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Lo stupore delle prese elettriche

Cop 21 ed economia: alla ricerca dei giusti incentivi.

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Come reagirà il mondo reale delle imprese e degli investitori? Leggiamo Rob Stavins: (un suo articolo completo sul tema si trova qui.)

“Gli impatti sul mondo degli affari derivano dalle politiche che le nazioni adotteranno al loro interno per rispettare gli accordi di Parigi.
Così, nel caso degli Stati Uniti, le politiche che permetteranno al Paese di raggiungere gli obiettivi previsti nelle INDC sono, ad esempio: il clean power plan (che accelererà la transizione dal carbone al gas naturale per la generazione di elettricità;) l’incremento nel tempo degli standard di efficienza dei veicoli a motore (CAFE;) aumentare gli standard di efficienza energetica costantemente nel tempo; la politica agggressiva della California sul clima (AB 32;) la “northeast states regional greenhouse gas initiative.”

Queste politiche sono credibili e manderanno dei segnali di prezzo che influenzeranno le decisioni di business, anche se non lo fanno attraverso i confini e neanche nel modo più efficiente possibile come invece farebbero una carbon tax nazionale o un sistema di cap and trade nazionale.)
Sfortunatamente, ammonisce però John Whitehead, all’interno degli Stati Uniti c’è ancora da discutere sull’origine antropogenica del cambiamento climatico.

 

 

Scriveva Matthew Kahn prima della cop:
“Il trattato finale non imporrà tetti alle emissioni e nemmeno prevederà una global carbon tax.
Senza questi incentivi, la curva delle emissioni non cambierà probabilmente verso.

Adesso un po’ di ottimismo.

1. Nel mondo, le imprese e i governi si sono svegliati e parlano di come agire per fronteggiare il cambiamento climatico. Questo si tradurrà in azioni private e pubbliche che si aggregheranno per diventare più resilienti di fronte ai nuovi shock climatici. If you anticipate a punch, you can duck.
2. La Cop 21 modificherà le aspettative. E’ importante inviare segnali di credibili regole del gioco. (Vedi Tom Sargent e la letteratura in macroeconomia sulle aspettative razionali anticipate.) Se gli investitori a lungo termine anticipano che ci sarà un prezzo crescente sulle emissioni di di CO2 (seguendo la California nell’introduzione del Cap & Trade per le emissioni di gas serra,) allora alcuni di questi investitori sostituiranno il carbone e il petrolio col gas naturale e con fonti più pulite e investiranno maggiormente in efficienza energetica. Così, questo spostamento nelle aspettative riguardanti le politiche future incentiva un set di investimenti più verdi oggi.

Il punto chiave è che gli investitori razionali che guardano avanti anticipano i rischi del cambiamento climatico e i rischi delle politiche sul cambiamento climatico (per esempio il fatto che la carbon tax potrebbe salire in futuro.) Questi attori self interested agiscono per proteggere loro stessi. Così la mano invisibile permette di adattarci e di muoverci verso la nuova realtà e verso il nuovo ambiente di politica e business.

Per riassumere questo post. La COP 21 rappresenta un cambiamento nelle regole globali del gioco. Le emissioni di gas serra non saranno più un’esternalità non prezzata. Gli innovatori che riusciranno a trovare il modo di economizzare sulle emissioni possono fare molti soldi. Dati la popolazione e il reddito crescenti è improbabile che le tonnellate di gas serra emesse diminuiranno nei prossimi trent’anni. Dobbiamo prepararci a doverci adattare e io sono ottimista che ce la faremo.

Una questione interessante è perché nazioni che stanno crescendo velocemente come la Cina e l’India siano disposte a tagliare le proprie emissioni. Perché porre un vincolo alla propria crescita? Perché non fare da free rider e lasciare che le nazioni ricche tagliano? Una risposta è che siano alla ricerca di “soft power” e che considerino la politica climatica uno degli strumenti coi quali intendono segnalare la leadership mondiale. “

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