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Lo stupore delle prese elettriche

Colloquio sulla disuguaglianza (1)

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Sbobinatura:

https://www.youtube.com/watch?v=22_OO4s7uIU

 

Ricerca accademica. La disuguaglianza è necessaria e inevitabile. Perché? La disuguaglianza genera incentivi.

Hai un mondo in cui alcuni fanno bene e altri no. Dai incentivi a chi fa bene.

Dai a tutti la stessa condizione di partenza. Poi alcuni ce la fanno e altri no. 

Si può discutere. Sono le condizioni uguali? Chi va nelle scuole fighe? Se non hai i soldi di papà vai a scuola o no?

 

Una certa disuguaglianza è necessaria perché il sistema progredisca e funzioni. Bisogna che qualcuno vinca. Che ci sia chi viene premiato. È ovvio che non tutti quelli che ci provano e fanno bene vincono. Il caso conta. Il sistema del merito non è deterministico e non sempre c’è una relazione stretta tra sforzo e risultato. Ci sono shock esterni, premi e punizioni, asimmetrie informative. 

Quanta disuguaglianza sia necessaria non lo sappiamo.

 

Non puoi assicurare tutto altrimenti io aspetto che facciano gli altri.

Ci si affida al mercato o a social insurance di tipo governativo. 

 

Non è vero che gli economisti se ne siano fottuti della disuguaglianza. 

Gli economisti si sono accorti per primi dell’aumento della disuguaglianza negli ultimi trenta anni.

 

L’economia mainstream può portare con interpretazioni semplicistiche a far dire che non si occupano di disuguaglianze, che non guardano alla redistribuzione del reddito, che considerano solo i vantaggi globali. Il libero mercato fa bene alla società. Però c’è chi guadagna e chi perde. La stessa cosa riguarda la globalizzazione. Gli economisti in realtà sanno che il free trade non è sempre vantaggioso per tutti e lo dicono che se qualcuno ci muore è male. 

 

 

In letteratura si parla di pareto ottimalità, di miglioramenti paretiani. In aggregato guadagnamo tutti. Se io guadagno e tu perdi io pago qualcosa a te. Questa cosa sono i side payments, ma nella realtà non si fanno mai, mentre esistono gli azzardi morali. I miglioramenti paretiani alla fine non sono miglioramenti perché diventano “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”.

Alcuni liberali tendono a dimenticarsi questa situazione come i socialisti tendono a dimenticare che se tutti sono uguali si perdono gli incentivi.

La redistribuzione tra vincitori e vinti è un problema che spesso non sappiamo risolvere.

 

Anche nella teoria classica è tutto presente: il rischio morale, l’inventarsi trucchi, il mechanism design. Di fronte a un sistema di incentivi ogni soggetto cercherà di guadagnarci, anche mentendo sul suo stato reale.

Metti che facciamo free trade e qualcuno ci perde per diminuzione di salari o perdita di imprese, hai perso cinquanta e ti diamo sessanta. Tutti diranno di aver perso cinquecento.

La politica fiscale si fa così. Si cerca di fare ramsey taxation. Fare politica fiscale come se governi che fanno politiche redistributive fossero 

 

Gli economisti tendono a fare modelli matematici. Un modello con tante variabili è più difficile. Non sapevamo fare modelli con agenti eterogenei o mercati incompleti. Ci sono problemi di redistribuzione, asimettria informativa, core selection. Adesso lo sappiamo fare teoricamente di più. 

 

Equilibrio economico generale. Apprezzi i modelli per eterogeneità e disuguaglianza. Per esistenza di equilibrio occorreva fare Interiority assumption, nella versione di arrow debrew sono le consumption set, nella versione di lionel mckenzie sono le endowment production set,

if someone has income everybody has income, tutti hanno qualcosa da vendere a tutti. Che poi è il problema forse alla base della disuguaglianza

Che forse il cambiamento tecnologico sta distruggendo il valore di mercato di iniziale di dotazione degli esseri umani. Si pone il problema di rimettere queste dotazioni nel mercato in modo che abbiano reddito. 

I modelli di omogeneità sono modelli ma non significa che siano tutti felici.

 

Negli anni 80 si comincia a vedere come salga il college premium.

Aumenta la differenza salariale tra chi ha titolo di studio e chi no. I rendimenti che si hanno se si è andati al college o ai master aumentano. Non sappiamo da dove vengono. È un momento di transizione o un cambiamento tecnologico strutturale? È una terza rivoluzione industriale? Abbiamo cominciato a mandare la gente a scuola perché avesse skills per funzionare nelle imprese. È la stessa cosa? Cambia la società. Tanta gente non ha skills. 

Secondo punto. Al college tendono ad andarci i figli dei relativamente ricchi. Sono rendite di posizione? 

L’80% degli studenti americani va a un college pubblico che comunque costa. Le persone con bassi redditi non vanno al college. La classe media va al college pubblico. I redditi di chi esce dai college pubblici (come quelli di chi entra) sono più bassi di quelli delle persone che vanno ai college più ricchi, che sono quelli dove vanno i più ricchi. Il problema sono i ricchi che fottono? O i bianchi scappati dalle città? O la tecnologia che favorisce un certo tipo di skill? Alle elementari ci sono delle distorsioni nell’insegnamento?

Econometria e statistica vengono usate per capire il problema. La letteratura è amplissima. 

 

Da dove viene il college premium?

Gli economisti studiano ossessivamente il problema della disuguaglianza.

Jim Heckman, premio nobel, professore a Chicago, ha guardato i rendimenti sull’istruzione.

A sei anni bisogna già sapere tutto?

Una grossa parte dei rendimenti deriva dall’andare a scuola e farlo bene nei primi anni di vita. Prima della prima elementare. Kinder garden e junior kinder garden. Da quattro a sei anni. Molti a cinque anni leggono. Contano già da piccoli le capacità di osservare, di concentrarsi, di pensare, di capire, di giocare, di interagire, di stare seduti. Tutte cose che vengono strutturate nella mente dei bimbi molto presto. Buona parte della popolazione statunitense non ha accesso a questi mezzi o ne ha di pessima qualità. Se stanno a casa non mangiano bene, non stanno bene, non fanno niente di positivo. 

Che fare allora? Se ci sono dei soldi e c’è un vincolo di bilancio spendiamo i soldi nei care e nella scuola.

Rank dei fattori. Probabilmente il fattore dominante (che però non spiega tutto, magari il 14%) è la capacità di studiare cosa fare bene. Capire che non tutte le opinioni sono uguali ecc.

New York ha deciso che scuola pubblica parte da kinder garden. New York paga a tutti il primo anno di elementari.

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