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Lo stupore delle prese elettriche

Corso di fotografia, seconda lezione: le frasi storiche del foto coach

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Frasi dal corso di fotografia per principianti. Seconda lezione.

  1. Quello che valete si vede dalla vostra foto peggiore, non dalla migliore. Valete il vostro errore.
  2. Non spetta ai fotografi scegliere le foto. I fotografi non sanno sceglierle perché sono presi emotivamente. Ci sono gli editor che vengono pagati apposta. Fatele scegliere a loro. I fotografi fotografano.
  3. Se volete fare il salto di qualità dovete avere la strizza al culo a ogni scatto.
  4. Però è proprio il voler fare il salto di qualità quello che ti sprona a migliorare costantemente. È la sfida con se stessi. È dirsi, dopo avere pubblicato una bella foto:”Da oggi non pubblicherò niente che sia peggio di questa”.
  5. Prendete gli esercizi e rifateli. Cambiate qualche dettaglio. Datevi degli input. Non aspettate che qualcuno vi sproni a fotografare, non fate i corsi perché se no non fotografate. Se vi costruite degli input, delle motivazioni, se vi inventate idee e provate a buttarle giù anche col cellulare, anche a casa, anche ovunque, quando vi troverete a fare, che so, le foto di un viaggio a Bali, farete le buche in terra. Vi verrà fuori della roba incredibile senza che nemmeno stiate a pensarci.
  6. Non fotografate quello che fotografano tutti allo stesso modo in cui lo fanno tutti. Se tutti fanno la stessa cosa, tutti avranno quella foto. La vostra foto sarà la stessa di altre migliaia. Non ne vale la pena.
  7. Cercate soluzioni alternative. Cercate di fotografare il fotografo che fa la foto e non la bambina caduta. Cercate di fotografare ciò che nessuno fotografa o trovate un modo diverso che faccia spiccare la vostra foto.
  8. Certo che potete copiare le foto altrui. Non per plagiarle. Per provare a imitarle. Oh, del resto gli Oasis hanno costruito una carriera nell’imitare i Beatles.
  9. Non limitatevi a registrare quello che vedete o quello che accade. Entrate dentro ciò che volete. Raccontare. Si deve sentire il vostro coinvolgimento.
  10. Quando riguardate una vostra foto l’ideale sarebbe che aveste il groppo in gola, se si tratta di una foto drammatica, oppure che vi buttiate via dalle risate, se si tratta di una foto comica. Ricordate che agli altri arriva un decimo di quello che percepite voi, quindi la vostra foto dovrebbe buttarvi per terra e calpestarvi da quanto la sentite dentro. Perché poi agli altri forse farà una carezza.
  11. Non fate le cose come devono essere fatte o almeno non sempre e non soltanto. Azzardate, tagliate le teste delle persone, state vicino al vostro soggetto, uscite dalla zona di sicurezza. Se fate la foto a un artigiano, tenetegli la mano mentre gli fate la foto, invece di stare a pensare a come settare i tempi e i diaframmi.
  12. Non dovete essere tranquilli mentre fate la foto e nemmeno quando la scegliete, se siete voi a doverla scegliere. “Se hai il controllo di tutto non puoi andare veloce” ha detto una volta un motociclista.
  13. Cercate di essere semplici e non troppo cerebrali.
  14. Più andrete avanti e più vi accorgerete che non è così difficile fotografare gli sconosciuti. Vi sentirete più in difficoltà a fotografare le persone conosciute.
  15. Per chi farà il reportage passando ventiquattro ore con una persona: metteteci tutto il coinvolgimento possibile. Nelle fotografie lasciate emergere il vostro coinvolgimento. Il reportage è del tipo di quello “Small world” di Martin Parr. Non costruite troppo. Lasciate che l’idea si sviluppi ed emerga più di pancia che di testa.
  16. Un ragazzo ha pubblicato su Facebook la richiesta di un progetto di collaborazione, dicendo di contattarlo per avere ulteriori informazioni. “Ho spiegato che volevo fare un reportage passando 24 ore con una persona. In diversi si sono detti disponibili. Ho fatto loro un’intervista per capire chi cazzo fossero questi”.
  17. “Tu vuoi fare una foto basata sulla poesia Le Scale di Montale? No, non la conoscevo. Su, dai, fatemi sentire ignorante”. Vuoi applicarla alla relazione coi tuoi genitori? Può venire fuori il progetto della vita. Può essere pubblicabile. Prenditi il tempo che ti serve.
  18. Tu vuoi fare un reportage sui luoghi dell’alluvione del ‘66? Bello. Potrebbe venire fuori anche lì qualcosa di pubblicabile. Vai in quei luoghi, guarda se ci sono ancora i vecchi negozi, parla coi negozianti, fatti vedere le vecchie foto.
  19. Tu vuoi fare un reportage su Firenze nel tempo? Ci vuole molta ricerca, prima, in musei, biblioteche, archivi fotografici. Mi metterebbe in difficoltà. Fare una foto oggi che sarebbe identica se fatta cento anni fa.
  20. Tu vuoi fare un reportage sulle relazioni tra aziende tessili cinesi e italiane? Se trovi l’azienda cinese che si fa fotografare può venire fuori una bella cosa.
  21. Tu vuoi passare 24 ore con un barbone o in una comunità di recupero? Bello, intenso. Uno ti ha rifiutato? Continua a cercare, con delicatezza. No, in effetti non è che puoi prendere un appuntamento. Appena ti dice di sì partono le 24 ore.
  22. Tu vuoi fotografare la passione per un cavallo? Puoi passarci 24 ore insieme? Ah, vuoi passare agli artigiani? Ricorda di fotografare la vita, i figli, la foto sul muro, la ruga. Non i cappelli ma chi fa i cappelli.
  23. Trovate un sotto tema.
  24. Come? Mancano solo tre settimane alla consegna? Mi sa che dovete muovervi. Già il 24 sarebbe bene avere qualcosa di pubblicato. Dite che vi sembra di avere avuto più tempo per gli esercizi da sette minuti l’uno? Eh, lo so.
  25. Vedete questa foto? Un signore porta a spasso un cane. Tutti e due portano il collare. Per una foto del genere uno street photographer inseguirebbe i due per tre ore. Se vedete una scena del genere e la volete fotografare bene siete autorizzati a stalkerare.
  26. Reportage di autori famosi di cui abbiamo visto il video: Small World di Martin Parr, Siberia di Davide Monteleone, Funeral Train di Paul Fusco. Inoltre abbiamo visto un video girato dal coach durante un Toscana Photo Workshop fatto con la presenza di Settimio Benediusi. Al Toscana Photo Workshop il tempo dedicato a parlare e a guardare immagini è stato tantissimo. Il tempo dedicato a fare foto  è stato di non più di un’ora in cinque giorni.
  27. Prossima uscita pratica: domenica prossima dalle tre alle sei partendo da Piazza Salvemini. “Vi darò da fare due reportage. Non ve li dico adesso perché può succedervi nella vita che vi chiamino per realizzare un reportage da fare in mezzora e da consegnare entro l’ora successiva”.

Inoltre:

Vi suggerisco anche un bellissimo “giochino” per allenare la vista.

Questi sono 30 soggetti da trovare e fotografare in 30 minuti (tassativi):

– rosso (ad esempio un cartello di divieto di accesso)

– triangolo (ad esempio un trancio di pizza)

– morbido (ad esempio una sciarpa)

– dolce

– giallo

– metallo

– trasparente

– freddo

– scritto

– tagliente

– scuro

– tondo

– legno

– salato

– bacio

– blu

– plastica

– pizza

– elettrico

– riflettente

– stoffa

– duro

– bambino

– bianco

– fragile

– amaro

– orologio

– acqua

– rettangolare

– metallo

Le fotografie devono essere scattate in questo esatto ordine, senza doppioni ma con la possibilità di cancellare quello che non ci piace e poi andare avanti.

Non è importante fare fotografie belle, l’importante è trovare tutti i soggetti in 30 minuti.

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