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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Granada giorni: uno e mezzo del due

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1. Dio benedica la Lonely Planet. Anche se è in spagnolo.
2. Albayzìn alto. 8. Un labirinto. Un intrico di vicoli, stradine, scalinate, pavé, ciottoli per terra,  piazzette, mirador, chiese, panchine, mercati, piccole librerie, piccoli ristoranti (“serviamo clienti anche senza esperienza”), il bianco come colore dominante salvo che dove c’è un mercato. Google Maps era in seria difficoltà a seguire le vie, tanto che ho dovuto fare affidamento perfino sul mio senso dell’orientamento e il fatto che sia riuscito a trovare alcuni dei luoghi indicati dalla LP significa che l’unico modo per trovarli è girare a caso. Udito un uomo che fischiettava canzoni seduto di fronte a un mirador. Visto un gruppo di giovani dalla pelle di diversi colori passarsi delle sostanze stupefacenti (a meno che non si trattasse di zucchero) all’ingresso di Plaza Larga. In una delle piazzette mi sono seduto su una panchina e avevo accanto a me una lattina di birra vuota. Uno bravo avrebbe creato una canzone da questa scena.
3. Albayzìn bayo: le piazze. 7. Per arrivare dall’alto al bayo Google Maps è di nuovo diventato fidato e mi ha fatto fare il giro dei calle, detti anche vie dell’agguato. Un po’ mi hanno ricordato le stradine dell’Alfama a Lisbona. Arrivato a Plaza Nueva, portarsi a Plaza Sant’Ana sarebbe un attimo. Basta attraversare la piazza in una direzione. Invece il fidato Google Maps mi ha fatto fare un giro tra altri vicoli e la strada dei ristorantini nella quale si trova il Pilar de Toro e un altro in cui con cinque euro mi sono fatto un pranzo a base di tapas.
4. Albazìn bayo: la carrera del darro 8.  Secondo alcuni è la calle mas hermosa del mundo ma anche no. In pratica è un lungofiume, almeno nella prima parte, che si dipana da Plaza Sant’Ana e la sua chiesa. Sul fiume ci sono due ponti più o meno famosi. Ai lati di uno un uomo nudo stava immobile con le mani alzate. Sul lato sinistro della strada, proveniendo dalla piazza, ci sono alcune vie e in queste dei posti interessanti come il palacio de los olvivados dove c’era un’esposizione sugli strumenti di tortura usati dall’inquisizione. Datemi una mostra del genere e vi pagherò quanto volete. Infatti sono entrato a vederla. Inoltre ci sono i bagni arabi, la casa museo de juan de dios con un bellissimo giardino e una libreria di solidarietà, alcuni paseos chiamati con nomi come paseos de los tristes pieni di localini con tavolini e fontanine e musicisti come una chitarrista che suonava cose tristi e un suonatore di flamenco che suonava cose allegre.
5. Granada è il posto dove si può mangiare spendendo il meno possibile. Tapas y cana 1,80 euro. Oppure pollo arrosto e riso 7 euro e così via.

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