there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

19 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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Avere più personale per produrre la stessa energia è uno spreco

Se per fare una cosa ci mettevi un’ora e ora ce ne metti tre sei stata meno efficiente. Ci hai messo più tempo.
Se per produrre x di energia, a parità di altri fattori, usi il triplo delle persone, sei stata tre volte meno efficiente. Hai speso tre volte di più per avere la stessa cosa. Hai aumentato i costi. Dato che prima usavi meno fattori di produzione hai anche sprecato risorse. Hai compiuto uno spreco.
Se per produrre x di energia, a parità di altri fattori, usi meno persone, e quella che produci è energia pulita, hai trovato il modo di produrre energia pulita a basso costo. Eureka!
È augurabile che questo avvenga. Anzi è augurabile che spariscano lavori da energia sporca e subentrino lavori da energia pulita. Non è detto che ci siano più lavoratori di prima. anzi sarebbe meglio di no perché così avremmo energia più pulita a minor costo. Nel periodo di transizione i lavoratori dovrebbero qualificarsi che poi con la crescita economica data anche dal minor costo dell’energia si creerebbero nuove opportunità di lavoro. La disoccupazione tecnologica, se esiste, è temporanea.

19 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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Le acque di Fukushima non sono un problema

Tratto da: https://m.facebook.com/NextSolarStorm/posts/le-acque-di-fukushima-un-problema-omeopaticoci-risiamo-dopo-anni-di-discussione-/3543240089113267/?_rdr

La contaminazione è stata portata nell’aria dagli incendi. Le piante hanno assorbito isotopi radioattivi e bruciando hanno rilasciato radioattività portata in giro dai venti. Queste ceneri sono pericolose? I livelli di legge sono stati superati in alcune zone attorno agli incendi. Nelle zone abitate i livelli sono ancora sotto i livelli di legge. I livelli di legge sono molto più bassi, di cento volte più bassi di quelli pericolosi dal punto di vista sanitario. Il rischio non comporta un pericolo oggettivo per la gente, quindi.

Tutto il mondo è radioattivo. Le noci brasiliane, il  marmo da costruzione, i viaggi aerei, le banane, le abitazioni

Tramite il carbonio 14 assumereste più radioattività mangiando un pacchetto di cracker che per le nubi.

Le misure di radioattività possono spaventare anche quando non c’è niente di cui spaventarsi

A Chernobyl i livelli di radioattività sono sedici volte la norma, cioè sedici volte la legge. Abbiamo fissato un limite di legge a una soglia che sappiamo che superiamo per l’inquinamento. Il limite per la radioattività naturale è di un millisiever all’anno. La soglia di rischio per l’oms è 100 millisiever. Per legge è fissato un limite per il quale non esiste danno. 16 volte sopra il limite di legge sarebbero in teoria 16 millisiever all’anno.

Se le fiamme raggiungono il sarcofago del reattore 4 che succede? Il sarcofago è studiato per resistere a terremoti e bombardamenti. È costato un miliardo di dollari. Se gli incendi lo raggiungono non succede niente.

I livelli oltre norma si trovano tutti i giorni a Orvieto, costruita sul tufo. Le spiagge di Guarapari sono piene di monazite e sono spiagge turistiche anche se la radioattività è la stessa di Chernobyl e più alta che a Fukushima.

La radioattività è naturale, ciò non vuol dire che non sia pericolosa, come lo è il veleno dei serpenti ma bisogna dare la giusta percezione dei rischi reali

Il terzo incidente radiologico più grande di sempre è avvenuto in Brasile, con sei morti:  la causa era una radioterapia per ospedale

A Fukushima ci sono stati morti per il  terremoto e lo tsunami. Le radiazioni non hanno fatto morti e non ne faranno in futuro

Fukushima dovrebbe dimostrare quanto il nucleare è sicuro. Un terremoto più grande di cinquanta volte L’Aquila, con tsunami, con del carburante nelle piscine, in un reattore vecchio di 50 anni, non avrà conseguenze.

Il pesce pescato a Fukushima è uguale a quello pescato da altre parti

6 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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Omaggio a Nuvolari

 

Tazio Nuvolari, La Leggenda

La vittoria al Nurbugring per il Gran Premio di Germania del 1935 di fronte a gerarchi nazisti pronti a sostenere le scuderie tedesche, come narra Dario Ricci in “Match Point”

La canzone di Lucio Dalla

“Nuvolari è basso di statura, Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli,
Nuvolari ha un talismano contro i mali
Il suo sguardo è di un falco per i figli,
I suoi muscoli sono muscoli eccezionali!
Gli uccelli nell’aria perdono l’ali quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari mette paura?
Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
Strisciano sulla piana,
Sui muri cocci di bottiglia
Si sciolgono come poltiglia,
Tutta la polvere è spazzata via!
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
La gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
La gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
E finalmente quando sente il rumore
Salta in piedi e lo saluta con la mano,
Gli grida parole d’amore,
E lo guarda scomparire
Come guarda un soldato a cavallo,
A cavallo nel cielo di Aprile!
Nuvolari è bruno di colore, Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, di morire non gli importa niente?
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l’ “alfa” rossa fa quello che vuole
Dentro al fuoco di cento saette!
C’è sempre un numero in più nel destino quando corre Nuvolari?
Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore è vicino
In gara Verona è davanti a Corvino
Con un tempo d’inferno,
Acqua, grandine e vento
Pericolo di uscire di strada,
Ad ogni giro un inferno
Ma sbanda striscia è schiacciato
Lo raccolgono quasi spacciato!
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro
Batte Varzi, Campari,
Borzacchini e Fagioli
Brilliperi
E Ascari”.

6 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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La fallacia dell’accento

La fallacia dell’accento consiste nel porre l’accento su una parola o su una parte della frase con l’intenzione di dare un significato diverso da quello letterale.
Se dico “accendo la tua sigaretta” a seconda di dove metto l’accento posso intendere semplicemente di accendere la sigaretta, di accenderla e non ad esempio di schiacciarla, di accendere la tua e non quella di un altro, di accendere la tua sigaretta e non la tua lampada.

Se dico “Gli uomini sono nati uguali ma non c’è ragione di dare loro uguaglianza di voto” ponendo l’accento su “nati” posso implicare che dopo la nascita non siano più uguali.

La fallacia dell’accento può essere usata per rendere le proibizioni più permissive o per far finta che sia così:
“Mamma ci ha detto di non tirare le pietre alle finestre. Possiamo allora tirare dei bastoni”. Al che lei potrebbe ribattere:
“Vi ho detto che non vi avrei toccato con un dito. Non vi ho detto che non vi avrei tirato un calcio”.

In molte storie tradizionali l’eroe vince usando la fallacia dell’accento per trovare un buco in una maledizione.
Sansone fu accecato dal Re che gli aveva promesso di non “toccarlo”.
Perseo sapeva che sarebbe rimasto impietrito chiunque avesse “guardato” la Medusa.

Si possono screditare gli oppositori ponendo l’accento in modo da far loro dire ciò che non intendevano. “Disse che non avrebbe mai mentito agli americani. Quante cose si è quindi dichiarato libero di far loro!”

Richelieu disse che sarebbe riuscito a trovare qualcosa contro l’uomo più onesto facendogli scrivere sei righe. Con un adeguato uso della fallacia dell’accento gli sarebbe bastata mezza riga.

La fallacia dell’accento permette di rendere meno negativa una certa azione. “È scorretto fare una guerra batteriologica nelle terre lontane. Allora è corretto farla nelle terre vicine”.

 

6 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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Como, Nottingham e Ravot: tre imprese all’ultimo minuto

In parte da: “All’ultimo respiro” di Sergio Taccone

1. 1949. Il Como riesce nell’impresa di uscire imbattuto da San Siro dopo essere passato in svantaggio a causa di un gol di Nordahl: in zona Cesarini un gol di Alceo Lipizer sancì il pareggio. Era il Milan allenato da Cseizler, che aveva introdotto una specie di calcio totale in Svezia nel Norkkoping. Fu lui a portare Gren, Nordahl e Liedholm. Il Como era stato promosso in serie A e fece un bel campionato, pareggiando con la Juve, battendo l’Inter e vincendo sia alla prima che all’ultima giornata, rispettivamente contro Palermo e Bari. L’allenatore era il fiumano Varglien, il goleador con diciotto reti fu Ghiandi, la squadra era composta da tutti italiani. Qui un po’ di ritagli di giornale dell’epoca: https://www.museodelcomo.it/2020/04/20/821-18-09-1949-milan-como-1-1/ Alceo Lipizer durante la guerra era stato portato in un lager perché in una partita aveva umiliato i tedeschi. http://www.campioninellamemoria.it/alceo-lipizer/ Morirà nel 1990 colpito dall’Alzheimer.
2. 1979. È la grande stagione del Nottingham Forest che vince la Coppa dei Campioni. La cenerentola del torneo avrebbe battuto in finale il Malmoe a Monaco (gol di Francis) e aveva vinto il derby contro il Liverpool al primo turno, ma la partita memorabile fu quella contro il Colonia. All’andata finì 3-3 mentre il ritorno fu caratterizzato dal gol vincente di Bower e soprattutto da tre parate decisive di “muro” Shilton, di cui una allo scadere dei novanta minuti su tiro di Konopka.

https://youtu.be/yllamWB6esk
3. Antonio Ravot decise sostanzialmente nel 1982 la salvezza del Cagliari contro il Genoa grazie a un gol nello scontro diretto proprio al 90’. https://youtu.be/lpHaaYVZov4

6 Luglio 2022
di riccardoricciblog
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I primi anni del Giro d’Italia

Da “110 anni in rosa” di Luca Marianantoni
Insomma i primi giri d’Italia avevano la classifica a punti. Appena introducono la classifica a tempo scoppia la prima guerra mondiale;
Il primo giro è del 1909 e lo vince il muratore Luigi Ganna mentre la prima tappa, da Milano a Bologna via Verona e Padova, viene vinta da Dario Beni. Le bici pesano quindici chili, non hanno il cambio, ogni tanto subiscono guasti meccanici e i ciclisti devono arrangiarsi;
I tre anni successivi vedono tre vittorie consecutive per Carlo Galetti, nel 1912 insieme alla squadra. Viene chiamato “Lo scoiattolo dei navigli”. Solo Binda e Merckx in seguito vinceranno tre anni di fila.
Si narra in quegli anni pionieristici di:
Scontri coi francesi;
Intossicazioni alimentari forse provocate;
Scivolamenti sulla strada;
Sbagli di strada anche di tutto il gruppo;
Premi assegnati dall’Atala al terzo classificato (Ganna) con ricorsi degli altri due (Galetti e Pavesi, che vincono la causa);
Ciclisti ritrovati in un fienile febbricitanti (Giuseppe Azzini lascia il secondo classificato a 1h03’22” dopo aver vinto due tappe a Bari e a Avellino ma poi sparisce nella tappa successiva e appunto viene ritrovato la notte in un fienile);
Tappe vinte con un tempo di 19 ore (da Bari a L’Aquila, vittoria di Lucotti);
Vincitori che per un po’ si fanno tirare da una macchina e nonostante l’opposizione dell’UVI non vengono squalificati (Calzolari, 1914);
Supercampioni che ancora non si sa che lo saranno (Costante Girardengo vince allo sprint la sua prima di trenta tappe il 16 maggio, da Bari a Campobasso);
Ciclisti azzannati dai cani (Pavesi, 1914);
Nel 1912 Micheletto aveva nostalgia di casa e i compagni Galetti e Pavesi lo affidano a Borgarello della Legnano assicurandogli 50 lire affinché lo porti al traguardo. Gli daranno alla fine altre cinquanta lire per aver tirato tutta la gara. A Torino Micheletto fa a pugni e viene penalizzato ma arrivando primo e secondo nelle due tappe successive assicura la vittoria di squadra all’Atala.

Luigi Ganna https://youtu.be/I5lkE45OEgI

Carlo Galetti https://youtu.be/GkmmaFeAqyE

 

30 Giugno 2022
di riccardoricciblog
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Acque libere, acque azzurre

Poi è arrivato il nuoto in acque libere a continuare il mondiale delle meraviglie per l’Italia. 

  1. Staffetta 4×1,5 mista. Ginevra Taddeucci voleva lasciare con meno ritardo, Giulia Gabbrielleschi ha tenuto la posizione, Domenico Acerenza ha recuperato un minuto e quindici secondi di ritardo su Leonie Beck, Gregorio Paltrinieri ha mantenuto la posizione ed è stato bronzo per gli azzurri e le azzurre.
  2. 5km maschile. Wellbrock è sempre stato avanti con Paltrinieri sulla sua scia e non c’è stato verso di superarlo. Argento azzurro davanti a Romanchuk e a un ottimo Acerenza.
  3. 5km femminile. La Gabbrielleschi ha tenuto la scia della Cunha fino alla fine: ciò le è valso un bronzo dietro anche alla Mueller e forse visto il guizzo finale poteva anche raggiungere l’argento. Sesta la taddeucci.
  4. 10km femminile. Due errori strategici, dice lei, della Gabbrielleschi e una Rachele Bruni mai in partita sono finite dietro le prime dieci: lontane e deluse ma pronte a lavorare per rifarsi. Rachele si sta allenando in Brasile, per la cronaca. All’improvviso nel finale a tre è arrivata come un treno la Beck con la Cunha che ha cercato di ostacolarla. Tra le due litiganti ha vinto la rediviva Van Rowendahl.
  5. 10 km maschile. Il grande trionfo azzurro. Non era mai successo. Gregorio Paltrinieri fa tutti i rifornimenti dei primi tre quarti di gara. Wellbrock no. Il tedesco è sempre avanti, l’azzurro è sempre sulla sua scia. Acerenza gli sta dietro tranquillo e fluido. Dopo l’ultima virata gli azzurri sbaragliano il campo e si involano verso una doppietta fantastica.
  6. 25km maschile. Un altro grande trionfo azzurro. Dario Verani si piazza dietro al francese Raymond per ventiquattro chilometri e mezzo e lo infilza allo sprint finale. Venendo dai 5km lui ha una capacità di sprint finale diverso. Cinque ore di fatica per un oro di grande gioia.
  7. 25km femminile. Barbara Pozzobon ha avuto la stessa resistenza di Verani, ha provato a partire prima delle avversarie con cui era rimasta, ma allo sprint finale a quattro è stata chiusa e ha dovuto cedere alle tre gigantesse Cunha, Boyle, Van Rowendahl. Bravissima comunque.

25 Giugno 2022
di riccardoricciblog
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Nuoto azzurro a Budapest 2022: qua si è rifatta la storia. Greg e la mista stellari, Benny d’argento

Un’altra giornata storica per il nuoto azzurro. Un altro medagliere storico. Se a Glasgow si urlava per tre ori nello stesso giorno adesso urliamo per due ori mondiali nello stesso giorno, solo che questo fatto è la seconda volta che si ripete in una settimana.

  1. 4×100 mista maschile. Ceccon 51″93, Martinenghi 57″47, Burdisso 50″63, Miressi 47″5. Una delle più grandi imprese del nuoto azzurro ai mondiali. Mai avevamo vinto una staffetta mista. Abbiamo lottato spalla a spalla con gli americani nelle prime vasche di ogni frazione e li abbiamo lasciati di stucco nei ritorni. Tutti gli azzurri hanno fatto frazioni pressoché perfette. Forse i cambi sono stati un po’ lenti. D’altronde è vero che gli USA non avevano Dressel e i britannici non avevano Peaty ma gli azzurri hanno comunque fatto il record europeo, quindi sono andati più forte dei britannici a Tokyo, dove Peaty c’era. È stata una gara eccezionale e commovente. Battuti gli Stati Uniti da quella che era già definita la mista dei sogni nel 2017 e che veniva da un bellissimo bronzo olimpico.
  2. Che dire di Gregorio Paltrinieri? Era quotato a 26 dopo la sconfitta negli 800, ha detto. Ha voluto prendersi la rivincita attaccando dall’inizio alla fine e restando sotto il record del mondo fino agli ultimi cento metri. Gli altri lo hanno visto col binocolo e stavolta a niente sono servite le loro accelerazioni. Si temeva che Greg prima o poi crollasse e invece ogni vasca andava più forte dei suoi avversari almeno fino ai 1200 metri. È stato grandioso: di testa, di cuore, di gambe, di braccia. Non avrai altro dio all’infuori di Greg.
  3. Benny Pilato parte male e non riesce a recuperare il decimo perso in partenza nei confronti della Meylutite, tornata a nuotare e tornata a vincere. Peccato che fosse entrata in semifinale a seguito della squalifica della Castiglioni ma è andata così. Brava lei, Ruta, e brava comunque Benny d’argento.
  4. A Thomas Ceccon è stata tolta la medaglia di bronzo nei 50 dorso dopo la squalifica e il reintegro dell’americano Rees. Vabbe’.
  5. Detto delle vittorie della Sjostrom nei 50sl e della McIntosh sulla Grimes (ragazzine terribili in arrivo, anzi già arrivate) nei 400 misti, chiudiamo con la prestazione in fin dei conti dignitosa delle ragazze della mista femminile azzurra che sono entrate in finale e hanno chiuso col settimo tempo.

25 Giugno 2022
di riccardoricciblog
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Il ritorno di Margherita?

  1. I 50 farfalla sono roba di Sarah Sjostrom e intanto spunta un’altra francese sul podio: la Henique.
  2. Zazzeri fa un 50sl peggiore di quello del giorno prima di dieci centesimi ma visti i tempi della finale non c’erano possibilità di podio. Proud sarà orgoglioso del suo oro. Ricordiamo che Vergani nel 2018 nuotava tra 21,37 e 21,50 e i primi tre hanno fatto 21,32-41-57
  3. Secondo me Arianna Castiglioni vuole dimostrare a sé stessa e agli altri di aver fatto la scelta giusta a cambiare allenatore e allora ha ragionato troppo nel cento (quinta) e si è mossa presto in partenza nei 50, facendosi squalificare. Poi ovviamente sbaglierò. Invece la Pilato, anche se si dice stanca, sembra la favorita ma deve stare attenta alla Van Neekerk e alla Meilutyte.
  4. E’ tornato il Milak scontento di vincere. Forse voleva fare il record del mondo anche nei cento farfalla. A seguirlo Mizinuma e Endo Edwards.
  5. Ceccon qualsiasi cosa tocca diventa record italiano. Stavolta è toccato al 50 dorso: 24”46 in semifinale.
  6. Mentre Katy Ledecki fa il vuoto negli 800sl (finirà in 8’08”) si rivede una battagliera Simona Quadarella che conquista il bronzo, non lontana dall’argento (sembrava fatta ma l’ultima vasca della Melverton è stata allucinante). Nonostante le assenze della Titmus e della covidizzata Pallister c’è da essere soddisfatti perché 8’19” non è male come tempo viste le avvisaglie dei 1500.
  7. Il ritorno di Margherita. Prima vasca più veloce che negli ultimi tempi, vasche intermedie regolari e ultima vasca a velocità doppia rispetto alle avversarie. Non è bastato per il podio ma era tempo che non si vedeva una bella gara della Panziera, non solo a livello mondiale. Da qui si può ripartire. Arriva quarta con 2’7”20 a tre decimi dal bronzo della White mentre Mckeown in 2’05”08 batte di pochi centesimi la Bacon. Certo che col record italiano Margherita era argento ma del resto col loro record italiano avrebbero vinto la medaglia anche Miressi e la Fangio. Se in Corea era stato un bronzo perso, qui è un quarto posto vinto, quello della Panziera.

23 Giugno 2022
di riccardoricciblog
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Zazzeri facci sognare!

  1. 100 stile libero donne. Gara stregata per Sarah Sjostrom e gara vinta dall’ennesima australiana. Mancano le Campbell, manca la Mckeon e vince la giovane O’Callaghan.
  2. 100 farfalla. Non basta avvicinare il personale a Burdisso per entrare in semifinale. Codia fa peggio.
  3. 200 dorso donne. Margherita Panziera in difficoltà nella seconda parte di gara. Nuota 2’08″28 e sembra ipotecare il legno in finale.
  4. 50 stile libero. Grandissimo Zazzeri che si qualifica per la finale col secondo tempo e realizza il suo personale: 21″70. È perfetto dal tuffo alla frequenza alla presa. Dice che avrebbe potuto evitare di respirare a dieci metri dalla fine. Domani punta a qualcosa di bello, dice sempre lui.
  5. 200 rana donne. Francesca Fangio col tempo del suo record italiano avrebbe vinto l’argento ma non sempre le ciambelle riescono col buco e comunque tutte le altre atlete non hanno fatto il loro personale. Un settimo posto mondiale non è da buttare via. Vince la King davanti all’australiana Strauch e a Kate Douglass.
  6. 200 dorso. Greenbank ha provato a recuperare su Murphy all’ultimo ma ha vinto l’americano.
  7. 2’08” non sarà un tempone ma è il tempo che consente a Stubblety Cook di vincere senza particolari patemi i suoi 200 rana. Gli basta fare il vuoto dopo 175 metri.
  8. 50 farfalla donne. Non c’erano chance per le azzurre per entrare in finale, se non facendo il record italiano. La finale sarà di livello.
  9. Una 4x200sl avvincente vede il successo degli Stati Uniti su Australia e Gran Bretagna (che aveva Dean come ultimo frazionista con Scott rimasto a casa per covid). Il Brasile ha perso negli ultimi quindici metri una medaglia, d’argento o di bronzo, che aveva avuto al collo per tutta la gara fin lì.