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Lo stupore delle prese elettriche

Bottegai corporativi e loro difensori

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https://phastidio.net/2013/07/22/cittadini-di-bottega/

Prendiamo per buono il principio secondo il quale le “piccole botteghe” vanno difese. In che modo? Proviamo a distinguere: se la competizione avviene sulla qualità della prestazione, le “piccole botteghe” non hanno nulla da temere dalla liberalizzazione degli orari: il loro prodotto/servizio di eccellenza continuerà a trovare domanda, sia che la domenica restino aperte sia che chiudano. Se invece la competizione è sui prezzi e più in generale sulle strutture di costo, frenare le aperture festive altrui non rimedierà allo svantaggio di costo delle “piccole botteghe”. Ma forse il passo successivo, per il M5S, sarà la presentazione di un ddl in cui si stabiliscono limiti minimi ai prezzi per articoli e tipologie merceologiche, per permettere alle sopracitate “piccole botteghe” di restare competitive (si fa per dire) sui costi.

Altro punto del cittadino Dell’Orco è la mancanza di “benefici tangibili in termini di reddito” dalle aperture festive. A cosa si deve, questa insufficiente crescita del reddito degli addetti al commercio? Forse al fatto che si tratta di figure generalmente non specializzate, per le quali quindi esiste un eccesso di offerta sulla domanda? E porre limiti agli orari di apertura servirebbe ad innalzarne la specializzazione, e quindi il reddito? O forse il prossimo ddl del M5S sarà l’applicazione di un reddito minimo per i lavoratori del commercio (e non solo) o di una integrazione reddituale pubblica sopra una soglia minima di reddito? La seconda soluzione è ovviamente preferibile, se solo si trovassero i soldi. Ma sono dettagli. Quello che proprio non è chiaro è perché scatenare questa patetica guerra di religione sulle aperture festive manco si trattasse di una leva strategica di crescita.

Se il problema sono le strutture di costo delle differenti tipologie di esercizi commerciali, e se la competizione resta sui prezzi, c’è poco da fare. Se il timore dei comuni è la desertificazione dei centri abitati ed il conseguente depauperamento relazionale, i comuni aprano dei centri sociali. Il costo per la collettività sarà inferiore rispetto a mantenere i prezzi artificialmente elevati. Tutte le restanti “terze vie” sono patetici espedienti per tenersi buone delle constituency e portano ad esiti grotteschi.

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