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Biocarburanti e modello superfisso.

Da “Voltremont

Non c’è dubbio che la questione dei biocarburanti sia importante e meriti attenzione: il prezzo e la produzione di etanolo, e quindi dei prodotti agricoli che possono essere usati per produrre etanolo o che con questicompetono per la stessa terra arabile, dipendono dall’andamento del petrolio. Per esempio, negli ultimi dieci anni c’èuna forte correlazione tra il prezzo del petrolio e il prezzo dello zucchero, un bene che può appunto essere utilizzato per produrre etanolo, che è a sua volta un parziale sostituto del petrolio.

Il cosiddetto modello superfisso sta alla base di tante sciocchezze che si sentono dire nel dibattito economico, non solo in Italia. Applicato al caso specifico, questo modello postula che la tecnologia di coltivazione sia fissa, che i prezzi di cibo e carburanti siano fissi e immutabili e che la quantità di terra arabile non possa parimenti cambiare. In questo caso, se ci vogliono X ettari di terra per produrre cibo sufficiente a sfamare una persona, e se gli stessi X ettari possono alternativamente produrre Z litri di biocarburanti, allora prudurre N×Z litri significa togliere il pane di bocca a N persone.

Ma le cose non stanno così. I fattori che abbiamo menzionato sono tutt’altro che fissi. Se i contadini trovano oggi più conveniente produrre biocarburanti, è possibile che diminuisca l’offerta dei beni alimentari, aumentandone di conseguenza i prezzi. Ma questo renderà più conveniente cambiare l’uso di altri terreni per produrre alimentari. Renderà più conveniente usare tecnologie alternative per coltivare.
E così via. Il modello superfisso, come si vede, non è particolarmente utile perché conduce a conclusioni piuttosto banali e, se utilizzato nei processi decisionali, genera decisioni piuttosto miopi. Eppure, purtroppo, sembra essere molto popolare tra la gente che prende decisioni importanti in Italia.

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