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Lo stupore delle prese elettriche

Contro il divieto agli sconti sulle vendite dei libri

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A parte la produttività, l’efficienza, le economie di scala, la crescita che deriva anche dalla morte delle imprese inefficienti.
A parte anche che se si vuole impedire la chiusura delle librerie, si può fare, purché si sia consapevoli delle conseguenze negative.
A parte che vendere un bene a prezzi più alti implica un minor reddito disponibile per chi compra.
Data l’elasticità della domanda, chi vorrebbe comprare un libro potrebbe non comprarlo, al prezzo più alto e ne comprerebbe magari uno in meno.
Vietare gli sconti potrebbe danneggiare il libraio che volesse adottare una promozione o che volesse sfruttare Amazon o altri canali online per vendere.
Rispetto ai crediti di imposta non ci sono sussidi diretti ai librai e non si danneggiano gli altri taxpayer.
Ma soprattutto c’è la questione cultura
Perché dei commercianti incentiverebbero la cultura?
Quanti dei libri presenti nelle librerie si possono giudicare come culturalmente validi?
In che modo far pagare un libro di più incentiverebbe la lettura o la diffusione della cultura?
Esiste la cultura gratis su internet: openculture, per esempio O Wkipedia. Si può discutere dell’attendibilità delle fonti sul web. Se si entra alla Feltrinelli si smette di discutere, specialmente se si guardano le sezioni di economia divulgativa.
Se volete incentivare la lettura non è meglio sussidiare le biblioteche? A Firenze ogni biblioteca è fornita e si può veramente trovare di tutto.

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