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Lo stupore delle prese elettriche

La mia presidenza per un cavallo!

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Un po’ di cose sulla serie tv: “Le mie elezioni americane”.

  1. Una partita di cricket dura meno
  2. Seguire per quattro giorni le live dei canali tv americani su Youtube è stato divertente, grazie agli anchormen. “Torniamo a trentasei anni fa in Georgia e con ciò mi riferisco a ieri l’altro”.
  3. La differenza tra giornalisti cani da guardia e giornalisti zerbini da guardia sta anche nel fatto che se il politico dice delle stronzate viene interrotto perché “ciò che dice è fattualmente non vero e non supportato da prove” oppure (forse meglio) dopo il discorso viene subito chiarito, per esempio, che “non è nei  poteri di Trump rivolgersi alla Corte Suprema per bloccare il conteggio dei voti”.
  4. Giornalisti italiani come Molinari e il copiatore seriale Rampini hanno detto che i Democratici non hanno guardato all’America profonda, intendendo la rust belt e dimostrando di essere rimasti fermi al 2016. Sono tornato a seguire i talk show americani che parlavano di ritorno del blue wall. I dati e la realtà contro i pregiudizi e la narrazione.
  5. Comunque  avere seguito quasi per niente i media italiani e ancora meno Twitter è stato salvifico. 
  6. Il parassita Salvini ha un nuovo ruolo, attribuitogli dall’Independent: la cheerleader italiana di Trump che diffonde notizie false. 
  7. I giornalisti di Fox News hanno cercato di spiegare a Trump che ha perso ma comunque è stato bravissimo e  riceverà un gelato se farà il bravo.
  8. Non è la vittoria della democrazia la vittoria di Biden. Non sarebbe stata la morte della democrazia la vittoria di Trump.
  9. Chi ha vissuto in qualche forma di socialismo reale non vuole più sentirne parlare: chiedere ai molti latinos che hanno votato Trump solo perché ha propagandato Biden come socialista, il che è peraltro assurdo. 
  10. Una certa Laura Ingraham su NBC sta dicendo che ai controllori repubblicani è impedito accedere ai luoghi dove avvengono gli scrutini. Interviene l’inviato e dice: “Non è assolutamente vero: sono a fianco dei controllori democratici”. Chissà se l’inviato italiano di turno avrebbe contraddetto la narrazione in favore della realtà.
  11. Le falsità oggettive pronunciate da Trump sono state debunkate e derubricate come tali subito dai media americani. Non sono lasciate correre per fare spettacolo o audience o lecchinaggio come sarebbe successo in qualsiasi talk show italiano. 
  12. “Che sta succedendo?”. “Niente, ma è spettacolare”.
  13. I pecoroni che vanno dietro al leader qualunque cosa dica che rispetto di loro stessi hanno?
  14. Ci sono anche gli sciroccati che si lanciano in teorie complottiste e non ho tempo da perdere con loro e il loro quoziente intellettivo.
  15. Una signora su Twitter:”Nessuno ha notato l’anomalia dei voti postali?”. Un’anomalia presente da sempre? Perché parlare rivelando la propria ignoranza?
  16. La folla è folle. Tutti a cantare e ad assembrarsi. Però è bello vedere le scene di vittoria.
  17. Alla Cnn non sapevano più che sinonimi trovare per dire: “Biden è lì lì”. Biden eyes 270, Biden on the brink of victory, Biden on the verge of 270. Biden converges asymptotically to 270.
  18. La conferenza stampa finale sembra che sia stata fatta nel parcheggio di una ditta di giardinaggio chiamata Four Season per un errore. Chi ha prenotato forse pensava all’hotel.
  19. Ma Rudy Giuliani una volta era un tipo a modo. A modo suo, ma a modo.
  20. Tre giudici hanno già archiviato le richieste dei Repubblicani per “No evidency”.
  21. Nevada Attorney General Aaron Ford on CBS responding to Trump campaign: “This six-page complaint that they filed late last night is, in a word, garbage”
  22. I militari hanno tenuto buono Trump durante il suo mandato e appena si è presentata loro l’occasione hanno votato per Biden.
  23. Biden ha vinto anche nel voto popolare. Sono decenni che i Repubbilcani non vincono nel voto popolare.
  24. Biden ha riportato ai Democratici pezzi di Rust belt e luoghi come la Georgia e l’Arizona. Mica pizza e fichi.
  25. Comunque Trump ha ricevuto oltre settanta milioni di voti. Ha fatto anche cose buone. 
  26. C’è un mondo ancorato a un passato che non esiste più. C’è una nuova geografia del lavoro. Ci sono città che raccolgono capitale umano e aziende ad alto valore aggiunto e quindi investimenti, iniziative, progresso, lavori qualificati, servizi. Le città aggreganti floridificano. Una volta la fabbrica, la scuola, l’ente pubblico, lo stadio, il sistema di vita della città era riproducibile in forma ridotta nei paesini di montagna o di campagna. Oppure la campagna si specializzava in settori diversi e comunque c’era uno scambio. Prima ancora c’era una differenziazione tra la città e chi la riforniva di cibo. In ogni caso c’erano degli scambi tra città e campagne. Adesso si percepisce la distanza e mentre gli abitanti delle città vogliono continuare a progredire, quelli delle campagne vorrebbero restare ancorati al loro benessere passato. Detto ovviamente a spanne. In ogni caso la differenza nei voti tra città e campagna è sempre più abissale. Questo fa venire in mente la “nuova geografia del lavoro”.
  27. Alcuni sindaci sono intervenuti difendendo gli impiegati e i milioni di volontari che hanno controllato le schede e che si sono fatti il mazzo. Non certo per essere accusati di brogli.  
  28. L’avete vista una scheda elettorale? Si vota per un centinaio di cose. Per contare ogni scheda ci vorranno giorni.
  29. Il sistema elettorale è quello che è. La Costituzione è rigida. Sono lo stesso sistema e la stessa Costituzione che non hanno impedito il successo di Obama ai tempi, comunque.
  30. Biden ha esperienza, è stato eletto senatore nel 1972, e è pure simpatico: “I am Irish”, ha detto ai reporter della BBC.

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