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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

A proposito di trasporti pubblici ed efficienza

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In certe zone funziona meglio il bus e in altre il tram. Sarà il singolo servizio nel singolo luogo a dover essere ottimizzato, no? Come fai a spostarti in tram tra i fiordi della Norvegia o nei passi appenninici? Poi, che significa efficienza lo sapete? Avete pensato che forse forse per avere un servizio efficiente occorre pagarlo? Il sistema di gestione più efficiente è quello pubblico pagato dai contribuenti coi dirigenti nominati dai politici? O un sistema in concorrenza tra più aziende private? O un sistema misto, con proprietà pubblica e gestione privata ma affidata a gare trasparenti? Un sistema più efficiente dovrebbe prevedere l’utilizzo di meno risorse per ottenere gli stessi risultati o di pari risorse per avere migliori risultati, quindi prevedere la possibilità di investimenti, rendimenti, licenziamenti se necessario nell’ottica di fornire un servizio migliore ai cittadini, servizio che però qualcuno deve pagare: o chi ne usufruisce o i contribuenti o ambedue in funzione delle scelte di gestione manageriali. Se vogliamo, possiamo anche far sì che la collettività si allochi servizi pubblici in posti sperduti, ma si tratta di una riduzione di efficienza: si tassa qualcuno per mantenere il lusso di altri. Non che non debba essere fatto: basta essere chiari con le parole. Sapete, ogni tanto leggo che ci vorrebbero servizi pubblici efficienti e gratuiti. E magari anche l’albero della cuccagna e il paese dei balocchi.

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