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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Fiordi, strade dell’aquila, raccoglitori di fragole e tornanti.

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19 LUGLIO. EAGLE ROAD – GEIRANGER – VALLDALL E LE SUE FRAGOLE – TROLLSTIGEN E I SUOI TORNANTI – ANDALSNES (VOTO 9)
Ancora verso Geiranger, dunque. Montagne a picco, alberi verdi maestosi, prati verdissimi lucenti, fattorie rosse, case bianche o rosse o gialle dalle ampie vetrate, qualche animale (buoi, mucche, capre, pecore, cavalli), il silenzio o meglio l’assenza di rumore caotico.
Eagle road: terzo passaggio in due giorni. Dall alto si ha una visione globale bellissima del Geirangerfjord, verdissimo, stretto tra monti ripidi con cascate, rocce, alberi.
Anche per andare ad Andalsnes si passa di lì. Il bus 220 mi riporta fino a Eisdal, ma stavolta passa lui nel traghetto e mi porta a destinazione.
Eisdal è proprio in the middle of nowhere.

Tra mezzogiorno e mezzogiorno e un quarto riesco ad andare ai bagni pubblici e a mangiare un hot dog veloce scansando il tentativo di conversazione del chioschettaro: “Ehi. You were here yesterday! Where are you from? 35 krones, please.!”

Ed eccomi a Geiranger in tempo per prendere il bus 220 e fare un bellissimo giro sulla Trollstigen.

Durante il viaggio, a Hielle noto una coppia anziana che guarda passare i bus, forse perché mancano i cantieri.
L’autista del bus accompagna alla stazione degli autobus di Valldall un ragazzo e una ragazza francesi sui vent’anni. Sono spaesati, quando scendono. Forse si aspettavano un edificio e si trovano davanti un palo con un cartello che indica la fermata di un bus.
A Valldall un ragazzo da solo vende fragole nel nulla. Ci sono diversi baracchini ambulanti lungo la strada.
Un vecchino raccoglie fragole di bosco.
Ci sono distese di campi di fragole. Molti gruppi di raccoglitori di colore si vedono con la schiena piegata a raccattare fragole. Tra un campo e un altro ecco le ville padronali, chiamiamole così.
Esistono ancora gli autostoppisti! Per esempio due ragazzi e una ragazza sono fermi sul ciglio della strade e lei ha al collo un cartello marrone che non riesco a leggere.
I ciclisti sono ovunque.
Un escursionista chiede passaggio, non alla fermata. L’ autista lo sale, previo pagamento con carta di credito.
Vedo il cartello Langdal e mi ricordo lo studio degli itinerari. Quel posto si trova a un km da dove mi trovo adesso! Langdal è sulla strada che conduce da Geiranger a Lom: valeva la pena, secondo molti, come sarebbe stato bello percorrere il Sognefjellet per spostarsi dalla zona del Geirangerfjord a quella del Sognefjord, ma sarebbero trascorsi due giorni in più e se il tempo è brutto non è così piacevole fare i passi montani. Quel tragitto Geiranger o Andalsnes – Lom – Sogndal – Fjaerland fa parte delle rinunce di questo viaggio, come pure quello per -strada-tra-le-montagne- Balestrand – Vik – Vinje. Ambedue gli itinerari sono suggeriti come spaziali dalle guide. Probabilmente sono più agevolmente fattibili, come tempo impiegabile, in auto.

Risalendo la montagna, il paesaggio si fa più brullo, quasi lunare a volte. In parte mi ricorda la parte più selvaggia della Wild Atlantic Way irlandese. Neve ghiacciata, corsi d’acqua azzurri, laghetti verdi, rocce lunari, montagne alpine, erba rada verdissima

Il bus si ferma in cima al passo montano dandoci un quarto d’ora di tempo per fare foto o cosa vogliamo. Ne approfitto anche per riempire la borraccia dell’acqua di fiume: buonissima e purissima. Siamo appena sotto la neve ghiacciata ancora intatta. Le cascate fanno fumo su pietre nere lucidate e levigate dall’acqua. Qualche fiore appare sempre.
Ripartiamo.
Sotto di noi appare una strada piena di curve e famosissima. I tornanti della Trollstigen! Tutto imponente, impressionante, maestoso. I monti sono a picco. Stiamo scendendo e sembra che stiamo sventrando la montagna. Se finisci di sotto non la racconti.
Secondo un racconto letto su Zingarate questo tipo di strade si trova anche nelle Alpi e comunque se guidi non te la godi. Certo: ma se non guidi, eccome se te la godi! Cascate, montagna selvaggia e brulla da una parte, i prati verdi della valle dall’altra parte: visioni che si ripetono a ogni tornante, sempre più giù finché ti trovi in basso e ti dirigi con più tranquillità verso Andalsnes.

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