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Lo stupore delle prese elettriche

10 punti sulle olimpiadi invernali (1)

10 punti sulle olimpiadi invernali (seconda puntata)

1. Faccio la portabandiera, urlo ai miei compagni di nazionale se sono pronti, ho vinto medaglie a iosa, non so se riesco a dormire dopo l’eccitazione della cerimonia di apertura, vinco tranquillamente la mia batteria. Vuoi che non faccia qualificare la staffetta in finale? È l’ultima curva. O la va o la spacca. Siamo terze. Devo superare l’olandese Schulting. Sono dietro. La inquadro nel mirino. Le gambe mi si spaccano, ma metto tutta la forza che ho e le spingo al massimo. L’anima ha un sussulto che mi spinge ancora più forte. Supero l’olandese. Resisto al suo ritorno. Ce l’ho fatta. Siamo in finale. Firmato: Arianna Fontana.
Questa è la scena che mi ha galvanizzato di più di tutta l’Olimpiade, finora.
A proposito. Lucia peretti: “Quando nella mia prova ho capito che non ne avevo, ho tirato il freno a mano pensando alla staffetta”.

2. Simen Hegstad Krueger, l’ultimo immortale. Parte la gara di skiatlon. Lui cade, ma fa un baffo una caduta ad highlander. Si rialza, riparte, si unisce al gruppo di testa, che tiene un’andatura da scampagnata in montagna. A tre chilometri dalla fine si invola. “Vado a conquistare Sparta!” Urla ai suoi compagni di squadra. Klaebo si metterebbe a ridere se non comportasse uno spreco di energie. “Chi mi ama mi segua! Copritemi le spalle!” Due suoi compagni di squadra decidono di seguirlo a distanza. Il resto del gruppo continua a cercare funghi (sotto la neve) e non fa in tempo ad accorgersi della conquista di Sparta se non a fatto avvenuto. La Norvegia festeggia la tripletta, senza il numero uno Klaebo (ride ben chi ride ultimo). A bocca asciutta restano anche un francesce e uno svizzero, oltre agli azzurri, che però o hanno sbagliato la prima parte di gara (De Fabiani) o non ne avevano più nella seconda (Salvadori).

3. A Pita Taufatofua è piaciuto così tanto fare il portabandiera per Tonga a Rio che dal taewkondo è passato allo sci di fondo (uno sport quasi uguale, proprio) pur di rifare il portabandiera a Pyeongchang. Ha anche mantenuto l’abbigliamento minimal: torso nudo e via. Trenta gradi o meno dieci di temperatura che differenza vuoi che sia?

4. Akwasi Frimpoing, skeleton, Ghana. Storia interessante riportata dalla Gazzetta di ieri o di ieri l’altro: da immigrato irregolare ha rischiato l’espulsione dall’Olanda. Frase storica:”Quando vai sullo skeleton sembra di vedere la bara che ti aspetta all’arrivo”.

5. Esiste una squadra di bob femminile della Nigeria. Le atlete vivono e si allenano tutte negli Stati Uniti. Hanno sponsor statunitensi. Hanno costruito l’immagine come si fa, bene, negli Stati Uniti. Dicono cose divertenti come:”La prima volta che sono entrata in un bob ero terrorizzata, poi ho fatto finta di vivere dentro un videogioco e mi sono tranquillizzata”, parlano di “sogno del bob per la Nigeria” nato dall’idea pazza di una di loro (Seun Adigun) e sono una squadra da seguire con curiosità. Più negli Stati Uniti o nel resto del mondo che in Nigeria, a occhio.

6. A proposito della cerimonia di apertura: hanno notato tutti, giustamente, le coree unite, l’abbigliamento della delegazione delle Bermuda, Pita, l’entusiasmo degli italiani, ma vogliamo parlare della portabandiera estone? (Semicit.)
E se le due coree si uniscono devono trovare un nemico comune: perché non fischiare un po’ i giapponesi?

7. Se perdi una medaglia per due millesimi, come Dominik Fishnaller, bestemmi, ma almeno ci hai provato. Se non puoi nemmeno provarci perché ti rompi il crociato in allenamento, come Melanie Meillard, che fai? Non ti resta che recuperare e ricominciare, dopo avere inventato nuovi santi. Ti aspettiamo a Pechino 2022, Melanie: in bocca al lupo.

8. Da twitter. “Il biathlon è un girone dantesco. Devi sfinirti dalla fatica sciando e poi riprendere fiato e immobilizzarti per sparare.” Molti ironizzano su come possa essere stato creato il biathlon. Che in realtà ha una storia interessante. http://www.biathlon-antholz.it/storia-del-biathlon.php
“Piango. Non ho mai sentito tanto kpop in un canale italiano”.
“Togliete la voce a Bragagna. Sembra che stia commentando un necrologio”.
“Il modo con cui i coreani urlano nel curling HARD li fa sembrare dei nativi del nord dell’Ontario”.
“La staffetta di short track è bellissima, una via di mezzo tra la NASCAR e il roller derby. Le atlete sembrano un mucchio di persone immerse in un frullatore. È divertente quando volano sui lati o cadono per terra, come nell’hockey, ma senza bardatura. È uno sport così intenso! Mi piace come si danno il cambio le atlete!”
”I miei figli non guardano le Olimpiadi. Come ho potuto generare due simili mostri?”

9. La Svizzera è neutrale. Le Coree sono ancora ufficialmente in guerra, anche se adesso sono riunificate per l’Olimpiade. Il dittatore coreano in carica ha risieduto a lungo in Svizzera ed è appassionato di basket. La squadra di hockey femminile della Corea comprende nord e sud coreane. Tutto questo per arrivare a dire che la Svizzera ha battuto la Corea 8-0 nell’hockey femminile e dare un senso a questa notizia.

10. Patrick Beckert ha una madre che ha fatto pattinaggio e quattro tra fratelli e sorelle che hanno fatto pattinaggio. Poteva forse fare lui nuoto sincronizzato? No. Ha scelto il pattinaggio. Una delle sue sorelle nel 2010 ha vinto tre medaglie. Lui è arrivato ventesimo in una gara, ma il suo nome resterà nella storia perché aveva il telefono spento quando l’organizzazione lo ha chiamato perché avrebbe dovuto gareggiare al posto di un atleta ritirato. La notizia l’ha ricordata in tv Stefano Bizzotto. E chi se no? Ps su Bizzotto. Ha anche dato delle note tecniche sui pattini, col tallone che si alza e si abbassa e su cosa questo comporti in termini di spinta e quindi di velocità. Inoltre se in diretta senti dire “Che bella la pattinata di questo atleta leggendario” non puoi fare a meno di osservarlo. Parlava di Sven Kramer.

Bene. Dieci e non più di dieci hanno da essere questi punti. Quindi il seguito delle note lo recupererò un’altra volta. Tra poche ore tocca alle gigantiste, che sono salite sul podio sei volte su sette in stagione, e a Carolina Kostner & co., che hanno abbastanza entusiasmato nelle ultime ventiquattro ore. Quindi ci risaremo col biathlon.
See you later.

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