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Lo stupore delle prese elettriche

Analisi tecnica o fondamentale? Ma poi “analizzare” non è un lavoro?

L’analisi tecnica secondo me ha una base teorica che può avere senso: tutto quello che determina il valore di un’azione è già compreso nel prezzo del momento. Quindi è inutile rovinarsi il cervello a cercare di anticipare ciò che il mercato ha già anticipato. Ciò che non convince è tutto il resto.

L’analisi fondamentale è una roba che mi piace perché studia le aziende partendo dalla lettura dei bilanci e da “come gira il mondo” e poi crea ipotesi e supposizioni e statistiche e indicatori. Si dice che sia utile per determinare “cosa” comprare mentre l’analisi tecnica sia utile per determinare “quando” comprare (se tutti usano l’analisi tecnica per determinare quando comprare siamo nel campo delle profezie autorealizzantesi).

Per me l’analisi fondamentale ha più senso e mi piace di più ma in ogni caso ormai, a questa età, è un divertimento. Lavorativamente parlando il treno delle analisi di borsa l’ho perso il giorno in cui ho deciso che tesi fare. Finanziariamente parlando ho da pensare alla pensione e comunque ho scritto questo post solo perché la prima cartella che ho trovato nel google drive dei post mai scritti si chiamava “analisi fondamentale” che fa parte della cartella “analisi di bilancio”.

A proposito di “analisi di bilancio”. A livello accademico si discuteva se e quanto fosse utile. A me piaceva. Dà degli indicatori che possono essere utili sia per l’azienda che per gli investitori. Potevo fare una tesi sugli indicatori usati dagli analisti finanziari italiani, dicevo, ma non l’ho fatta. Potevo andare a Londra da Actinvest a fare analisi di bilancio di aziende italiane da rivendere ad azionisti italiani. Ma non ho accettato l’offerta di stage. Potevo andare a lavorare in banca, magari in sala borsa, se non avessi fatto un test motivazionale orrendo. In teoria nel contratto del Pignone c’era scritto che avrei fatto analisi finanziarie ma non era vero, come non era vero che avrei fatto soprattutto bilanci alla Sof e controllo di gestione in un’altra azienda.

Tutto ciò ormai non mi fa né caldo né freddo perché sto bene dove sono e soprattutto col tempo libero che ho avuto e che ho grazie al posto di lavoro che ho da quindici anni.  Solo che proprio ieri ho sentito dire:”Ma quale contabilità industriale? Pensiamo alle cose serie”, che sarebbero i soldi (non che questa seconda parte non sia giusta). Ricordo anche il tipo che mi fece fortunatamente tornare in mobilità nel 2007 che disse:”Ma cosa vuoi analizzare che qua c’è da lavorare”. Peccato che fossi stato assunto per analizzare.

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