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Lo stupore delle prese elettriche

Debito pubblico, evasione, riduzione delle spese, caste pubbliche.

Da “Status Quo” di Roberto Perotti.

AUSTERITA’ ESPANSIVA?
Se il moltiplicatore della spesa è negativo, ridurre la spesa fa aumentare il pil.
La spesa pubblica fa parte del pil, dite? Sì, ma solo la quota per consumi e investimenti pubblici, pari a 330 miliardi circa (il 40 per cento della spesa pubblica totale). Il resto non compare nel pil. Il resto sono pensioni, sussidi alle imprese, assegni di disoccupazione, interessi sul debito ecc., tutti trasferimenti (intermediati dallo stato) da certi cittadini ad altri. Come tali, non fanno parte del Pil.

Anche ridurre consumi e investimenti pubblici può portare a far salire il pil se in contemporanea si riducono le tasse e questo stimola gli investimenti privati.
Si può comunque essere scettici sull’austerità espansiva, anche se la teoria ha una sua logica. I dati non danno certezze: possono essere interpretati in maniera opposta.

È stato corretto rinnegare gli impegni sul disavanzo di bilancio nel 2016. In fase di recessione ridurre il debito pubblico può aspettare. Aumentare l’iva sarebbe stato rischioso. Però occorreva ridurre le tasse più della spesa pubblica (e fare deficit) per non rimangiarsi le promesse di riduzione della spesa.

PERCHE’ RIDURRE LA SPESA E’ IMPORTANTE
“1) È condizione necessaria per smantellare il sottobosco in cui si nutre la commistione tra politica ed economia che ammorba e soffoca la nostra società. Le partecipazioni statali e locali, le posizioni dirigenziali inutili o iperpagate, i sussidi alle imprese, una larga parte dei fondi europei sono per lo più inutili e alimentano appetiti, scambi di favori, affarismi, e pura e semplice corruzione.

2) Molti programmi di spesa sono lievitati in modo casuale, disordinato, per accrescimento legislativo progressivo, senza una ratio , senza un approccio organico. Ci sono, per esempio, tantissimi programmi per gli indigenti che si sovrappongono e non riescono a raggiungere le persone veramente bisognose, mentre spesso vengono erogati a famiglie che non ne hanno necessità.

3) Avrebbe un alto valore simbolico. I compensi scandalosi di politici, ex politici e alcuni dirigenti pubblici, per quanto nel loro complesso non enormi da un punto di vista macroeconomico (ma neanche piccoli, come vedremo), generano cinismo, distacco e risentimento tra i cittadini.

4) Anche se non si vuole applicare una politica di rigore adesso, è importante segnalare ai mercati, agli altri paesi e ai cittadini che il processo è partito. Altrimenti, siamo alle solite: “Ora non è il momento, lo faremo tra due anni”. Ma tra due anni saremo di nuovo allo stesso punto. 5) Infine, bisogna creare spazio per ridurre le tasse il più possibile, ora.”

Tra il 2014 e il 2016 ci sono state minori spese per circa 25 miliardi e maggiori spese per più di 20. In totale la spesa netta è diminuita di 4,5 miliardi circa, un importo pari allo 0,3% del pil.
Attenzione, però, anche al fatto che i trasferimenti verso gli enti locali si sono abbassati (e questo rientra nelle minori spese), ma ciò può essere compensato da aumenti di tasse e tariffe locali. Infatti escludendo i trasferimenti agli enti locali, la spesa netta è maggiore di 662 miliardi.
In questi calcoli non sono considerati gli 80 euro di bonus perché contabilmente sono un aumento di spesa, ma concettualmente equivalgono a un taglio di tasse.

DEBITO PUBBLICO E INFLAZIONE
Poiché la stragrande maggioranza del debito pubblico esistente non è indicizzato all’inflazione, un altro modo per ridurre il valore di mercato del debito pubblico è un aumento a sorpresa dell’inflazione attesa che faccia aumentare il tasso di interesse nominale e faccia diminuire il valore di mercato del debito pubblico. Per semplicità ignoriamo questo canale, che è molto meno rilevante in questo periodo di bassa inflazione e di banche centrali indipendenti. Tecnicamente, il disavanzo è uguale al cambiamento del debito netto del settore pubblico, cioè del debito meno le attività. Ma le attività del settore pubblico variano meno delle passività, e sono molto difficili da valutare a prezzi di mercato.

Ricordiamo che l’art.81 della Costituzione prevede già il pareggio di bilancio.

TAGLIO DI 50 MILIARDI?
Di quanto tagliare la spesa pubblica? Ipotizziamo 50-60 miliardi.
Perché 50-60 miliardi? Assumiamo che nel 2015 il disavanzo di bilancio fosse 0 e il debito pubblico 2000 miliardi, e che nel 2016 le tasse scendano permanentemente di 80 miliardi; il disavanzo sarà di 80 miliardi nel 2016, nel 2017 ecc. Assumendo per semplicità un tasso di interesse pari a 0, il debito pubblico aumenterà di 80 miliardi ogni anno. Dopo 3 anni, nel 2018, sarà aumentato di 240 miliardi, a 2240 miliardi. Per riportarlo al suo livello originario di 2000 miliardi, sarà necessario generare un avanzo di bilancio; se per esempio l’avanzo di bilancio è di 30 miliardi, ogni anno il debito pubblico scenderà di 30 miliardi, e nel 2026 sarà tornato a 2000 miliardi. Per generare un avanzo di bilancio di 30 miliardi sarà necessario ridurre la spesa di 110 miliardi. Nel frattempo, però, il Pil aumenterà, si spera; quindi per riportare il rapporto debito/Pil al livello originario potrebbe essere sufficiente un taglio di spesa inferiore a 110 miliardi. Tuttavia, anche il tasso di interesse a cui si accumula il debito pubblico non sarà, rea­listicamente, 0 per molto tempo. Da qui la stima “spannometrica” di un taglio di spesa di 50-60 miliardi.

 

EVASIONE FISCALE E PRIVILEGI DEI DIRIGENTI PUBBLICI
La riduzione dell’evasione fiscale e dei privilegi della classe dirigente sono cose sacrosante ma che non spostano i termini numerici del problema. Parliamo di uno o due miliardi su 800.
Sarebbe giusto ridurre i privilegi dei dirigenti se ci fossero discrepanze con gli altri paesi, più efficienti, nell’ordine di più di un tot per cento, facciamo il 5. In Italia ci sono discrepanze in alcuni settori di oltre il 50 o il 100 per cento.
Toccare i privilegi delle elites in modo generalizzato permetterebbe di rendere accettabili i sacrifici imposti alla popolazione, di favorire l’iter parlamentare (ti chiedo di ridurti i privilegi, ma riduco anche i miei), di evitare l’insurrezione di una categoria che si sentirebbe colpita singolarmente nel caso la riduzione non fosse generalizzata (la categoria si presenterebbe all’opinione pubblica asserendo di essere minacciata da un complotto e di essere fondamentale per la democrazia o lo sviluppo o cosa vi pare).
È impressionante come ministri, direttori generali, funzionari non ci sentano da questa campana. Un tetto massimo di 240000 euro viene tacciato di incostituzionalità o di altro anche se comporta una riduzione della pensione futura di un migliaio di euro, per dire.

ESEMPI DI CASTA. Vedi il libro di Perotti. Ne potremmo riparlare.
Giovani funzionari.
Corte costituzionale
I deputati
La camera dei deputati
I vitalizi
I consigli regionali
La riforma costituzionale
Dirigenti regionali
Dirigenti sanitari
Gli organismi istituzionali regionali
Dirigenti ministeriali
Gli stipendi dei magistrati e i dipendenti pubblici con anzianità
Le auto blu
I diplomatici

 

L’autodiachia e l’autonomia regionale vengono usate come scuse. Gli stipendi sono ritenuti intoccabili.
La mancanza di personale è sempre la prima scusa anche nella sanità, nella scuola, negli uffici pubblici, eppure abbiamo uno dei settori pubblici più estesi d’Europa

 

LOTTA ALL’EVASIONE USATA PER AUMENTARE LA SPESA PUBBLICA
QUanta è l’evasione? Si tratta di stime, quindi non si può sapere, ma si può assumere che sia eccessiva.
Quanto è recuperabile? Nell’immediato poco, visto che i contenziosi possono durare anni.
Un paese di evasori tenderà a dare addosso a chi colpisce l’evasione, ritenendo che la sua colpa sia lieve mentre quella di altri, non trovati o non puniti, è ritenuta maggiore. In pratica gli italiani vogliono contrastare l’evasione altrui.
Un paese di evasori non voterà i politici che lottano contro l’evasione e i politici non vogliono perdere voti.
La riduzione dell’evasione determina un aumento della pressione fiscale. La distribuzione del pagamento delle tasse sarebbe più equa, ma chi le pagava prima non ne ricaverebbe vantaggi a meno che le entrate in più non siano usate per ridurre le tasse a tutti e quindi ridurre la pressione fiscale.
È credibile che la lotta all’evasione porti a ridurre le tasse o ad aumentare la spesa?
Con il canone in bolletta diminuirà l’evasione, ma le risorse ricavate verranno tutte utilizzate per aumentare il bilancio della Rai che è già oggi ben superiore a quello della Bbc. La lotta all’evasione è servita per aumentare una spesa già sovradimensionata.

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