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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Le rinnovabili sotto attacco popolare.

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Energie rinnovabili sotto attacco? Sì, ma non da parte di imprese fossili o di governi, o non solo da parte di questi ultimi, bensì soprattutto da parte di cittadini comuni, enti pubblici, comitati, perfino associazioni ambientaliste che probabilmente sono favorevoli alle rinnovabili purché gli impianti siano costruiti sopra le nuvole.

Qualche esempio. Nel solo mese di dicembre 2015 sono stati detti dei secchi no a parchi eolici nel San Gottardo, sulle Madonie, in Campania, in Calabria. Date un’occhiata a questa pagina: http://attaccosolare.altervista.org/eolico/

Gli ultimi aggiornamenti sul sito Viadalvento, un nome un programma, citano i casi dei progetti abbandonati in Irpinia, Abruzzo, Puglia. Da non perdere il Comitato Contro l’Eolico e pure il Fotovoltaico nelle Aree Verdi (così dicono loro, ma in realtà intendono ovunque.)

Italia Nostra è sempre presente in questi casi.

A proposito di comitati: opposizione dura e senza paura anche al solare. Si tratti di centrali termodinamiche in Sardegna o di elettrodotti che trasportino in Europa il solare proveniente dall’Africa.  Non è vero, malgrado ciò che si legge nella propaganda ambientalista, che le comunità, le persone, il popolo siano dalla parte delle rinnovabili, visto che una città del North Carolina ha detto no a un progetto “solare” nel timore che i pannelli succhino l’energia al sole. Può darsi che questa interpretazione sia stata esagerata o che sia un caso limite. Purtroppo molti casi nimby  degli ultimi anni riguardano le rinnovabili: l’elenco riferito al 2015 si può leggere direttamente sul sito del nimby forum. (Qua un articolo di Wired in merito.)

Eppure i rapporti secondo cui il mondo 100% rinnovabile è tecnicamente possibile non nascondono la necessità di costruire fin da subito: la rivoluzione energetica non può aspettare. Vedi il progetto di Marc Jacobson, dell’università di Stanford, secondo cui è possibile decarbonizzare il pianeta entro il 2030

” By deploying 3.8 million 5-megawatt wind turbines, 5,350 100-megawatt geothermal plants, 500,000 1-megawatt tidal turbines, 720,000 0.75-megawatt wave power generators, 1.7 billion 3-kilowatt rooftop solar panels, 40,000 300-megawatt solar panel farms, and 49,000 300-megawatt concentrated solar power plants.”

o il rapporto di Greenpeace per un mondo decarbonizzato entro il 2050 o il percorso previsto dall’Università di Oxford o le stesse indicazioni di David Mac Kay.

 

 

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