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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Concorrenza al massimo, salvataggi pubblici al minimo, grazie.

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Libera concorrenza per tutti, taglio drastico della spesa pubblica, abolizione di ogni sussidio a ogni impresa e di ogni forma di protezione contro la concorrenza, riduzione del cuneo fiscale, riduzione di vincoli, lacci, lacciuoli, burocrazia, superburocrati e dirigenti ministeriali a casa o con stipendi non superiori ai colleghi europei, riduzione di regioni e consiglieri, eliminazione di enti inutili, abolizione delle fondazioni bancarie, inps e inail possono essere messi in concorrenza, abolizione degli ordini professionali, sussidio di disoccupazione per tutti e non cassa integrazione per i privilegiati, favorire la contendibilità delle imorese e delle banche e gli investimenti dall”estero, no a fondi all’agricoltura (la selezione può farla il mercato), sì a fondi alla ricerca.

Alla prima protesta di avvocati, tassisti, bagnini, imprenditori, operai andrete avanti o farete i soliti compromessi che finiranno per proteggere chi è già dentro il sistema contro chi vorrebbe entrare?

Bastaaaaaaaaaaaaaaa con i salvataggi!

Basta coi soldi ai comuni in rosso che così potranno continuare a esserlo perché prima o poi verranno salvati dallo Stato. Invece, metti caso che un giorno debbano dire ai propri cittadini:”Siamo in rosso, dobbiamo alzarvi le tasse perché non siamo capaci di amministrare”. Gli stessi cittadini ci penserebbero due volte prima di pretendere spesa pubblica a gogo.

Eppure sarebbe semplice.

Lo Stato non dà aiuti e sussidi e contributi e detrazioni a nessuna impresa. Mai. Con nessuna deroga possibile.

Non dà soldi nemmeno a enti pubblici in perdita. Mai. Con nessuna deroga.

Aiuta, con sussidi di disoccupazione, i lavoratori, tutti, senza esclusione, ma non le imprese e nemmeno le famiglie in quanto tali. Aiuta il lavoratore a cercare un lavoro, magari migliore di quello che aveva prima.  Dà soldi a chi è davvero in condizione di povertà, favorendo la sua riqualificazione.

Sostiene ricerca, sviluppo, istruzione.

Per il resto garantisce che si creino le condizioni per investire nel Paese e permettergli di crescere.

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