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Ma scrivi un po' cosa ti pare

Dieci cose sulle Olimpiadi invernali, magia compresa. Terza puntata.

 

1. Lindsey Vonn deve arrivare non prima del secondo posto mercoledì notte. Detto questo fa di tutto per essere eletta miss simpatia dell’Olimpiade, senza ironia. Ha sparso le ceneri del nonno sulla pista, ha umanamente sbagliato una curva nel supergigante lasciando sul campo una medaglia probabile, ha dichiarato che non è antiamericana (come le hanno scritto sui social) ma solo anti Trump, ha chiesto su Twitter di mandarle un messaggio per San Valentino visto che è single, si è detta delusa della mancanza di romanticismo che ha riscontrato: nessuno le ha scritto una poesia.

2. Michela Moioli è miss simpatia tra gli atleti italiani, superando anche Sofia Goggia. Inoltre può essere miss motivazione per il recupero della forma atletica di RR. Le sue frasi storiche: “La mia vita dopo l’incidente di Sochi la paragono alla scalata di una montagna: il panorama dalla cima è stupendo. Questo è il giorno più bello della mia vita. L’ho immaginato a lungo, anche mentre scendevo mi dicevo dai che ce la fai: è bellissimo”. “Guardavo gli atleti al villaggio con le medaglie, vedevo vincere la Fontana, e mi dicevo la voglio anche io la voglio anche io la voglio anche io”.

3. A me fa morire dal ridere vedere Tina Weirather che esulta, saltella, fa smorfie, si copre la bocca a ogni arrivo delle atlete in supergigante fino a che la Veith non la supera.

4. Le Olimpiadi stanno per ritrasformarsi in Ventiadi: il vento vuole tornare a essere la superstar. Incrociamo le dita affinché non sia così.

5. Sofia Goggia, che è fantastica così come è, goggiate comprese (ma se le riduce è meglio), fa dei viaggi con Viaggi Avventure nel Mondo. Se ci andate, può succedere che la incontriate. Anche se andate a casa della Vonn potreste trovarcela, ma dubito un po’ di più che vi invitino.

6. Domenica è stato il giorno in cui ho iniziato a fare i ritratti fotografici. Sì, non c’entra niente, ma volevo vedere se eravate attenti. Domenica è stato il giorno in cui gli atleti azzurri non hanno ottenuto medaglie, ma hanno rischiato il tutto per tutto. Sono caduti con onore i gigantisti De Aliprandini e Tonetti. Hanno sfiorato l’impresa i fondisti De Fabiani e Rastelli. Non mi è chiaro come mai si sia andati peggio a tecnica libera, con Salvadori e Pellegrino, ma sembra che i ritmi tenuti dal gruppo di testa fossero troppo alti. Riccardo Tonetti: “Non si può sempre pensare alla tattica. Mi avevano detto e sapevo di fare attenzione al punto in cui sono caduto. Ma quando sei lì è difficile seguire la tattica”.

7. Hirscher. Gli mancava solo l’oro olimpico per essere consacrato il più grande sciatore di tutti i tempi? Ne ha già vinti due. La Shiffrin rischia di soffrire di complesso di inferiorità.

8. Goepper. Vince il bronzo a Sochi in una specialità del freestyle, una roba che non seguo. Comunque va in crisi depressiva. Riemerge. Torna a gareggiare. Vince l’argento. Lo sport è spesso una cura.

9. Dorothea Wierer:”Ho di meglio da fare che rispondere a chi critica seduto dal divano guardando in tv il biathlon una volta ogni quattro anni”.

10. Un inviato di Eurosport racconta le giornate olimpiche attraverso un diario più o meno umoristico. Riporto questi due paragrafi, che non sono ironici ma spiegano perché valga la pena fare i viaggi per seguire in diretta gli sport olimpici.
“Tutto ciò, però, appunto, mi ha permesso di arrivare a scoprire l’altro lato della medaglia dell’Olimpiade. Quello più vero. Quello più ruspante. Quello più bello, oserei dire. Perché se di contorno qui dentro ci si muove esattamente come su qualsiasi altro grande evento internazionale – restrizioni, limiti, uffici stampa, divieti, problemi su problemi su problemi – dall’altro lato la magia è data dagli atleti. Atleti che escluse rare eccezioni, sono superstar della propria disciplina, ma che come tali non si comportano. Sono esattamente come noi: sereni, sorridenti, alla mano. Che per uno che viene dal controllatissimo mondo del tennis e dal pompatissimo mondo del calcio, lasciatemelo dire come lo vorrei dire, è una gran figata.

Federico Pellegrino, Arianna Fontana, Valentina Marchei, Michela Moioli, ma anche super big tipo Shaun White o Mikaela Shiffrin. Gente normalissima che fa cose straordinarie e non se la tira nemmeno un po’. Chiacchere reali, rapporti più semplici. In due parole? Atmosfera vera. Al netto di questo, il ritardo, oggi mi ha fatto incrociare le strade di Michela e la sua famiglia, ripresentatasi poi sul serio questa sera a Casa Italia per la celebrazione in pompa magna del secondo oro azzurro di questa spedizione e pronta per davvero a fare festa. Festa che una volta smaltito l’infinito giro di interviste non ha levato a nessuno la voglia di farsi altre due foto, altre due chiacchiere, altre due risate. Da nessun’altra parte mi era mai successo in carriera. L’Olimpiade la fanno davvero gli atleti e il loro spirito. Ed è per questo, probabilmente, che la sua magia sopravvive intatta anche a tutto ciò che gli sta intorno.”

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