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there is no life b

Ma scrivi un po' cosa ti pare

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Gente che vive di stato

Basterebbe dire che il 75% buono dell’economia italiana è intermediato direttamente o indirettamente dallo Stato.

Questo elenco l’ho fatto un tempo ed è un po’ circolare, a pensarci.

Gente che vive per lo Stato: commercialisti, notai, dipendenti, consulenti del lavoro, uffici amministrativi, aziende che vivono di appalti

Amministratori pubblici.

Ragionieri di stato, consiglieri di stato, giudici amministrativi, tecnici ministeriali…

Consiglieri regionali provinciali comunali

Aziende pubbliche, semipubbliche, partecipate

Aziende e imprenditori cui è garantita protezione (false privatizzazioni, concessioni di rendite, autostrade, telecom, poste, cdp, ffss…)

Dipendenti pubblici entrati a seguito di raccomandazioni, tangenti, concorsi pilotati, leggi speciali.

Sindacalisti, dei lavoratori o delle imprese.

Superburocrati.

Burocrati.

Dirigenti pubblici.

Pensionati baby.

Pensionati andati in pensione col sistema retributivo.

Falsi invalidi.

Professionisti: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro

Aziende che lavorano in appalto per lo Stato.

Consiglieri provinciali, comunali, regionali, di quartiere.

Banchieri

Bancari.

Ipergarantiti, come i vecchi giornalisti o i lavoratori con contratto a tempo indeterminato di grandi aziende private (almeno in certi decenni) e pubbliche.

Parlamentari.

Imprenditori che godono di protezioni e rendite.

Dirigenti privati che stanno al di fuori della concorrenza.

Infermieri

Insegnanti

Professori universitari

Aziende convenzionate

Autori che vivono di siae

Dipendenti in cassa integrazione

Dipendenti di aziende salvate dallo stato

Dipendenti alitalia

Dipendenti di società controllate dallo stato (eni, enel…)

Notai, tassisti, settori protetti

Ordini professionali

Agricoltori sussidiati

Gente che vive di sussidi statali.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Il re dell’work life balance

Andavo all’asilo malvolentieri.

Ci stavo due ore e tornavo a casa.

Passavo da zero a mille tornando a casa, in quanto ad attivismo.

Poi a scuola mi annoiavo e a casa leggevo e imparavo tantissimo nei miei libri.

Alle medie e alle superiori andavo e mi divertivo, ma avrei studiato e imparato di più e meglio da me.

L’obiettivo durante l’università era tornare a casa il prima possibile e in base a questo mi calcolavo le frequenze, non che fossero poi utilissime.

Gli ultimi anni, vissuti in casa, sono stati quelli in cui ho avuto il miglior rendimento.

Ho scelto i primi lavori in base al grado di libertà che mi fornivano.

Andavo a fare tirocinio da un libero professionista alle dieci di mattina e tornavo alle quattro la sera, pensando ai miei problemi, anche se mi piaceva il tipo di lavoro. La reputazione non era granché.

Sono andato nella grande multinazionale per fare un lavoro da impiegato d’ordine ma avevo troppo poco tempo libero e fuggii subito per andare in Comune, dove la noia regnava ma potevo tornare a casa alle due del pomeriggio.

Ho ottimizzato i tempi nella seconda e nella terza azienda in cui ho lavorato. In quest’ultima ero coinvolto in una guerra e il lavoro di tutti alla fine ricadeva tutto su di me che non dicevo mai di no.  Sono stato messo in mobilità ed ero contento perché avrei trovato il lavoro che piace.

Nella falegnameria dove sono andato costringendomi ad andarci ci sono stato due mesi.

Nell’ultima azienda prima dell’attuale ci sono stato due o tre mesi, sbagliando l’impossibile nel fare il commerciale e attaccare le buste.

Non sono andato in quell’altra azienda perché il sabato si doveva lavorare.

In fin dei conti ho sempre parteggiato per me stesso e per il mio tempo libero.

Adesso ho trovato pace ed equilibrio. Sono diventato il re dell’work life balance.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Perché l’età pensionabile non va abbassata

Mando in pensione delle persone.

Queste persone prenderanno come pensione un importo simile al loro ultimo stipendio indipendentemente dai contributi versati.

Chi paga quelle pensioni? Chi versa i contributi o le tasse oggi.

Questo pagatore rischia di non avere una pensione per sé.

In ogni caso il pagatore avrà una pensione più bassa perché lui, a differenza di quei privilegiati, andrà col contributivo.

Il pagatore rischia anche di non trovare lavoro (quindi non è un pagatore) o di avere stipendi più bassi a causa delle tasse e dei contributi a carico del datore di lavoro.

Se al posto di queste persone ne vengono assunte altre, sempre nel pubblico chi le paga? Gli stessi pagatori di prima: i lavoratori privati, visto che è dalle loro tasse che i dipendenti pubblici ricavano i propri stipendi.

Se non ci sono abbastanza soldi per pagare i pensionati, che succede? Semplice. Si alzano le tasse (presenti o future, nel caso si riesca a prendere in prestito i soldi attraverso le emissioni di titoli pubblici).

Con le tasse in più i lavoratori attuali hanno meno soldi in tasca che potrebbero altrimenti investire o risparmiare o consumare o usare per creare imprese e invece che in qualcosa di produttivo devono essere destinati a mantenere quei privilegiati.

Con le tasse in più le aziende non possono assumere o dare più soldi ai lavoratori. Potrebbero anche avere dei costi più alti e fare prezzi più alti ed essere meno competitivi e rischiare di chiudere e licenziare.

Può essere che quelli che rischiano il licenziamento o le aziende che dovrebbero fallire vengano salvati, così da aumentare ulteriormente spesa pubblica e tasse, salvo il giorno del default.

Con le tasse in più è probabile che chi cerca un lavoro, il primo o uno successivo, non lo trovi, e il Paese resterebbe immobile e non produttivo.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Tuscan gorgia

 

La Toscana è la regione senza la c, dice qualcuno.

In effetti in buona parte del territorio la gente aspira la c.

Qualcuno non la pronuncia proprio, per esempio dalle parti di Pisa.

Quelli che invece le pronunciano tutte o appartengono ad un’altra razza (aretini, massesi) oppure hanno qualche mescolamento (casentinesi.)

Oltre alla c anche la t, la p e la v possono essere aspirate o annullate nella pronuncia.

Anche l’effetto trascinamento della c dolce in parole come pace o della g in parole come gente fa parte dello stesso fenomeno. Si chiama spirantizzazione delle consonanti occlusive intervocaliche.

 

Tralasciamo il fatto che quando un non toscano prova a parlare toscano sbaglia sistematicamente. Magari dice “Ahasa” quando si direbbe “accasa” con fenomeno di raddoppiamento fonosintattico. Oppure dice “shiacciata”, ma la prima c è tra due consonanti e quindi si pronuncia “schiacciatha”.

Se poi qualcuno vuol far dire a un toscano l’abusata frase “una oaolaonlaannucciaortaorta” rischi di essere preso a male parole.

 

Da un punto di vista linguistico, il fenomeno è curioso. Sembra che non abbia niente a che fare con gli etruschi, come si riteneva un tempo, ma che risalga agli anni attorno al 1500, periodo in cui si verificarono forme di sonorizzazione o indebolimento anche in altre zone.

Esempi. Fica > figa. Lacum > lago. Amico > amigo.

Tale fenomeno si è verificato anche nelle lingue germaniche. Vedi ad esempio la legge di Grimm, con padre, corno, dente diventati father, horn, teeth.

Fenomeni analoghi si riscontrano anche in lingue non indoeuropee, come l’ungherese e il tamil.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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quando inizi a correre

Entri nel mondo della corsa leggendo qualcosa che ti entusiasma o solo per dimagrire o perché qualcuno ti ci porta.

Se sei in compagnia, hai una guida e vedi che fai progressi, decidi di continuare.

Nella prima fase ogni giorno porta con sé una novità e ogni volta è la prima, finché riesci a fare i primi dieci chilometri.

Le prime gare sono autentiche iniezioni di adrenalina.

Scopri che la corsa è come un viaggio, ti godi l’atmosfera, gli altri atleti, le loro magliette, quelli che corrono vestiti in modo strano, quelli che corrono per beneficienza, il pubblico (quando c’è), il paesaggio (quando merita.)

Se sei in un gruppo, ti scopri a fare proselitismo e a dare consigli ai nuovi.

Avanzate insieme, cominciate a tenere d’occhio i tempi, a migliorare i propri limiti, a programmare viaggi anche all’estero.

Tenete ben saldi i motti correre per mangiare e correre per viaggiare.

Qualche società seria vi vede e vuole portarvi con sé, ma le quote di iscrizione sono troppo alte, troppa gente ci crede troppo, troppi vi obbligano a partecipare alle gare per avere punti e premi di cui invece vi fregate perché voi correte per stare bene.

Anche migliorarsi vi fa stare bene, ma volete essere voi a deciderlo.

Certo che ci saranno casi di doping e molti ce l’hanno in testa quando pensano solo a annullarsi per un risultato, che poi magari è arrivare ventesimo a una gara amatoriale che non si fila giustamente nessun altro.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Budicca

Oggi ho letto un pezzo di La Mia Londra. Simonetta Agnello Hornby narra di quando ci è arrivata negli anni Sessanta e aveva visto le case di  mattoni rossi, vetri variopinti e tetti a cupola.

Poi lei aveva notato la gente vestita in stile beat, le ragazze con delle minigonne inguinali, gli uomini in smoking e tailleur. Le persone scendevano e salivano sugli autobus al volo e venivano considerate solo in entrata dal bigliettaio, che strappava il biglietto emesso dall’autista, il solo responsabile dei passeggeri.

 

Comunque non è stata questa la cosa principale che mi ha incuriosito oggi, perché è stata sovrastata da Boacidea, per gli amici Budicca, la regina degli Iceni, una popolazione delle parti di Norfolk.

 

Suo padre le aveva destinato una parte del regno, mentre l’altra parte spettava ai Romani, i quali davano l’indipendenza ai re clienti finché erano vivi. Dopo di che si riprendevano tutto, a meno che non ci fossero eredi maschi. Insomma arrivano i Romani e conquistano e saccheggiano tutto quel che trovano.

Boccidea si risente. I Romani la espongono nuda al pubblico visibilio e le stuprano le figlie.

A seguito di ciò lei si ribella e riesce a sconfiggerli. I Romani erano guidati da un certo Paolino, ma è costretto alla fuga. I ribelli incendiano Colchester e una certa Londinium. Verranno in seguito sconfitti per la maggiore abilità tattica dei Romani e lei si avvelenerà.

Enya ha cantato una canzone per lei.

Zimmer Bradley ha scritto un romanzo basato sulla sua storia.

Insomma io di lei non sapevo niente fino a mezz’ora fa e adesso ho già canzoni e libri da ascoltare e leggere in più.

E’ morta sulla trentina: oggi c’è gente che ancora non ha finito l’università a quell’età e lei aveva già avuto un marito a diciassette anni, due figlie e aveva capeggiato una rivolta.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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Vecchi rant

 

FOSSI DIRIGENTE IO

“Se fossi dirigente io sarei stronza”, dice la collega.

Non lo metto in dubbio. Staresti attenta a ogni formalità. Puniresti chi non rispetta le formalità. Peccato che poi dovresti anche affrontare imprevisti, prendere decisioni che non si leggono su un regolamento e non saresti a conoscenza delle conseguenze inattese.

Se nel tuo computer  spostano un oggetto, ti trovi in difficoltà. Se per un evento sportivo devi fare un percorso diverso da quello abituale maledici il mondo e non sai come adattarti. Però sapresti fare il dirigente, sostieni. Sai anche come risolvere tutti i problemi del mondo, sembra, sentendoti parlare.

“Se gli operai facessero i dirigenti..” Li ho avuti. Ex operai o ex sindacalisti diventati dirigenti. Vivevano l’azienda come conflitto e continuano a farlo. Consideravano il controllo come ispettivo.

Fossi dirigente io, invece, cercherei di ottenere e fare ottenere risultati. Cercherei di migliorare la vita di tutti. Cercherei efficienza, efficacia, economicità senza fare rinunciare nessuno alla propria qualità della vita.

 

QUELLI CONTRO GLI EVENTI

Quelli che “Ma perché prendi ferie per guardare le Olimpiadi?”

Quelli che “Ma perché vai in quella città solo per guardare l’evento sportivo?”

Quelli che “Perché guardi la gara se non ci sono italiani?”

Quelli che seguono solo il calcio e in qualche occasione ti vogliono insegnare altri sport.

Quelli che parlano di sport solo durante i mondiali di calcio.

Quelli che parlano di sport solo se gioca l’Italia.

Quelli che “Ma tanto l’Italia è uscita: perché guardi ancora i mondiali?”

Quelli che quando l’Italia perde il problema principale diventa quanto guadagnano i calciatori.  Quelli che si interessano solo di gossip, quindi, per dire, torni dai mondiali di nuoto e ti chiedono della love story della Pellegrini.

Sintesi. Di quel che interessa a voi occupatevi voi. Di quel che interessa a me mi occupo io. Non vi rompo le palle su quel che interessa a voi. Non rompetemi le palle su quel che interessa a me. La prima regola del codice civile dovrebbe essere la seguente: “Fatevi i cazzi vostri”.

 

AFFITTO VS MUTUO

Caro.

Dici che se devi spendere 650 euro al mese di affitto ti conviene prendere un mutuo. In trent’anni spenderesti 234 000 euro.

Sei sicuro che col mutuo non spenderesti di più, tra interessi, spese e tasse?

In trent’anni non potresti fare un investimento a lungo termine che ti renda un tot di soldi tale per cui potrai ti ci entra una casa e ti avanza pure?

 

MENTI PUBBLICHE

Le menti che hanno progettato gli studi di settore nel pubblico quanto avrebbero potuto essere più proficuamente utilizzate nel privato?

 

ECONOMIA REGIONALE E PARITA’ DI POTERE DI ACQUISTO

Insomma se al sud hanno gli stessi stipendi che al nord e le cose costano meno, sono più ricchi. Se poi ci aggiungiamo l’economia informale e il fatto che si prestino le cose tra sé sono ancora più ricchi.

 

AUTORITA’ CHE LIBERI ANZICHE’ VIETARE

Vorrei un sindaco che appena insediato dicesse cosa liberalizzare anziché cosa vietare.

 

VARIE

1 Di articoli a tesi è pieno il mondo.

2 I post su Facebook in seconda persona: ogni tanto fateli nomi e cognomi

3 Prof universitari mantenuti dallo Stato senza essere soggetti a concorrenza che si lamentano di altri mantenuti dallo Stato e vogliono la concorrenza per gli altri.

4 Cara gene di Facebook: so che avete opinioni precostituite. So già cosa scriverete su qualsiasi argomento. Ogni tanto provate a stupire.

5 Articoli e preposizioni: non è vietato usarli anche nelle lettere aziendali.

Storia deviazioni traffico firenze

6 In ufficio c’è gente che fa i conti con la calcolatrice scrive il risultato su Excel.

7 Vi piace la gerarchia e avere dei capi o esserlo. Non vi piacciono realmente le libertà.

8 Chi sbaglia paga, ma se è un magistrato fa carriera.

9 Un’indovina mi disse:”Tu dai il massimo solo per le cose che ti piacciono”.

 

CONQUISTATORI E PLAYSTATION

Comunque, poi, ripensandoci, Alessandro Magno aveva 21 anni quando aveva conquistato l’Asia. Riccardo Terzo era re a quattordici anni. Quante guerre si sarebbero evitate se ci fosse stata la playstation?

HANNO…CHI?

Hanno affossato tutto ci raccontano cosa vogliono ci hanno tolto tutto avete distrutto tutto.

Chi cosa come dove perché?

Uno di solito non tiene un segreto nemmeno se lo pagano e questi sarebbero capaci di dominare il mondo?

E se i presunti padroni del mondo foste voi, cosa proporreste?

Probabilmente le cose andrebbero peggio, se tutte le persone si comportassero come voleste voi, ci pensate?

E forse se il mondo va avanti in un certo modo è perché voi fate parte di quelli che lo rendono come è.

Certo che se pensi di essere eteroguidato, puoi anche pensare la soluzione dei problemi possa derivare dall’alto, dalle istituzioni, dai leader, dai politici.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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2013 – 2014 Anni meravigliosi

GIUGNO 2013.

Firenze. Vedo la gente correre e mi prende la nausea. Antonella mi propone attività per Greenpeace e penso che sia tutto inutile e dico “No, basta, per favore.”. Vado a La Spezia per manifestare contro la centrale a carbone e sono al livello massimo di sfavamento. Per fortuna Veronica mi fa fare il morto, così mi attivo un po’.

 

LUGLIO.

Voglio solo staccare, non pensare, fermarmi, dormire. Rimini è il luogo ideale per riunire i puntini della propria vita. Il mare, poi, è sempre il mare e stare in acqua, sia pure lì dove si riuniscono gli scarichi fognari, mi rimette al mondo.. Arriva Viviana. Maya si nasconde. Camminiamo, facciamo una foto iconica, mangiamo. E’ impossibile stare fermi. Il giorno dopo si aggiunge Roberta. “Non dici a ziabetta che sei a Rimini?.” “Hai preso latte e menta? Che bevanda vintage?”. Mi accompagna alla stazione. Cambio treno perché facciamo tardi, ma lui arriva perché era più in ritardo di noi.

Erba, Como e dintorni. Il matrimonio di Mirko e Veronica è uno di quelli in cui mi sono sentito più a mio agio. Torno la domenica in treno.

Pesaro. Roberta. Il lungomare oddio c’è di meglio. Il bar di Veronica. Il Jamboree Festival. Marina, una della diaspora del gl di Venezia. Riusciamo a trovare la casa del suo fidanzato quando avevamo quasi perso la speranza. Sono le tre di notte. Dormiamo lì per tre ore. Roberta mi accompagna di nuovo a prendere l’ennesimo treno.

 

AGOSTO e SETTEMBRE.

Barcellona. Scopro il favoloso mondo di Airbnb. I mondiali di nuoto. La settimana vissuta in una bolla di piacere e sogno. Come quando ci sono le Olimpiadi. Mi alzo, corro, vado agli impianti, guardo le batterie, vado in giro per Barcellona come se fosse un riassunto della vacanza dell’anno scorso, mangio al mercato, barcollo dopo una sangria bevuta a mezzogiorno e mezzo e ho la visione tripla per un’oretta, torno in giro, torno agli impianti godendomi il cosmopolitismo, aspetto i nuotatori, la gente si fa firmare gli autografi, guardo le finali, mangiucchio, vado a vedere la pallanuoto, torno in giro, vado a letto, accedo all’wifi, è passata una settimana, lacrime al ritorno, chiedo all’aereo di riportarmi là.

Stia. La gelatiera calagogò, più o meno come Starbucks,. Le sere le passo ai giardini con Clara, Filippo, Elisa e il figlio di Clara, Alessandro che scopre il gelato, vuole vedere le foto sull’ipad e si diverte a vedermi correre..

Londra, rieccomi. Ancora airbnb. Tutto quello che è umanamamente possibile fare lo faccio e lo vedo. Richmond, Wimbledon, Regent’s Park, gli stadi, l’West Ham e la partita più brutta del secolo, i Proms, la birra con Alessio, la festa a casa sua, “gli italiani qua sono come i romeni in Italia, restiamo qua per motivi professionali, a giugno è inverno, mancano il sole, il mare, la British Library, Clara dall’Italia mi dice  “secondo me tu resti là, se resti là veniamo a trovarti”, i mercati, il giro delle librerie, i London Social Runners, Brick Lane, senza un attimo di tregua, Tesco e gli altri, tutto automatico, tutto di corsa, Hampstead, Hampton Court. Mi sento completo.

Stoccolma di nuovo. Il meraviglioso vascello, la compagnia di Serena e Fernanda. La migliore mezza maratona di sempre. Il supporto del pubblico. Le case strette, la piazza, il negozio.

Varese. Il lago. Le poesie di papà Vanoli. La chitarra.  Il ristorante giapponese.  La corsa. Francesca: “Grazie ragazzi. Correre con voi è un piacere. Uno mi tira e uno mi insulta in bici”.

 

OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE

Fiorentina Juventus. Quattro a due. Quanto si gode da uno a dieci. Andiamo a Sassuolo. L’ultimo colpo di Rossi. Andiamo a Milano. Free the Arctic. Li liberano, vero? Non potete mettere gli striscioni allo stadio, dicono i questurini ai grinpisini fiorentini. Le lacrime agli occhi.

Mezza maratona di Livorno. Katia: “tuo marito fa sport? Sì, divano estremo”. Martina va per il mondo. Francesca e Laura forse torneranno da Milano. Arriva Chiara, che racconta le sue attività, la sua facoltà, il suo voler staccare da casa,. Arriva il ciclone Stefania. A Livorno corriamo sotto la pioggia, fermati da raffiche di vento. Pranzo di pesce al Melafumo. L’auto non riparte: i militari ci aiutano.

Greenpeace. Le lunghe conversazioni con Antonella. Non fosse stato per lei, sarebbe tutto finito? Dai, rimettiti in gioco. Dai, riparti. I gruppi del nord se la sono presa con voi. Come si risolleva un gl, chiesto a Rob, Irene, Max. Daniela esplode. “Tutte le cose belle finiscono”, penso. Lacrime.

 

GENNAIO FEBBRAIO MARZO 2014

Salerno. L’ultimo dell’anno. Cena, giri, fuochi d’artificio, balli, sbornie, canti, chiacchierate. Nitro, Federica, Francesca, Viviana, Erica, Santillo. Ci vediamo solo a capodanno? Dai vediamoci ancora a Roma…

Il metodo Hansons. La Mugello GP run, i tortelli, uno di quei bei pranzi che ci vogliono. Le risate accanto alla Buccia.

Clarissa va a Trento. Irene e Gabriele: “dai organizziamo uno skill share”. Silvia Simona Pino “dai andiamo a correre la maratona di New York”.

Monteriggioni. 18km di corsa fino a Siena. La bellezza del percorso che supera ogni altra considerazione. Serena, Alberto, Giuseppe, Silvia staccano e restiamo io e Carlotta. “Questa gara sarebbe ancora più bella se finisse a Marina di Siena. Anche tu vuoi andartene dall’Italia? Mi mandi delle tabelle per correre?” Non hanno dato la medaglia, però il pranzo al ristorante contenuto nel prezzo dell’iscrizione è un plus. Come il ricciarello regalato..

Firenze. Dio benedica la pista allo stadio di atletica.

Stia. Febbre. Che bello essere sconnessi. Basta facebook  Rocco e i suoi fratelli visto anche al telefonino.

 

APRILE

Le vecchie microgite riccardiane. Mantova, Modena, Parma, compresi i sedici chilometri corsi la mattina.. Notte che era meglio evitare: in una stanza con altre tre persone a Parma. Meglio andare in albergo.

Le corse con Laura e Chiara del venerdì pomeriggio o del sabato mattina. Parliamo di sport, di economia, di storia dell’emigrazione, degli emigranti meridionali diventati leghisti. “Tu sei sprecato.” “Io, fra alcune altre, vorrei avere fatto la tua facoltà, scienze sportive.” Vorrei avere fatto qualsiasi facoltà o forse nessuna: vorrei conoscere tutto e sapere tutto.

Mezza di Firenze come allenamento. Per tutto l’anno viaggerò al ritmo di due o tre mezze maratone al mese, come allenamento.

Val Cinghiana. Skill share dei reduci. L’alba in vetta al monte senza aver dormito. Lupus in tavola, gioco e risate. Gli spaghetti alla birra. Gente motivata, entusiasta, giovane, appassionata, convinta. Quel che ci voleva per darmi la carica. I confronti col proprio gruppo locale.

Le birre con Gabriella e Gabriele e poi Rocco alla birreria sotto casa.

Il job club, Eva ed Emma, forse naufragato o forse no.

Pamela? . “Non pensavo che un banchetto fosse così divertente.”

 

MAGGIO

Firenze. Al giardino dell’orticoltura a discutere con Micael, Gabry, Dani, Rocco. Decrescita & ogm. La chiacchierata con Rob durante una festa e quella con Irene sugli ogm.

Trieste. Unisco eventi come la coppa Italia, salviamo le api e la mezza maratona. La cena da Chiara. I cevapcici  Serena mi porta in macchina, la stanza tramite airbnb, le antenne, i cartelli, il pungiglione, il gatto, le frasi storiche. La passeggiata per la città, l’ammirazione.  Sara e la ricognizione. La corsa e il riposo successivo con aperitivo insieme a lei, Enrico, Luigina.  Poi sbornia a parlare di ogm e altro con Sara.  Pino, Domenico, Sara, Luigina, Enrico, Kristina, Davide. Le grandi frasi di Serena.

Firenze. Guarda Firenze. Ci mascheriamo da api podiste. Deejay ten. “Non mi tirare il collo per seguire Monia,” dice la Monce. “Gara da fighetti,” dice Laura. “Ma godiamoci anche questo tipo di evento,” dice Katia.

Venezia. Giro con Federica.

Edimburgo. Lo spettacolo di una città spettrale e selvaggia già in periferia. Il parco, i ristoranti italiani, la gara, il record sulla mezza maratona, la cena prima della partenza con Katia, Mirella e le quarantenni. A dormire in aeroporto. Che poi, se uno dorme in aeroporto che problemi vuoi che abbia a dormire per terra sulla Rainbow Warrior a giugno? Già. La degna conclusione. 29 giugno 2013: La Spezia. 29 giugno 2014: Genova.

GIUGNO

La cena da Simoch. L’esperienza sulla Rainbow Warrior. A raccogliere persone in giro per Genova per portarle sulla nave con Serena.

POI

I mondiali di pallavolo femminile visti dal vivo a Milano, tre mezze maratone corse a settembre, tanto altro fino alla maratona di New York e al viaggio a Boston. Quindi ancora a novembre ci sarà la riunione nazionale di Greenpeace a Vitorchiano e presto si concluderà un anno meraviglioso.

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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I posti di lavoro non vanno sussidiati

“1.5 miliardi per Alcoa. 0.6 miliardi per Carbosulcis. In tutto quanti, mille lavoratori?

Con quei soldi si sarebbero creati posti di lavoro per cinque, diecimila persone, e non posti di lavoro sussidiati perché improduttivi, ma veri, economicamente sostenibili e produttivi.

Purtroppo non sentiremo mai le proteste di chi non ha un lavoro perché i risparmi degli italiani sono stati sprecati in questo modo.

Nessuno sentirà mai gli scioperi dei lavoratori delle aziende che hanno dovuto chiudere per la pressione fiscale indotta da questi sprechi”.

 

21 Ottobre 2019
di riccardoricciblog
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21 ottobre 2019

Vai all’Apple Store. C’è un pezzetto di un auricolare che è rimasto incastrato dentro il connettore dell’Ipad. Per lui ci sono gli auricolari inseriti, quindi non riesco ad ascoltare niente perché le cuffie sono, appunto, rotte. La colpa? Uno strattone tra me e una signora: io uscivo dal tram e lei entrava. All’Apple store non sono riusciti a disincastrare il pezzo. Un riparatore cinese di smarthone ci è riuscito in cinque minuti, con una banalissima pinzetta.
Questa cosa era successa a giugno. Era stata la prima delusione Apple. Ieri è successa la seconda.
Fino a ieri scaricare le foto dalla macchina fotografica all’ipad è stato bello, facile e tempestivo grazie all’adattatore lightning to sd card. Con ipados l’adattatore viene considerato una unità esterna, i cui file si possono andare a pescare nella cartella “file” e si possono salvare da altre parti, per esempio su icloud. L’operazione però è più laboriosa di quanto era in precedenza, quando inserivi l’aggeggio e automaticamente si apriva la maschera che permetteva di importare tutte le foto in “foto”. Non funziona usare un cavo usb dalla macchina all’adattatore lightning to usb 3 camera reader. Per il trasferimento delle foto alla fine ho usato l’app Fuji camera remote e la connessione wireless. Una volta superato lo scoglio dell’aggancio tra i due mezzi, il trasferimento delle foto torna a essere facile e tempestivo.
Le delusioni Apple sono rare, anche se due in un anno dopo undici anni di frequentazione di quel mondo sono un po’ preoccupanti. Le delusioni della tre sono diventate più frequenti invece da quando ho comprato il galaxy s10 plus. Ogni tanto, soprattutto nelle zone in cui abito (via Arentina a Firenze e Stia), cade la connessione e questa caduta dura anche un giorno di fila. Dato che inserendo la scheda vodafone nel telefono la rete c’era e inserendo la sim tre nel vecchio huawei appariva “nessun servizio” ho temuto che il problema fosse la smagnetizzazione della sim. Però stamani improvvisamente il telefono si è connesso di nuovo.
Mi sta snervando stare a mangiare per più di dieci minuti in un posto.
Il pomeriggio ho deciso di non andare a correre perché avevo l’obiettivo di mangiare forse l’ultimo gelato in gelateria e stare seduto ai tavolini. Se non avete mai visto una monetina da cinque centesimi scivolare in verticale per un lungo tratto di pavimento, sappiate che è un’esperienza da provare. Una ragazza poi l’ha raccolta per me. Ai tavolini lei si è messa a giocare a carte coi suoi amici. Io ho letto un po’ di Adam Smith. A un altro tavolo un gruppo di escursionisti giocava a carte e parlava, oltre a mangiare il gelato.
Eventi sportivi visti: coppa del mondo di tennis tavolo, pallavolo, moto gp, calcio inglese (Manchester – Liverpool 1-1), ciclismo su pista, basket femminile su Firenzeviolasupersport (Prato – Florence).
Idee de giorno: devo fare i confronti tra i giornali per decidere a quale abbonarmi, devo chiudere un po’ delle mie 730 iscrizioni a canali youtube, devo prendere i libri guida che ho e prendere uno spunto al giorno da ognuno di loro e trasferirlo sul blog. Sì, quest’ultima cosa è un po’ criptica. Vedremo di spiegarla facendo.