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there is no life b

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Budicca

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Oggi ho letto un pezzo di La Mia Londra. Simonetta Agnello Hornby narra di quando ci è arrivata negli anni Sessanta e aveva visto le case di  mattoni rossi, vetri variopinti e tetti a cupola.

Poi lei aveva notato la gente vestita in stile beat, le ragazze con delle minigonne inguinali, gli uomini in smoking e tailleur. Le persone scendevano e salivano sugli autobus al volo e venivano considerate solo in entrata dal bigliettaio, che strappava il biglietto emesso dall’autista, il solo responsabile dei passeggeri.

 

Comunque non è stata questa la cosa principale che mi ha incuriosito oggi, perché è stata sovrastata da Boacidea, per gli amici Budicca, la regina degli Iceni, una popolazione delle parti di Norfolk.

 

Suo padre le aveva destinato una parte del regno, mentre l’altra parte spettava ai Romani, i quali davano l’indipendenza ai re clienti finché erano vivi. Dopo di che si riprendevano tutto, a meno che non ci fossero eredi maschi. Insomma arrivano i Romani e conquistano e saccheggiano tutto quel che trovano.

Boccidea si risente. I Romani la espongono nuda al pubblico visibilio e le stuprano le figlie.

A seguito di ciò lei si ribella e riesce a sconfiggerli. I Romani erano guidati da un certo Paolino, ma è costretto alla fuga. I ribelli incendiano Colchester e una certa Londinium. Verranno in seguito sconfitti per la maggiore abilità tattica dei Romani e lei si avvelenerà.

Enya ha cantato una canzone per lei.

Zimmer Bradley ha scritto un romanzo basato sulla sua storia.

Insomma io di lei non sapevo niente fino a mezz’ora fa e adesso ho già canzoni e libri da ascoltare e leggere in più.

E’ morta sulla trentina: oggi c’è gente che ancora non ha finito l’università a quell’età e lei aveva già avuto un marito a diciassette anni, due figlie e aveva capeggiato una rivolta.

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