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Lo stupore delle prese elettriche

Gli sviluppi dell’auto elettrica

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Di Massimo Fontana

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1712998418731720&id=100000647346579

Torniamo sulla discussione riguardante l’auto elettrica e i suoi benefici, grazie a due notizie delle ultime ore.

Tutto parte dalla verifica della principale obiezione che Sergio Marchionne ha portato il mese scorso rispetto la convenienza ambientale dell’auto elettrica, ovvero visto che l’energia elettrica è ancora prodotta da fonti fossili non rinnovabili, il saldo energetico delle auto elettriche è al massimo alla pari di quelle a benzina.

Risponde a questa obiezione un recente studio dell’università Vub di Bruxelles, qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/25/fca-una-ricerca-smentisce-marchionne-nel-loro-ciclo-di-vita-le-auto-elettriche-emettono-meta-co2-di-quelle-diesel/3933150/

Secondo l’università belga le cose stanno diversamente da quanto dice Marchionne.

La ragione è da trovarsi nel fatto che già oggi tutti i paesi del mondo non producono energia elettrica interamente da fonti fossili.

Esaminando i vari mix energetici di molti paesi, viene rilevato che anche nel paese con la più elevata composizione di energia elettrica prodotta da combustibili fossili, la Polonia, il saldo di emissioni nocive è comunque a favore delle auto elettriche.

Ovviamente più è alta la percentuale di produzione nazionale proveniente da fonti “verdi”, più è alta la riduzione di emissione di gas tossici.

Attualmente l’esempio più virtuoso è la Svezia, dove la riduzione di gas con le auto elettriche arriva all’85%.

Tutto bene allora?

In parte.

La ricerca seppure proveniente da una università è stata commissionata da una associazione ambientalista e quindi va verificata.

Partiamo dall’assunto iniziale.

Assunto iniziale che però è esattamente quanto rileva Marchionne.

Ovvero per Marchionne la non convenienza delle auto elettriche risiede nella tipologia di produzione dell’energia elettrica.

Che per Marchionne è ancora essenzialmente fossile.

Va da se che se non fosse più fossile, anche per l’obiezione di Marchionne la convenienza passerebbe verso le auto elettriche.

La verifica definitiva quindi va fatta da un lato sulla composizione della produzione elettrica nazionale, dall’altro sul tasso di crescita delle fonti alternative e il tasso di sostituzione delle fonti classiche.

E qui si inserisce la seconda notizia della giornata.

Come ogni mese la società Terna, ovvero il distributore dell’energia elettrica nazionale, pubblica i dati sulla produzione di energia elettrica in Italia.

Proviamo allora a spulciare i dati per vedere come siamo messi, qui http://www.qualenergia.it/articoli/20171024-settembre-leggero-recupero-delle-rinnovabili-su-base-annuale-34_2-percento-su-domanda-elettrica

Innanzitutto vediamo che le fonti alternative rappresentano il 34% della produzione totale.

In diminuzione rispetto al 40% toccato nel 2014, ma per la diminuzione dell’energia idroelettrica prodotta.

Di converso è aumentato sia l’eolico, sia soprattutto il fotovoltaico, che da solo copre ormai quasi il 9% della produzione nazionale.

Di converso, complice anche la discesa della domanda, la percentuale di produzione elettrica tramite combustibili fossili, continua a diminuire, scendendo in un anno del 12%.

In sostanza, considerando anche l’importazione di energia dall’estero, la quota di energia prodotta da combustibili fossili è all’incirca il 60%.

Valore elevato, ma in diminuzione e soprattutto completamente diverso dallo scenario delineato da Marchionne di una produzione tutta fossile.

Non solo.

Quando si parla di combustibili fossili si butta tutto in un gran calderone, ma come dovremmo sapere, ne esistono di vari natura.

Ora, come possiamo vedere qui https://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia#/media/File:Energia_percentuale_non_rinnovabile_ita.png    il grosso della produzione termoelettrica viene generato dal gas naturale.

Gas naturale che è meno inquinante della benzina.

Riassumendo possiamo concludere che visto che già oggi in Italia oltre 1/3 dell’energia prodotta viene da fonti non inquinanti e che anche quella proveniente da fonti fossili, deriva da fonti meno inquinanti della benzina, la critica di Marchionne non solo è completamente errata, ma lo è soprattutto in prospettiva futura, dove il mix sarà ancora più a favore delle fonti energetiche alternative, che come visto stanno aumentando anno dopo anno.

A conti fatti, il dato di una diminuzione del 55% dei gas tossici emessi grazie alle auto elettriche per Italia trovato dall’università di Bruxelles, può essere considerato esatto.

Questo spiega anche perchè le principali case automobilistiche mondiali, con esclusione di Fiat, stiano puntando mezzi rilevanti su tale settore.

Buona ultima Bmw, che l’altro ieri ha inaugurato in Cina la prima fabbrica estera di produzione di batterie per auto elettriche e punta a produrre e vendere entro 8 anni il 25% delle sue auto sotto forma di elettriche  http://www.autoblog.it/post/894786/batterie-per-auto-elettriche-bmw-apre-fabbrica-in-cina

Direi che Marchionne o non Marchionne, ormai la direzione è ben chiaramente definita.

 

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