there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

buon senso finanziario da Luca Lixi

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Sempre più spesso si fa strada uno schema di pensiero.
Sia tra non clienti, che tra già clienti.
È molto interessante, perché man mano che la realtà prende forma e che “le cose succedono”, questo mi dà modo per approfondire nuovi argomenti che vi saranno enormemente utili per la vostra consapevolezza finanziaria.
Il tam-tam di questo periodo è:
Ma se il Nasdaq (indice americano concentrato sulla tecnologia) è così forte, non conviene investirci TUTTO e non perdere rendimento diversificando invece su:
Altro azionario americano con S&P500
Altro azionario globale con MSCI World
Azionario Europa
Azionario Asia ex Cina e Giappone
Azionario Cina
Azionario Giappone
Azionario Mercati Emergenti
Se volete rispondervi da soli di “SI”, fatelo pure, e prendete questa scelta.
All-in sul Nasdaq.
Sappiate che, in questo modo, state implicitamente dando per scontato che, in futuro, il Nasdaq continuerà a sovraperformare il resto.
Siete sicuri di questo?
Avete fatto un salto nel futuro, letto il giornale di maggio 2030 e rilevato il Nasdaq a +1000% da oggi?
Io non credo abbiate questo potere.
Nel caso, mettiamoci d’accordo che vi recluto.
Penso invece che, come nel più tradizionale dei bias, state investendo per un rendimento futuro guardando solo lo specchietto retrovisore, che contiene per definizione i dati del passato.
Grafico 1, confronto tra indici nazionali, che vedono gli Stati Uniti eccellere.
Grafico 2, confronto tra indici americani, che vedono il Nasdaq (sia 100 che Composite) eccellere.
E, no, non è una giustificazione la vostra opinione che la tecnologia e gli Stati Uniti continueranno a sovraperformare.
Anche coloro che investivano nel miracolo economico giapponese degli anni ’80 dicevano esattamente le stesse cose:
l’economia giapponese tira di più
hanno una migliore tecnologia
gli Stati Uniti sono stanchi e dilaniati
il mondo sta cambiando
il Giappone è il futuro
Stesse identiche cose, signore e signori.
L’essere umano e i suoi ragionamenti non cambiano, cambiano solo le circostanze attorno e gli attori esterni.
Immaginate quindi di essere qua sul mio gruppo a chiacchierare, ma 35 anni fa.
Guardate il grafico 3.
La sovraperformance del Giappone sugli Stati Uniti durante gli anni ’80 è spaziale.
Esattamente come quella di oggi del Nasdaq come il resto del mondo.
La febbre e l’euforia salgono, gli altri indici mondiali sembrano ormai destinati al declino.
L’Europa aveva casini interni e il fiato sul collo del blocco sovietico ad Est, con la Germania ancora divisa, giusto per ricordare che la gente dimentica in fretta la storia recente.
Gli Stati Uniti in piena guerra fredda, e sempre più in difficoltà nella guerra ideologica contro il nemico comunista.
Che senso ha diversificare su due cavalli che sembrano perdenti e azzoppati, se comprando il Nikkei posso guadagnare molto di più?
Penso che il grafico 4 sia più chiaro di 100.000 parole.
Questo è il senso della diversificazione.
I 35 anni di stagnazione del Giappone sono sotto gli occhi di tutti.
Altro che decennio perduto, qua si parla di una generazione perduta.
Come se la passa chi ha investito solo sul Nikkei in piena bolla, perché convinto che ormai il resto del mondo fosse spacciato e che il Giappone avrebbe monopolizzato tutto?
Questo è il significa di una buona diversificazione.
E stiamo parlando solo del mondo azionario, poi si parla di non correlazione con altre asset class.
Non potete sapere come sarà il futuro.
Fatevene una ragione, e smettete di cercare di indovinare cosa andrà meglio:
se azione X o azione Y
se nazione X o nazione Y
se area geografica X o area geografica Y
se settore X o settore Y
se asset class X o asset class Y
Non siete gestori di fondi di investimento, che peraltro FALLISCONO MISERAMENTE in questa FOLLE ricerca di cosa andrà meglio, ed è ormai ampiamente dimostrato.
Loro lo fanno perché devono vendere a voi il shiogno di guadagnare sempre e non perdere mai, grazie alle loro mirabolanti previsioni e grand stud accademici MBA PhD CFA YMCA & co.
Ma a voi questo non deve interessare.
Dovete far vostro il concetto che il futuro è incerto e imprevedibile, e mettervi pertanto in condizioni di antifragilità più accentuata possibile.
La diversificazione aiuta a far questo.
Non è sexy, non è affascinante, per gli stolti sembra quasi un “accontentarsi di un rendimento medio”, non fa sognare.
Ecco, vi evita la rovina però.
Non è dai vostri soldi e dai vostri investimenti che dovete cercare emozioni forti o divertimento.
Capisco bene che il richiamo della newsletter che “batte il mercato azionario” scritta dallo sfigato della provincia italiana, o il “fondo di investimento supertop che guadagna sempre”, siano troppo forti rispetto al mio messaggio senza fronzoli ma solido… ma ‘sticazzi.
Per fortuna, e ad ulteriore riprova che l’essere umano per quanto irrazionale ed emotivo, non è stupido se le cose gli vengono spiegate, la nostra azienda che vende cose noiose va a gonfie vele e può comprarsi cash qualunque tipo di scrittore italiano di newsletter ciarlatanesca o qualunque promotore vendifondi di provincia.
Nel lungo termine, il mercato pesa sempre i veri valori in gioco.

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