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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

2010. Terzo giorno a Londra

BRIXTON MARKET. 8.  Mercato multietnico (gente e prodotti afrocaraibici, indian, africani, asiatici): bella gente viva e di etnie diverse, negozi che sbloccano telefoni, molti parrucchieri e belle pettinature, ristoranti colombiano e di Sierra Leone. Associazioni come “Afrikan liberation movement”, nueva generacion (myspace.com/newgenerationlondon o nuevageneracion.uk.org), o come residui comunisti.

Brixton è nota per la canzone Guns of Brixton che ha preceduto i Brixton Riots.

 

LEADENHALL MARKET (CITY): è composto da negozi anziché da banchi. E’ più lussuoso anche il puzzo di formaggio. Non è chic: è elegantemente londinese. Una cosa eccessiva è il Royal Club presso la Bank of England. Pensate ad un nome del lusso e lo trovate. La gente lì dentro ostentava lusso e mi schifava abbastanza.

 

 

LE CHIESE DELLA CITY.  7,5. Ce ne sono almeno quaranta. Ne ho viste tre, mi sembra. Molto raccolte e non maestose come quelle cattoliche. Pochi quadri, altari quasi a piano terra e non elemento principale della chiesa. Sembrano case più che chiese. In una suonava l’organo e sono previsti spazi di accoglienza e di preghiera.

 

CLOCKMASTER MUSEUM (CITY): 6. Un museo dedicato agli orologi. Gli inglesi sono fissati col tempo. Non è riuscito ad entusiasmarmi. Il tempo è poco e si può saltare.

 

CITY BUSINESS LIBRARY. 6,5. Collegamenti internet,  moltissime riviste economiche e finanziarie, alcune persone intente a studiare/lavorare. Ambiente comunque più informale di quanto sia una qualsiasi riunione di un qualsiasi consiglio di amministrazione di una piccola azienduccia italiana. La gente è vesitta tutta uguale, ma è rilassata. Assenza di donne.

 

CLERKENWELL 8. Non so se arrivarci all’una del pomeriggio sia stato un bene. Sembra che si tratti di una zona viva, anche se più tranquilla della vicina Hoxton. Ho visto una specie di mercatino gastronomico avvolto nel fumo proveniente dai banchini, della gente internazionale ben vestita e serena, una ragazza piuttosto dark (finalmente!) per terra in un marciapiede. Ci sono anche strade in salita e questo è un bene. Le guide segnalano il Jerusalem Tavern come uno dei migliori pub di Londra. Per arrivarci sono passato dai mercati di Smithfields, dove per Dickens sbudellavano i maiali.

 

KING’S CROSS. 7,5. Ho visto un incrocio e una stazione, ma ne è valsa la pena. Prima di tutto c’era Housmans, libreria anarco-radicale con un numero di clienti presenti all’una di pomeriggio abbastanza elevato. Poi ho visto che c’erano molti giovani (eravamo vicini a Bloomsbury, in effetti). Infine ho visto che si poteva raggiungere lo stadio dell’Arsenal e ho visto una in pigiama in un posto in collina, mentre due nere correvano. Ho rinunciato a comprare lo zaino. Era un posto tranquillo. Non ho potuto visitare lo stadio.

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