi sembrava. E’ stata la loro passione a farmi appassionare così tanto alle gare di nuoto da diventarne un seguace? In parte sì. Sicuramente il click è scattato in quella settimana mondiale a Roma. Poi mi piace il format delle gare: velocità, emozione, continuità (a differenza dei tempi rallentati delle gare di atletica, che poi se si svolgono dalla parte opposta dello stadio sono anche difficilmente visibili). Alla mia passione hanno anche contribuito i successi degli azzurri, le belle sfide di questi anni, le esperienze piacevoli ed emozionanti dei miei viaggi per eventi sportivi.

Tornando a Corsia 4. Il sito si è evoluto. E’ diventato un vero e proprio portale di informazione dedicato al nuoto. Mi ha contattato prima Matteo e poi il povero Emanuele e Cristiana, per scrivere per loro. Ho fatto un po’ il battitore libero. A volte il dover scrivere è stato un fattore di concentrazione sulle gare in corso, agli assoluti o al settecolli. Mandare gli articoli significava invece a volte perdere le riflessioni e le emozioni del dopo gara. Il giornalista sportivo, ho scoperto, alla fine deve concentrarsi sul lavoro redazionale e non può permettersi di divagare con la mente o di distrarsi. Alcuni, confinati in sala stampa, non possono seguire le gare dal vivo perché magari sono a caccia di atleti da intervistare. O comunque sono limitati nei movimenti e nei pensieri dal lavoro che fanno. Che è, appunto un lavoro. Sicuramente bello, per tanti aspetti. Il tifoso è più libero, per quanto debba pagare tutti i biglietti e abbia forse meno contatti con gli atleti (in particolare in certi sport come il calcio o il tennis, e comunque sono contatti diversi).

Durante le Olimpiadi di Rio temevo di non sapere cosa scrivere. Anche durante i mondiali di Budapest. Invece gli articoli mi uscivano spontaneamente, dopo averci in qualche modo pensato mentre andavo a correre la mattina (dopo le nottate di Rio passate a guardare le finali) oppure mentre rientravo a casa (prima delle nottate di Budapest passate a scrivere articoli).

E’ stata una bella esperienza, scrivere per loro. Volevo farlo negli anni 2009 e dintorni. Ho iniziato a farlo nel 2016. Ho continuato per un annetto. Poi ho smesso. E’ un po’ una storia della mia vita, questa.

Gli articoli si possono ricercare a questo link.

https://corsia4.it/author/riccardoricci/

Ed eccoli qua

La sfida tra Phelps e Cavic a Pechino
https://corsia4.it/nuoto/pechino-2008-phelps-vs-cavic-fingertip-gold/

La grande sfida tra Phelpls, Thorpe, Van Denhoogenband ad Atene

https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-sfida-secolo-200-stile-atene-2004/

https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-sfida-secolo-200-stile-atene-2004-parte-ii/

https://corsia4.it/nuoto/euroswim2017-paltrinieri-bianchi-e-sabbioni-dargento-panziera-e-dotto-bronzo/

Pablo Morales, il predestinato

https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-pablo-morales-predestinato/

Dedicato a Federica Pellegrini, dopo Budapest

https://corsia4.it/nuoto/federica-pellegrini-tredici-anni-emozioni/

https://corsia4.it/nuoto/budapest2017-gare-ricordi-piu-belli/

https://corsia4.it/nuoto/budapest-2017-lultima-magia-federica/

L’esperienza di un tifoso ai mondiali.
https://corsia4.it/lifestyle/budapest-2017-tifoso-mondiali-nuoto/

Il primo oro europeo dell’Italia.
https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-1958-budapest-primo-oro-europeo-italia/

Rosolino a Sidney.
https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-rosolino-quel-giorno-giochi-sydney-16-settembre-2000/

https://corsia4.it/nuoto/assoluti-2017-unipolsai-detti-da-paura-al-campionato-assoluto-primaverile-2017/

La storia di Yusra Samia
https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-yusra-samia-stessa-destinazione-destini-diversi/

La storia degli uomini che nuotano fra i ghiacci
https://corsia4.it/nuoto/storie-di-nuoto-uomini-nuotano-fra-ghiacci/

Monaco 1972: una questione di tempi.
https://corsia4.it/nuoto/storie-di-nuoto-monaco-72-una-questione-di-tempi/

La pioniera del nuoto femminile
https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-fanny-durack/

https://corsia4.it/nuoto/detti-paltrinieri-show-rio-2016-si-costruisce-un-trionfo-olimpico/

La rockstar olimpionica.
https://corsia4.it/nuoto/anthony-ervin-rockstar-campione-olimpico-sorprese/

Una fiaba a Rio
https://corsia4.it/nuoto/la-fiaba-del-nuoto-lolimpiadi-rio-nel-2016/

Nuovo cinema olimpico, a Rio.
https://corsia4.it/nuoto/cinema-olimpico-tanti-film-tanto-spettacolo/

https://corsia4.it/nuoto/rio-2016-giorno-4-tutti-protagonisti-phelps-21/

Dichiarazioni improbabili, a Rio.
https://corsia4.it/nuoto/rio-2016-improbabili-dichiarazioni-dei-protagonisti-della-terza-notte-gare/

https://corsia4.it/nuoto/rio-2016-giornata-spaventosa/

https://corsia4.it/nuoto/detti-un-bronzo-umano-ori-record-marziani/

https://corsia4.it/nuoto/tsunami-pellegrini-orsi-rinuncia-al-100-stile/

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https://corsia4.it/nuoto/arianna-castiglioni-stacca-pass-olimpico-al-settecolli/