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there is no life b

Ma scrivi un po' cosa ti pare

Caso Amazon – NYT: una risposta.

Riassumo questo articolo indicando le parti che mi interessano di più:

https://www.linkedin.com/pulse/amazonians-response-inside-amazon-wrestling-big-ideas-nick-ciubotariu

Step 1: Abbi un pregiudizio.
Step 2: Trova ex impiegati che raccontino aneddoti che confermino il pregiudizio.
Step 3: Raccogli vecchie storie, non considerare i cambiamenti intervenuti, nascondi il fatto che le condizioni in altre aziende sono ben peggiori.
Step 4: Prendi mezze verità e spingi su quelle.
Step 5: Pubblica l’articolo.
I lavoratori non sono incentivati a uccidersi l’un l’altro. Se raggiungono il consenso alla svelta nei meeting, meglio per tutti, altrimenti discutono ma in modo educato. Si parla di horror story, ma riguardano il passato. Lavorare di notte, rispondere a email notturne, lavorare obbligati nell’weekend (che poi era previsto in diverse delle aziende in cui ho lavorato) non sono più cose previste e nessuno è obbligato a lavorare a lungo e fino a tardi. Se fosse stato così, lui se ne sarebbe andato. Se fosse stato così in passato, beh, adesso non è più così.

“La maggior parte di noi lavora in Amazon perché vuole risolvere i problemi tecnologici più sfidanti. Veniamo a lavoro, facciamo il nostro meglio, ci divertiamo e andiamo a casa.
Sì. I problemi più duri nella tecnologia sono risolti in Amazon. Ecco perché sono qui. Non ci sono altre imprese della dimensione, complessità e forza ingegneristica di Amazon. Non tutti sono adatti per lavorare in Amazon come non tutti sono adatti a studiare ad Harvard, ma questo non significa che siano il male.
Non ho mai visto qualcuno piangere. Lavoriamo duramente e ci divertiamo pure. Abbiamo guerre Nerf, usciamo insieme dopo il lavoro, abbiamo Fun Fridays,
Giochiamo ai videogiochi e a football. Vogliamo che i nostri impiegati siano felici. Tutto questo è incoraggiato da direttori esecutivi e vicepresidenti. Non avrebbe senso spendere energie per assumere i migliori per poi costringerli ad andarsene subito.
Esistono degli obblighi di segretezza come in ogni altra azienda. Parlare della vita interna però è una cosa che facciamo quotidianamente, anche con gli amici.
Amazon è all’avanguarda della tecnologia: nimble, productive, ma perché harsher e less forgiving? Selezioniamo il top come cercano di fare le altre aziende.
Amazon cerca di assumere i migliori e di farli crescere. I leaders alzano l’asticella delle performance a ogni assunzione e promozione. Riconoscono i talenti eccezionali e vogliono farli muovere dentro l’organizzazione. Non vorreste lavorare per un’impresa che riconosce il talento basato sul merito e non su politica o burocrazia? Non vorreste lavorare per leader che ti aiutano a sviluppare le tue migliori qualità? Non vorreste essere parte di un’azienda in cui la mobilità è incoraggiata?
Ci sono aziende in cui la persona più pagata prende le decisioni e quelle sono.

A Amazon, le persone sono incoraggiate a dire cosa non va in progetti che non giudicano ottimali, non importa il loro livello. Se i dati non giustificano il progetto o non supportano le asserzioni di un vice presidente, è ritenuto corretto dirlo, ovviamente in modo rispettosi. Naturalmente se il gruppo non sostiene la tua tesi, dovrai seguire la direzione decisa.
Non sono mai stato chiamato Amabot o Amhole. Non sono stato criticato per non rispondere alle email. Ho una vita fuori da Amazon. Non documenti di 60 pagine. Non ho subito insulti. I positive feedback sono cinque volte superiori ai negative feedback.
L’ Organizational level ranking esiste, come in Google, Facebook, Apple, Yahoo e a differenza, oggi, di Microsoft o Accenture.
La discriminazione sessuale non esiste.

Ho avuto supporto da Amazon quando ha avuto necessità di spostarsi per ragioni familiari.
Non so quante persone vogliano andarsene. Ho qualche idea di quante persone vogliano lavorare qui. A ogni colloquio a cui ho partecipato, come domanda rompighiaccio chiedo “Cosa ti porta in Amazon?”. La risposta tipo è “Voglio lavorare ai problemi più complessi del mondo con le persone migliori e più brillanti del mondo.”
Questo, in effetti, è. Nel ’97 Amazon ha rivoluzionato il modo in cui il mondo fa gli acquisti. Oggi siamo l’azienda più innovativa dal punto di vista tecnologico indipendentemente dal fatto che venda libri o altro. Espandiamo le nuove tecnologie dal cloud computing alla ricerca per i robot e così via. Amazon non è un posto semplice in cui lavorare. Noi puntiamo sulla sfida, sull’innovazione e sulle vittorie. Crediamo che ogni giorno sia il primo giorno. Adesso siamo anche un’impresa che sta attenta alle esigenze degli impiegati. Poiché non siamo i soli in corsa per trovare i talenti, e tutti vogliono i top talents, lavoriamo duramente per assumerli e…per trattenerli. I migliori dei migliori hanno sempre delle scelte e li formiamo rapidamente se ne hanno bisogno.
Può essere che la Amazon descritta nell’articolo del NYT sia comunque esistita, ma nel passato.

Un articolo della CNN intanto mostra come, secondo il Reputation Institute, per i clienti Amazon sia l’azienda americana preferita. Perché? L’istituto non lo dice, ma tra i criteri considerati vi sono: la capacità di soddisfare le aspettative dei consumatori per quanto riguarda i prodotti, i servizi, l’innovazione, il posto di lavoro, la governance, la leadership e le performance finanziarie.

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