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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Appunti sparsi dal viaggio in Belgio

ALLOGGI

Quattro case diverse. Due cose in comune a tutte: le scale ripide e strette per salire in camera e il bagno un piano sotto alla camera. Da segnalare come plus il lavandino in camera nella casa di Leuven, il prosecco offerto dai due proprietari italiani (padovano lui e veneziana lei, se non ho capito male), la smart tv con la possibilità di vedere Netflix nella casa di Bruxelles, il giardino-cortile fuori dalla camera nella casa di Bruges, la bici a disposizione di tutti nella casa di Gand.

IL CULTO DELLA BICI

Oooh! Ma tu pensa com’è arrivare in un posto, fare per attraversare una strada e tornare indietro perché sono apparse dall’incrocio una cinquantina di bici dirette verso di te. L’avevo notato già ad Amsterdam e a Stoccolma, ma qua a Leuven (Belgio) mi ha fatto impressione. Una bellissima impressione. Una città di giovani ciclisti universitari, e non solo: anche gli anziani (pochi, nascosti e visti come personaggi strani) portavano a mano le biciclette mentre passeggiavano per il mercato centrale. 
Scene del genere si sono ripetute anche a Gand e perfino sul pavé di Bruges. La bici è la padrona della strada. La precedenza l’hanno le bici, poi vengono i pedoni, infine le auto. A A Gand, lungo i viali esterni al centro, accanto alla strada per l’auto c’è una strada per le bici, di pari colore e pari importanza. Sembrava di essere ad Amsterdam. 
Ci sono in alcune strade di Gand e Leuven autentiche distese di biciclette parcheggiate: una meraviglia. 
Del resto in un paese con una superficie pari a x kmq ci sono circa y kmq di piste ciclabili. Il numero y fa impressione, rapportato a x. Perché non ho scritto i numeri? Perché erano scritti in un cartello dall’altra parte dell’aeroporto e non li ho annotati.

ELEGANZA.

“In quanto italiano, anche se vai in giro in pigiama sarai il più elegante di tutti qua in giro” disse il proprietario della casa di Leuven mentre stava scendendo al supermercato sotto casa. In pigiama.

PANCHINE

“Il senso del nord Europa per le panchine. Quando hai bisogno di sederti troverai sempre una panchina per farlo”.

CONSIGLI

“Non mangiare belga. Piuttosto mangia giapponese”. Allora quando vado in Giappone mangerò belga.

COSE RIFERITE

Le coinquiline belghe sono sudicie. A Leuven l’età media è di ventitre anni, per cui gli adulti sono mal visti. Se vai in Erasmus ti devi adattare. All’inizio cerchi la compagnia di stranieri, ma poi inizi a fiutare gli italiani e magari i fiorentini. Nelle sedi universitarie ci sono poltrone, sedie, spazi per riposare. Qua l’acqua non è considerata, anche perché costa come la birra, quindi si pasteggia solo a birra. Vanno avanti a birra e patatine: poi sono fini dietro e con la pancetta davanti. A Leuven ci sono anche campi sportivi a basso prezzo e feste universitarie dove la birra costa un euro: è una città a misura di studente universitario.

METEO

Cinque giorni sono stato in Belgio. In questi cinque giorni c’è sempre stato il sole. Botta di culo?

RAIL PASS

Esistono molte agevolazioni per chi viaggia spesso in treno. I treni sono comodi e portano in tutte le città che un turista medio può voler visitare. Bruxelles è chiaramente la base migliore da cui partire. Io ho fatto il rail pass: con settantasei euro posso fare dieci viaggi in treno lungo tutto il Belgio in giorni diversi, entro un anno di tempo. I cambi non incidono: se vado da Bruges a Namur e devo fare due cambi, il viaggio è uno, purché non esca dalla stazione e poi prenda un altro treno. Al momento mi avanzano sei viaggi che intendo usare in Vallonia, in un futuro prossimo.

COLAZIONI

O vai nelle pasticcerie e prendi una pasta o rischi di infilarti in un giro secondo cui tu ordini un caffè da due euro e ti rifilano una colazione alla belga da quattordici euro. Colazione composta da prosciutto, formaggio, frutta, succo di frutta, caffè o tè, marmellata, miele, uovo sodo.

TRASPORTI

Ci sono i pass. Ho scoperto che con una Bruges Card si visitano i musei gratuitamente e ci si sposta gratis non solo a Bruges, ma anche a Gand. Il prezzo dei biglietti invece è quasi a livelli norvegesi. Tre euro per un biglietto del tram. A Bergen erano cinque euro. (Considerazione a margine: il prezzo dei biglietti dei trasporti pubblici in Italia copre in media il 30% del costo del viaggio. Si direbbe che il prezzo di Gand non sia così alto. Sembra che il viaggio lo paghino i viaggiatori e non i contribuenti, ma questo andrebbe verificato).

GALLI E GALLINE

Il gallo canta a Meleberk, a pochi minuti a piedi dalla fermata del tram Moscou di Gand, là dove avevo la casa. Dove c’è un gallo c’è una gallina, che infatti ho visto la mattina in cui ho lasciato quella casa nella campagna.

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