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Lo stupore delle prese elettriche

Dialoghi tra Boldrin e Felice su cause e storia del declino italiano

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Uno

Due

Tre

 

Sbobinature del primo e del terzo video.

Boldrin Felice Cause del declino (1)

 

Tra i due terzi o tre quarti di econ ital è controllata dal ceto politico attraverso il potere pubblico, dice boldrin

 

Felice dice che una quota controllata dal pubblico bisogno considerare le imprese pubbliche e quelle indirettamente controllate ma non vedeva quella cifra.

 

Boldrin come è arrivato a quella cifra?

Conti economici nazionali. Dati istat. Crescita pil nominale 2015 2018 sarà stato 100 miliardi conto economico risorse impieghi pil a prezzi correnti

Pil 2015 1600 1700mld a prezzi correnti.

Spesa pubblica prestazioni sociali in natura e denaro conto consolidato amm.ne pubblica (sempre da risorse impieghi-pdf da sito istat, conto consolidato ammne pubblica sono i soldi che lo stato italiano nelle sue articolazione controlla)=. Lo stato spende 827mld, circa il 50% del pil èoi oscilla tra 43 e 49. Abbiamo 2% di deficit circa. Se sommiamo pressione fiscale più deficit arriviamo a circa il 50%. Questa spesa viene finanziata con entrate. Le entrate sono tutte o quasi nel valore aggiunto (a parte la produzione vendibile per 37mld), sono pezzi di va, di pil, che nonminalmente vengono prodotti dal lavoratore ma su cui lo stato italiano esercita diritto di proprietà (ritenute alla fonte,pensate allo stipendio lordo). 

Secondo punto: nel pil privato c’è abbondante presenza di imprese controllate dallo stato. Avendo voglia potremmo vedere i conti economici controllati dallo stato. Più semplice guardo gli indici di capitalizazione di borsa del 2019. Il totale quota 592 miliardi, due mesi fa. Enel, eni, pèubbliche, abbiamo 116mld su 500mld. 20% di borsa it con due imprese. Poi

Intesa san paolo è privata o pubblica? Chi lo sa. I presidenti sono stati ex politici (chiamparino ecc). Lasciamola al privato. Poi ci sono privati veri. Poi snam, pubblica. Poste, pubblica. Terna, pubblica. A naso sono 35 40% della borsa italiana capitalizzata è data da aziende il cui pacchetto di controllo è sostanzialmente di mano pubblica. Lasciamo fuori le banche anceh se per me sono di controllo politico. Per avversione alle fondazioni.

Ora le aziende quotate in borsa faranno meno del 30%. Aggiungo 12% (30% del 40%) arrivo a 62. 

Poi c’è la nuova iri, la cdp. Andiamo a vedere cosa controlla questo gioco. Non sappiam ochi li nomina cosa fanno cosa sono. Alcuni sono bravi altri boh. A naso fanno un 5% del pil. Siamo a 67.

Non so stimare poi un’altra cosa. Fabiano Schivardi gli ho chiesto, ha studiato altro fenomeno affascinante dell’economia italia, società partecipate regioni cercate in google. Andate a guardare. Questi controllano tutto, acnhe la vendita di preservativi. Cosa farnno di pil non so ma aggiungiamo 8%. Arriviamo a 70%. Quindi lower bound 50 upper bound 70. 

 

Felice

Mio share. Annuario statistico italiano. Valore aggiunto e pil per attività economica. Tavola 12.3 valore aggiunto a prezzi base. 

Ammne pubb 247mld su val agg, 17% dirett da stato, poi tutta la parte controllata indirettamente (eni, enel, cdp, partecipate). Su questo arriviamo al 35 40%. A questa cifra tu boldrin sommi le tasse, pressione fiscale, facciamo 44%. Di questo va, dici boldrin, una parte la prende lo stato come tasse e un’altra è prodotta direttamente e indirettamente dallo stato.

Secondo me sommiamo due cose diverse. Quale pil è prodott da privati e quale da pubblico? Dopo, del pil prodotto, una parte va come tasse. Verrebbe più o meno alto anche in altri paesi. La francia e la svezia verrebbero valori più alti.

75% del pil controllato dalla politica, chi legge crede che italia sia un paese di socialismo reale. 

Parliamo di intervento pubblico nell’economia e di pressione fiscale in modo separato.

Ita ha quota di imprese pubbliche alte, alitalia va male, cdp è opaca, pressione fiscale è un’altra cosa.

 

Boldrin

Non faccio questa operazione, se no farei un double count.

Tavola 12 3 è il conto delle risorse. Abbiamo qui amm.ne pubblica, parte più grossa dei servizi controllata dallo stato

Tutto il resto teoricamente è privato, anche se comprende enel eni ecc.

Dal calcolo delle risorse ho 247 mld, (se calcoliamo a prezzi di base e a prezzi di mercato è diverso perché ci sono i non venduti le imposte sui prodotti, o faccio 247 diviso 1400 o 420 (aggiungo 179) diviso 1700). Aggiungo poi enel ecc. Arriviamo al 40%. Come è che boldrin arriva al 70%. 

Questo valore aggiunto, tutti i valori qui colonna 2017 sono prezzi di mercato.

Tutti questi valori qui sono prezzi di mercato. Questi valori non sono a disposizione del mercato. Una parte di questi valori (tutti automaticamente (presi tra il privato e non tra ammne pubblica) sono estratti attraverso iva imposte indirette accise ecc dallo stato. Farlo anche su pubb ammne sarebbe double count

Quella parte è di fatto controllata dallo stato. La composizione settoriale, la composizione del va, i prezzi relativi sarebbero ben diversi se lo stato estraesse quantità diverse di tassazione diretta indirette contributi da questi valori qua.

Dove va questa roba che manca? Va ad aggiungere quel 40%. Andiamo al bilancio inps. L’inps lì non c’è. L’inps mangia 500 mld l’anno. Un terzo del pil, circa. Per boldrin è legittimo perché mostra il potere della politica, ci sono posti di lavoro che vengono spostati dalla politica. Il sig tridico sposta oggi 500mld di dollari e è stato messo lì da un politico comico e da un’associazione. 

Sì la svezia e la francia non hanno quelle stesse imprese (francia ha privatizzato, funz meglio impr pubb, non salva alitalia, ha poi press fisc e spesa più alte, la svezia non ha così tante impr pubb ecc). Non è così in spagna.

 

Poi dove li mette, elefante nella stanza che non abbiamo ancora detto. 

La composizione dei prezzi relativi sarebbe diversa se lo satto estraesse 

 

Felice

Sommi il pil prodotto e quello impiegato e poi la spesa per pensioni.

Problemi per lui: ammne pubb è inefficiente, a parte la spesa. Per le pensioni sono tendenzialmente d’accordo.

 

I salari netti, dice boldrin, sono bassi a causa di elevata pressione fiscale associata allep ensioni. 

 

Boldrin. Unica cosa per ridurre la pressione fiscale e alzare i salari dei giovani è tagliare le pensioni. 

 

Felice. Il problema pensionistico è risolto da fornero in prospettiva.

 

Boldrin. Il problema non è risolto dalla riforma fornero. Poi abortita con quota 100. Vedremo quanto provvisoria sarà. La riforma di elsa andava nella direzione giusta ma era parziale. Le pensioni in un paese simile demograficamente al nostro con reddito procapite e prod identici al nostro come la spagna viaggiano attorno al 10% del pil. Da noi viaggiano nonstante la riforma al 16. 

Nel 2030 2050 la situazione sarà riallineata agli altri paesi , dice felice riportando la fornero

 

Boldrin: il 2050 è molto lontano. Forse nel 2050 italia sarà a livello di altri paesi ma non i virtuosi grazie alla dini. Se comunque sarà riallineata si sarà verificato in maniera totale il furto intergenerazionale. Cioè. Nel 2050 2060 chi va in pensione con piu di 40 anni di contributi è chi oggi ha 25 anni e riceve stipendi netti super tassati con contributi enormi per pagare i pensionati di oggi. Allora riceveranno pensioni miserrime. Per effetto della riforma fornero e di quella dini che andava a regime nel 2035. Comunque stiamo ragionando sulla situazione economica di oggi. Il 2050 è tra trenta anni. Dobbiamo pensare a oggi, con i giovani che non trovano lavoro e l’economia ferma da 25 anni e le cause. Pensare a tra trenta anni quando avranno massacrato le giovani generazioni, avranno costretto ad andare via i più capaci, non è una soluzione. 

Esproprio dei redditi di lavoro che i pensionati fanno da trenta anni.

 

Felice

Per me non è il probl più importante ma come lo risolvi?

 

Bolrdin

Taglio le pensioni a chi le ha. Non è vero che è incostit. La corte ha detto se volete toccare le pensioni non potete farlo a pezzi e bocconi, tagliando in modo disuguale soggetti uguali giuridicamente. Puoi fare calcoli retroattivi. Lo devi fare in modo equilibrato e rispettando l’uguaglianza. Non esiste il diritto acquisito anche perché se ci fosse non ci sarebbe poss di riforma fiscale mai. Se viene acqu la pensione sarebbe anche la tassazione ogni volta che faccio investimento. Non potresti cambiarmi le aliquote su casa dopo che ho fatto investimento, per esempio. 

Ci sarebbe il dir acq se ci fosse contratto privato. La tua pensione è determinata da un atto politico.

 

Dati di fatto. In spagna è stato fatto. Attraverso sistemazione di parametri e ricalcolo. Ci sono maniere delicate di farlo

La povertà tra i giovani cresce, i salari sono più bassi delle pensioni, il reddito naz viene trasferito sugli anziani, questo redd grava su azeinde e lavoratori e ne cambia il comportamento. 

Felice: sono dati di fatto ma è non politicamente fattibile.

Boldrin: in spagna l’hanno fatto, comunque Poi politicamente è diverso

Felice: hanno anche diminuito gli stipendi dei dipendenti pubblici. Una cosa secondo me non passerebbe.

Boldrin. Questa è una causa del declino. Poi politicamente non sarà fattibile per cultura, politica, corti costituzionali…

Il peso delle pensioni da 30 anni ha distorto le scelte di investimento e di scelta di lavoro e ha avuto delle conseguenze notevoli. Poi facciamo finta che vada bene. I giovani lavoratori che vogliono essere qualificati e non vogliono farsi rubare gli stipendi dai pensionati scappano.

 

Felice. Il grosso problema dell’italia è il peso. Il rppoblema della spesa pubblica è che abbiamo spese per istruzioni, ricerca e sviluppo tra le più basse. La pa funziona male pur non essendo complessivamente ben pagata. Questo anceh perché una parte cospicua va in pensioni. È diverso da dire che il pil è controllato dalla politica. Abbiamo pressione fiscale elevata con evasione elevata. Tassa poco la rendita. Tassa più il capitale e il lavoro. A fronte di una spesa male impiegata. Nel discorso ci stanno anche le pensioni. Fattori che frenano la crescita del pil: bassa res, infrastrutture scarse, pa che non funziona. Visto che toccare le pensioni è infattibile politicamente e che in prospettiva sarà risolta inviterei per risolvere il declino ad affrontar i temi di istruzione, innovazione, riequilibrio del carico fiscale, pubblica amministrazione…

 

Boldrin. Ok tra trenta anni forse le pensioni non conteranno. Dal 1985 a oggi ci sono le pensioni. Tu hai fatto elenco per cui lo stato spende poco ma abbiamo pressione fiscale tra le maggiori di europa. Come è che chi ha una pressione fiscale così alta e un numero di dip pubblici non così alto, si spende poco in istruzione ricerca infrastrutture? La risposta: si spende troppo in pensioni. 

È vero che si spende poco relativamente in quelle cose (poi in infrastrutture si spende a livelli tedeschi olandesi inglesi mentre spagnoli francesi hann ospeso di più ma risultato è pessimo). Abbiamo comunque pressione fiscale e deficit superiori. L’effetto bilancio deve esserci: spendiamo troppo in pensioni. Quelle sono la causa.

Dipendenti pubblici: ci sono due categorie. Quelli privilegiati (difesi dei sindacati) e confrontati con quelli del privato, visto il pil e i salari dei lavoratori italiani, i salari dei dip pubblici fortunati (3,5mln) sono alti. Poi ci sono i non privilegiati. I fatti questi sono. Vedi articoli di manfredi ecc.

 

Felice. Anche io scrivo queste cose. Il messaggio è c’è troppo stato e bisogna tagliare le pensioni? Il problema per me non è che bisogna tagliare quelle ma che lo stato funziona male. Se parti da stato controlla pil basta ridurre pressione fiscale, spesa ecc.

Per me il discorso è invece di troppo stato riformiamo lo stato e rendiamolo all’altezza degli altri paesi avanzati. Come riformare? In quali settori? Va fatto in un modo meno drastico.

 

Boldrin. Otto paper delle pensioni. Gruppo nba internazionale di pensioni. Conobbi la fornero perché scrivemmo unico report su sistema pens italiano. Lasciamo stare le valutazioni politiche. Come puoi redistribuire il carico? Come fai a redistribuire la spesa? Senza aumenatre la tassazione? Poi possiamo discutere su cause del declino, che non sono solo pensioni e spesa pubblica.

 

Felice. Come intervenire adesso? Evasione fiscale. Riequilibrio della pressione fiscale. Le risorse poi sono scarse. Buttiamole su spesa pubblica. Su innovazione tecnica, secondo il modello tedesco. Creare iri della conoscenza. Mettere in connessione le imprese private, piccole e medie. 

 

Boldrin. Suggerisci più tassazione, più spesa.

 

Felice. Suggerisco migliore tassazione, migliore spesa. 

 

Boldrin. Sono 50 anni che la sx italiana straparla di lotta a evasione. Risultati e misrue adeguate zero. Tolleranza a evasione dove governa è totale. Ammesso che evasione scenda a livelli tedeschi, cioè si recuperasse un 10% addizionale di pil (160mld da tassare, 40%, una cintuantina di miliardi recuperati). Questi miliardi sarebbero compensati da riduzione di imposte da altro lato o aggiunti alla spesa?

 

Felice. Li userei in parte e in parte. Ridurrei le imposte sui fattori produttivi e spenderei da altra parte. Poi tassa sulla rendita. Tqsse prima casa web tax lotta evas 10 20 mld da dare a pa x giovani istruz ridurre tasse. Sentiero di crescita.

 

Boldrin. 

Aumentare la pressione fiscale. Tassare i giganti sono scemenze. I politici possono dirlo. Amazon paga stipendi. L’Europa politica è impazzita perché da anni ha perso il treno dell’internet. Le aziende di internet sono nate negli usa e si sono espanse. L’Europa dovrebbe riflettere sul perché ha perso quel treno. Ora è ossessionata dal riuscire a tassarne i profitti. Non che non paghino le tasse, pagano iva, i valori aggiunti, imposte sul reddito e contributi sociali dei loro dipendenti. Hanno pochi dipendenti? Sono bravi. Al contrario di alitalia che profitti non ne fa e fa pagare le perdite. 

 

Felice.

Dovremmo liberarci di alitalia. Non si può pagare un’impresa che non funziona. Le imprese pubbliche hanno senso dove possono sostiuire in modo altrettanto efficiente il privato. 

Il capitalismo pubblico italiano quando ha funzionato, anni 50, ha fatto anche aree di eccellenza. In un sistema dove le imprese sono medie e piccole e hann odifficoltà a fare ricerca, si deve incentivare la ricerca con qualcuno.

Poi problema di intervento pubblico in settori strategici.

Far pagare le imposte a chi non le paga, a gli immobili, ai giganti del web che pagano imposte basse in europa dove hanno un mercato enorme.

In europa capitali e lavoro circolano liberamente ma non c’è tassazione uniforme e ci sono piccoli paradisi fiscali in lussemburgo olanda irlanda…

 

Boldrin

Stai facendo un comizio comunista. 

 

Felice

Anche liberale.

 

Boldrin

Ok stiamo sul tecnico.

Il tuo comizio non affronta nessuna crisi. Dice che bisogna aumentare le tasse.

Tecnicamente. Discutiamo. La concorrenza fiscale secondo cui tutti tassano uguale come l’italia perché italiani vogliono tassare tanto è folle e politicamente i paesi europei diranno cippiripi, spagnoli per primi. Spagnoli che hanno dieci putni di pressione fiscale più bassa. Volete suicidarvi? Fatelo ma noi non vogliamo la pressione fiscale italiana.

 

Partiamo dalle cose in comune.

Le pensioni tra trent’anni pagano i giovani adesso anche allora. Tra trenta risolva la crisi di adesso?

 

Facciamo un punto, poi andiamo avanti in altre puntate.

 

Come lotti contro evasione fiscale? Che è concentrata in certi posti, territorialmente settorialmente e cosa la determina. Sai le caratt dei paesi con pressione simile e evasione più bassa, come svezia dove oggi la press sia più bassa e evasione più bassa. 

Esistono piani. Più polizia? Più agenzia? Più cosa?

In prop al pil è concentrata nelle partite viva.

 

Boldrin. È dalla rag dello stato è concentrata al sud, in imprese microscopiche delle regioni del sud. Come si combatte l’evasione fiscale nel settore turistico, dove è diffusissima specie al sud? Nei ristoranti, nei piccoli alberghi^ quale sarà la conseguenza in quei territori della lotta all’evasione?

Come pensate di combatterla? 

 

Felice

Come è stata combattuta in portogallo o piano visco. Incentivi a non usare il contante. Tracciabilità. Non so quanto saranno costretti a chiudere.

 

Boldrin

Evasione fiscale dipende dalle dimensioni dell’impresa. È determinata dalle microimprese. Non c’entra il contante. In usa l’evasione è un quinto di italia e il contante è libero e tutti lo usano.

 

Felice

È questione di mentalità e di controlli. Con incentivi e norme si modificano. Con volontà politica di farlo.

 

Polizia e controllo, se paghi con carta di credito hai incentivi fiscali, tributaristi dimostrano che porterebbe a disincentivi e alterazioni di prezzi. Dario stevanato, argiolas hanno scritto su questo.

Sconti fiscali hanno funzionato in tanti casi. Chiedo la fattura al dentista perché scarico. 

Dovremmo scaricare le spese di turismo e ristoranti? No, lì ci vuole il controllo.

Idraulico scarichi dal reddito. Consumo da non sottoporre a tassazione sul reddito? Da fare sconto se paghi con carta di credito. 

Se reddito disp meno consumi uguale risparmi. Se i consumi non li tasso ne segue che irpef viene applicata solo su reddito che consumi non con carta di credito cioè risparmio. 

Se incentivo funziona farai tutte le spese in carta di credito. Ne segue che viene tassato il risparmio. Sembra un’ottima cosa a Felice. Spingi a consumare. Come fai a investire se non risparmi? 

Stai rendendo il risparmio meno conveniente rispetto al consumo. Se avviene a parità di gettito se riduco irpef su consumo devo aumentare gettito su risparmio. Devi vedere recupero di evasione. 

Liberioltre boldrin felice

Le cause del declino III 1980 oggi

L’Italia aveva fatto il catching up, aveva avuto recuperi di produttività.

Anche il nordest aveva del capitalismo tradizionale e un po’ di industria pubblica a fine anni 60 ma non era un motore. Anche in Emilia Romagna ecc.

Anni 70. Crescita fondata su inflazione, svalutazione, debito.

L’Italia sceglie di entrare nello SME

Anni 80. Si introducono dei correttivi per ridurre il tasso di inflazione. Se si confrontano i dati con gli altri paesi europei, si vede che l’inflazione resta doppia. Il saldo primario del debito resta negativo fino a metà anni 80. L’Italia continua un modello che si fonda su svalutazione e debito.

Boldrin.

Anni 70. Fenomeni di crisi. Domanda salariale, che da un punto di vista storico è ragionevole. La crescita si fondava su bassi salari e tassi di profitto piuttosto alti. Pragmaticamente non c’è catching up solido che non finisca come in argentina se non c’è una fase originaria in cui l’adozione di tecnologie avanzate e passaggio da agricoltura a industria i salari si tengono bassi, la produttività si alza, i profitti crescono. Poi con piena occupazione si alzano i salari.

Felice

Gll imprenditori privati ancora investivano molto negli anni 50. Si ferma nel ‘62

La risposta imprenditoriale è miope. Il sindacalismo si radicalizza. Il lavoro fa delle richieste fuori dalla logica di mercato. Si fa l’accordo su punto di contingenza del ‘75. Si svaluta e si compensano le aree di disagio sociale col debito pubblico.

A rileggere oggi si trova una follia da ambo le parti: imprenditori e sindacati. Si pensi a Piazza Fontana, stragismo, salario come variabile indipendente, borghesia che a qualsiasi richiesta diceva che c’era comunismo russo. Ok, c’erano i gruppi e il pci ma l’atmosfera è fisiologica che ci siano grandi imprese, lavoro omogeneo, sindacato, contrattazione. La contrapposizione ideologica bloccava il paese. I democristiani non hanno in mente di dire di fare altrimenti. Non hanno autorità per paura del pci. E in tutto questo il sud viene lasciato fuori. Lo scontro sociale è nel centro nord. La scelta democristiana è di comprare il sud con debito pubblico e assistenza.

Nel sud si fa impresa pubblica in settori fallimentari. L’idea di industrializzazione top down non funziona più.

Negli anni 80 tutto ciò si accentua. In Calabria molti di quei fondi iniziano a essere intercettati dalla malavita. La ndrangheta fa parte del governo sociale. Cresce negli anni 70 con i finanziamenti pubblici per infrastrutture ed edilizia. In Campania torna la camorra col contrabbando negli anni 60 e poi diventa la nuova camorra che cresce molto coi finanziamenti pubblici.

Il divorzio tesoro banca d’Italia.

È una risposta alla situazione inflattiva.

Prima del divorzio la banca d’Italia comprava obbligatoriamente titoli emessi dallo stato. Si emetteva debito e inflazione. Si compensa il debito con l’inflazione. Aumenta la massa monetaria. Aumentano gli interessi. Il processo si rinforza. L’Italia ha delle crisi del debito, dell’oro alla bundesbank.

Bisognava fare il divorzio per stare nei parametri di oscillazione.

Con quel divorzio il debito è costato di più perché si dovevano pagare più interessi, dicono i Bagnai. Esiste un divario tra il saldo primario e il saldo con gli interessi. Questo però non è vero. Il divario in realtà si manifesta nella seconda metà degli anni 70 come conseguenza delle scelte inflattive. Il divario aumenta di poco dopo il divorzio.

La vera uscita della banca d’Italia avviene più tardi quando peraltro il gap si contrae ancora di più.

Il problema è che dopo il divorzio ancora per sei sette anni il saldo primario continua a essere negativo. Il debito continua a crescere al netto degli interessi. Invece evitare il divorzio c’avrebbe fatto finire come l’Argentina. Si sono fatti dei tentativi di uscire da quel modello di sviluppo ma sono stati incompleti e timidi fino al ‘92.

Anni 80. Crescono i distretti, favoriti dalla svalutazione della lira. Applicavano meno le normative salariali, sindacali, fiscali. C’era anche il savoir faire. Si rafforzava un sentiero di specializzazione dell’Italia verso settori a basso valore aggiunto, che richiedono bassa istruzione e si fondano su piccole imprese. Settori poco innovativi. Sistema istituzionale coerente attorno a questo. Bassa mobilità territoriale del lavoro. Tutto ciò comporta la produttività che via via si ferma.

La scelta di certi gruppi sociali di mantenere lo status quo porta a un modello che è possibile vedere ex post. Non è una scelta consapevole. Forse il mondo del CAF è consapevole della relazione tra svalutazione, tenere in piedi piccole imprese poco innovative che riducono i salari grazie all’inflazione e tengono in piedi la società con grande spesa pubblica.

Scalfari grandi danni.

Andreatta era uno dei pochi democristiani che sapevano che l’Italia si sarebbe tenuta fuori dal mondo continuando con la scelta degli anni 70. Formica voleva continuare a spendere senza controllo.

Non vi fu comunque divorzio nell’81. Vi fu uno scambio di letter edi intenti tra ministri. I socialisti non ci stavano. Il conto di tesoreria aperto restò fino a metà anni 90. La fissazione di rendimenti massimali durò fino a fine anni 80.

Nell’81 successero altre cose. I tassi salirono in tutto il mondo. Per Volcker. Che dice che per bloccare la follia della spesa più inflazione è dire chiaramente che la banca centrale non accomoderà con emissione di moneta la spesa pubblica a ciclo continuo. Lui fa stretta monetaria. Con la potenza del dollaro si allineano le banche centrali del mondo.

C’è un articolo di Blanchard su questo.

I paesi che hanno un forte debito vanno in crisi, come il Messico. Il meccanismo viene bloccato. I tassi reali vanno su in tutto il mondo e l’inflazione si blocca. Il fenomeno viene comunque bloccato. In Italia il meccanismo di debito e inflazione continua in parte. Craxi era bravo come politico ma si inventa che la causa di tutti i mali sono il pci, la cgil, il punto unico, mentre lui alimentava debito pubblico e inflazione per comprarsi i voti.

Felice

Si dice che Craxi sia a favore del mondo delle piccole imprese. Ma cosa ha fatto per loro? Che riformismo ha fatto? Non ci sono state leggi organiche. Era lasciare andare. Chiudere gli occhi sull’evasione.

Boldrin

Craxi fu quella cosa che produsse il berlusconismo. È un fenomeno politico in cui certi gruppi sociali reagiscono al rischio di una sinistra politica che era confusa dal ‘75 in poi. Il comportamento del pci era folle, nel bene e nel male. Contraddittorio, incapace di riformarsi. Bisognava fare il partito liberale dei lavoratori. Ci fu una reazione di potere per chi si opponeva alla trasformazione: domanda operaia (da risolvere con svalutazione) e non innoviamo, non ci adattiamo al cambiamento del mondo e manteniamo lo status quo e il potere. Cresciamo nel breve periodo a danno dell’estero (svalutazione) e di chi verrà dopo (debito pubblico). A danno anche dei fondamentali della crescita italiana. Quella spesa pubblica non è andata a migliorare la pa, migliorare le infrastrutture, la ricerca, l’istruzione. Ha creato una mentalità inefficiente. In parte al sud è andata alla malavita. L’idea era di crescere scaricando sugli altri. Si faceva spesa pubblica distorsiva.

Le grandi infrastrutture non vengono modernizzate. Furono fatte prima. Si completano alcune cose.

È tutta spesa pubblica improduttiva. Sono gli anni della GEPI. Si spaccia intervento pubblico come salvifico e non è un intervento che stimoli nuove iniziative o infant industry, è mantenere in piedi col polmone artificiale vecchie aziende moribonde.

Anche il pci è incapace di fare un’opposizione di progetto, seria. È un’opposizione di principio, come fosse una chiesa. Già il compromesso storico è poco comprensibile, a parte il terrorismo. Fu una follia.

Il pci negli anni 80 è un pugile suonato. Non ha capito la crescita di metà anni 70. È terrorizzato dai gruppi degli anni 70 che aveva dentro elementi di modernizzazione. È terrorizzato dal colpo di stato. Si trova malmenato da Craxi e fa opposizione ideologica che esplode facendo di tutto con la questione morale. Nella quale è dentro e non fai alternativa di sistema con la questione morale. La sfida a Craxi la fai se ti stacchi sull’URSS.

C’era un legame sentimentale, mitologico, tra le persone e l’idea comunista, che ha ritardato questa svolta. Poi sono scaturiti pianti e sofferenze irrazionali e assurdi al momento della scissione.

A fine anni 70 discussione sullo stalinismo: un funzionario diceva che molti sono morti con il nome di Stalin. Allora sono morti male.

Il PCI fu il primo e più grosso populismo d’Italia. Aveva una visione mitica dell’URSS. Anche i populisti di oggi e anche i nazisti avevano una dimensione sentimentale, di appartenenza. Il PCI l’aveva e la gente vota questi al di là della misura economica. Per idealismo, senso di appartenenza, sentimento.

L’Italia ha vissuto i venti anni della grande trasformazione mondiale (anni 70 e 80, anni in cui nasce il pc, c’è grande scientificazione dell’attività economica, si passa dalla grande industria massificata a quella odierna) col vecchio incapace di capire che si difende mantenendo le posizioni che gli hanno dato crescita e felicità negli ultimi 40 anni da un lato; l’opposizione del PCI dall’altro, inadeguata e incapace (D’Alema, persona di cafonaggine unica che discetta di politica industriale, che ha studiato solo negli editori riuniti e straparlava in modo ignorante e capendo nulla di politica industriale, con un linguaggio copiato da altri). La borghesia italiana fu incapace di capire che la droga craxiana la porterebbe al disastro e non costruisce un’alternativa a quel modello che aveva funzionato prima (e che era diverso negli anni 50: investimenti privati e stato che funzionava bene, non si fondava su svalutazione e debito). Il modello si fondava anche sul fatto che c’era un pezzo gigantesco di Italia che non portava a casa i frutti del proprio lavoro (bassi salari e alti profitti, anni 50). Quando questo viene messo in discussione sia in fabbrica le classi dirigenti non sono in grado di rispondere. Le classi meno abbienti credevano nel comunismo e volevano la luna nel pozzo? Forse sì ma avevano contribuito al miracolo economico e le loro richieste potevano essere inglobate. Il pci avrebbe dovuto farsene carico, ma anche chi aveva il potere se ne fosse stato consapevole e capace.

La radice è lì.

Il resto è storia di oggi.

Dopo il ‘92.

La scuola non è stata cambiata.

Il mercato del lavoro non è stato cambiato.

La mobilità territoriale del lavoro non c’è stata.

La questione dei trasferimenti interregionali non è stata affrontata ed esplode nella forma ridicola della Lega e in questo esplodere di localismi.

Felice

Amato, Ciampi, Dini e Prodi.

Si pongono il problema di uscire da quel modello di sviluppo e cercano di fare delle riforme. Cercano almeno di entrare nell’euro. Le riforme di Treu sul mercato del lavoro sono significative.

Il problema della bassa produttività non è dato dal mercato del lavoro.

Boldrin.

Neanche per me. Il mercato del lavoro è folle, ma per altri motivi e ne parliamo un’altra volta.

L’articolo 18 era uno specchietto per le allodole per evitare di parlare di problemi veri. Il mercato del lavoro è un disastro pluricomposto. Da eccesso di liberalizzazioni e illegalità a rigidità folli nel settore pubblico (una volta il settore protetto). Anche nel pubblico oggi ci sono i protetti e i precari.

Felice

Negli anni 90 vedo un tentativo di una classe dirigente che cerca di cambiare i fondamentali dell’Italia e la porta nell’euro.

Una volta che l’Italia entra nell’euro questo consenso anche popolare per cambiare l’Italia si rompe. Come se l’ingresso nell’euro fosse stato il traguardo dell’Italia anziché essere il punto di partenza. Perché mette una serie di vincoli per cui o diventi come la Germania di oggi o sei fottuto.

La responsabilità è anche della sinistra che ha fatto cadere Prodi e il governo D’Alema è stato fiacco. Ancora più responsabile la destra di Tremonti e Berlusconi.

Ho scoperto che l’euro entra in vigore il primo gennaio 2002. Tremonti era ministro. Lui doveva controllare che non ci fosse il cambio mille lire un euro. Tre giorni prima dell’entrata in vigore Tremonti fa un decreto secondo il quale aumenta la puntata minima del lotto da mille lire a un euro. Il cambio lo ha fatto lui per decreto. Poi ha dato la colpa al mondo.

Ancora fino al 2007 c’era un periodo di crescita in cui l’Italia si poteva raddrizzare ma i governi Berlusconi cavalcano la narrazione secondo cui i problemi dell’Italia dipendono dall’euro o da altri e non affrontano i problemi. La depenalizzazione del falso in bilancio va contro. Non fa riforme. Tutto questo porta a Bagnai e poi a Salvini. La retorica di breve periodo che porta al populismo di oggi.

C’è un passaggio di testimone.

Boldrin

I tentativi di riforma erano deboli, parziali, poco politici. Su Amato abbiamo opinioni diverse. Esiste un pezzettino di borghesia, tra cui Ciampi o Draghi, che cerca di fare alcune riforme essenziali minime per tenere insieme il paese e ci riesce parzialmente. Con mille compromessi di cui si vede l’effetto.

Comunque c’è una borghesia confusa.

Lo dimostra già il paper di Giavazzi e Spaventa, Italy, the real effect of inflation and disinflation

Lì dentro, per quanto scritto da degnissime persone, c’è tutto. Il craxismo, la parte buona, la convinzione che il modello con cui ci si salva è quello lì. Legnare la parte produttiva del manifatturiero, fare inflazione, comprarsi i voti con la spesa pubblica, questo crea crescita con le esportazioni. È una versione elegante, educata, di una grande illusione nazionale che solo il 2008 ha un po’ smontato. L’illusione che quel modello potrebbe continuare.

Solo in seguito Spaventa e Giavazzi si sono resi conto della gravità delle crisi del debito pubblico. Non era ancora arrivato il ‘92. L’illusione che si potesse andare avanti a colpi di spesa pubblica.

Questi sono i motivi per cui sulle ragioni strutturali di fondo non c’è ascolto.

Gli ultimi 25 anni sono privi di storia. Dopo l’euro l’Italia si arrabatta. Non c’è cambiamento strutturale per scelta politica. Si accentuano l’assistenzialismo, i privilegi del settore pubblico, il vivacchiare sul mezzo punto di pil per dare spesa pubblica verso uno o l’altro. Nel frattempo il pezzo di Italia che sopravvive alle grandi crisi come quella del 2011 si mantiene da sola in Europa. Quella del cilindro attorno al Po che sta in Europa. È una minoranza del 20% della popolazione.

Non c’è una classe dirigente politica che può fare la storia. Fa molto spettacolo. Quello è il lascito di Berlusconi.

 

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