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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Grecia. Iniezioni di realtà.

 

UNO
L’inizione di realtà più potente è quella contenuta in questo articolo:
http://phastidio.net/2015/06/29/grecia-domande-su-un-dramma/Cosa?
Per quelli a cui non piace cliccare sui link, ecco un riassunto:
Il referendum forse andava fatto prima ed è giusto che il popolo si esprima.
L’austerità fa male, l’avanzo primario è austerità. Syriza ha chiesto agli elettori un mandato per porre fine all’austerità ma non per uscire dall’euro. E’ difficile convincere gli altri paesi a rinunciare ai loro crediti. Il nuovo governo non intende fare riforme strutturali e intende tornare indietro su quello del lavoro.
Il mercato del lavoro va liberalizzato per spingere la produttività. Riassumere dipendenti pubblici in massa genera deficit aggiuntivo che poi va ripagato.
La frase che se non si può svalutare la moneta si finisce a svalutare il lavoro, è suggestiva ma vacua.
“Intanto, conta il cambio reale, non quello nominale, cioè inclusivo delle dinamiche di prezzi e produttività. Se bastasse svalutare il cambio nominale il mondo sarebbe popolato di paesi felici, che si sottraggono vicendevolmente domanda e riescono ancora a sorridersi senza aver fatto esplodere una guerra di dazi e protezionismo. E’ bello lanciare slogan, alla fine. Costa nulla. Il cambio è solo uno degli elementi, poi serve produttività, e quella difficilmente viene in un mondo di salari minimi elevati, di pubblica amministrazione collassata e marcia dalle fondamenta, di corporativizzazione malata. L’errore della Troika è stato quello di essersi accontentata, durante gli anni, di aggiustamenti contabili, cosmetici ma anche distruttivi. Ma questa è stata la volontà dei governi greci, opporsi alle “ingerenze” straniere nel ridisegnare il proprio sistema economico. Non si poteva invadere la Grecia per imporle le riforme, del resto. Abbiamo visto come è andata quando abbiamo cercato di “esportare la democrazia”. E’ andata allo stesso modo quando abbiamo cercato di “esportare le riforme”. Ma anche queste sono solo considerazioni da bar,” perché la Grecia non ha un settore di export.

Inoltre non tutti popoli sono attrezzati allo stesso modo per soffrire durante una crisi. Alcuni virano verso scorciatoie che sono la corda con cui impiccarsi e soprattutto
Anche fuori dalla moneta unica ci sarà bisogno di austerità. Come fa ad aumentare la produttività un paese che non ha settore di export?
La Grecia scivolerà nel dramma qualunque sia il risultato del referendum, ma era già uno stato fallito prima di entrare nell’euro e viene da due secoli di default seriali.

Si può continuare a vivere anche dopo un default e senza l’euro, ma “nei cambiamenti di stato di un sistema complesso esiste una cosa chiamata transizione, durante la quale viene testata la capacità di sopportazione della popolazione e, specularmente, la sua propensione alla ricerca di scorciatoie fallaci.”
DUE
Come è andata con le spese militari, che comunque non sono state abbassate: perché Tsipras non fa una prova di forza e decide di abbassarle? Vuole farlo coi dipendenti pubblici, perché non lo fa con quelle spese? In ogni caso, ecco due link che spiegano le cose.
http://phastidio.net/2015/06/21/v-lorgia-del-nonsenso/

http://www.ilpost.it/2015/07/02/il-problema-delle-spese-militari-in-grecia/

TRE
Il crowdfunding non sarebbe in sé una minchiata: almeno la gente si fruga in tasca. E’ curiosa la clausola che prevede che se l’obiettivo non sarà raggiunto, i soldi saranno restituiti. Solo che così è troppo facile: senza questa clausola quanti si frugherebbero davvero in tasca? Nella pratica, il crowdfunding è inutile. Investire in Grecia, acquistare prodotti greci o comprare i titoli di Stato aiuterebbe di più, ma…ops! Il primo punto è troppo complicato per le norme greche? O impossibile perché l’economia è bloccata, corporativa e statalista? E il terzo punto è troppo rischioso? Ma guarda! Chissà se gli economisti socialistoidi che spingono a votare no al referendum hanno qualche investimento in Grecia o se ne sono tenuti alla larga. http://www.ilpost.it/2015/07/02/grecia-crowdfunding/

QUATTRO
In Islanda non è andata come si legge un po’ troppo spesso.
http://www.termometropolitico.it/1179723_crisi-greca-e-bufale-il-caso-del-confronto-con-lislanda.html Austerità violenta, svalutazione a tassi fermi e ripresa dopo che sono state seguite le indicazioni del FMI: ecco cosa è successo in Islanda. Adesso il Paese innova e non vive più solo di pesca. I greci hanno invece sì subìto molto, ma poi hanno deciso di fare a modo loro.
CINQUE
Quelli, in Italia, che dicevano che “non ci sarà la corsa agli sportelli.” Io la farei già adesso, per trasformare gli euro in dollari o altro, figuriamoci se l’eurexit diventasse probabile. Addirittura ci sono pseudo economisti e politici che chiedono di uscire dall’euro senza dire niente a nessuno e rapinando i risparmiatori, come da tradizione social fascista degli amici dei controlli dei capitali degli anni Settanta, dei Giuliano Amato’92, dei governanti argentini, venezuelani e di altri soggetti che portano le rispettive economie al collasso.
http://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/1240-l-oracolo-no-euro
SEI
Poi c’è la questione del debito.

Su Facebook Enzo Arcangeli, economista:
“Perché solo un imbecille (se non è un nazionalista greco: allora tutto il rispetto, basta che poi non sia pure commie-Tsipras; dev’essere Nazionalista di dx doc!) può sollevare l’arg. del condono dei debiti tedeschi nel 1953 (IN PIENA GUERRA FREDDA, nb: qualcuno poteva regalare la Germania agli eredi di Stalin con bomba atomica?).
I debiti di guerra gli Alleati li han cancellati (in un CONTESTO: Germania con noi, URSS nuovo nemico no.1), perché non l’avevano fatto (contro le inascoltate SUPPLICHE di Keynes) alla guerra precedente.
E così avevano dato via libera al Nazismo, Nazional – Socialismo.
Ma se la NanoGrecia diventasse fascista o lo stracazzo che vuole – lo è già stata coi simpatici colonnelli -, non gliene fregherebbe proprio nulla a nessuno. O quasi: v. cartina ed INSISTENZA DI OBAMA. Solo a lui importa: e paghi!

Il giornalista Udo Gumpel:
Io replico attaccando, invece. Sarò duro: ma se tali persone sono rimaste in Grecia (moltissimi i greci espatriati in tutto il mondo) e, restando in patria ed essendo minori di sedici anni, non hanno fatto niente per cambiare una situazione oscillante fra la farsa più grottesca e la tragedia, ebbene tali persone SONO colpevoli. Non esistono vittime in Grecia (ripeto, fatti salvi i bambini): sono tutti maledettamente correi e corresponsabili. Se tu, pensionato greco a 43 anni; se tu, casalinga greca figlia di pubblico impiegato greco, prendi lo stipendio per legge in quanto figlia di statale; se tu, parrucchiere greco, vai in pensione baby con trattamento speciale “per maneggio di sostanze pericolose e per svolgimento di professione usurante”, ebbene, SEI colpevole.
. Il debito della Germania dopo la prima guerra mondiale fu stabilito nel trattato di Versailles. Era una cifra al di fuori dei reali danni subiti, dato che la Francia si annesse la regione Elsass-Lothringen. Era il desiderio di annientamento della Germania tant’e’ che gli alleati non vollero niente. La WW1 era ancora una guerra “classica” con meno vittime civili. Di solito finivano con gli spostamenti di qualche confine. Come avvenne. Il fatto che i 132 mrd erano assolutamente impagabili fu riconosciuto da tutti i Vincitori. Furono infine la causa piu importante della umiliazione subita dalla Germania e la ragione dell ascesa di Hitler. Ora , scambiare il debito inventato a Versailles – a scopo di vendetta e per umiliare un popolo gia vinto – con un debito fatto in tempo di pace, sotto la spinta di arricchimento sociale per distribuire regalie sociali: ci vuole davvero un bel fegato o una completa ignoranza storica.”
Pietro Monsurrò “Io sono per cancellare il debito greco come quello tedesco:
1. Occupazione militare pluriennale
2. Costituzione scritta sotto dettatura
3. Completa pulizia a tutti i livelli della politica e dell’amministrazione pubblica (denazificazione)
Sarebbe un bene per la Grecia in effetti…
Tralascio il rimpatrio di 14 milioni di tedeschi e i bombardamenti a tappeto perchè meno rilevanti.”
Intanto IlGiornale titola “I mali dell’Europa nascono dai club cultural finanziari americani.” Manca poco e si citeranno gli ebrei. La destra italiana rappresentata è fascista, corporativa e statalista da sempre.

SETTE
Come in Italia si è accusata di ogni nefandezza l’unica che ha riformato in modo decente le pensioni, cioè la Fornero, in Europa va di moda accusare l’unica statista di un certo rilievo, la Merkel. Sulle ridicole accuse di nazismo si legga il seguente articolo:
http://www.project-syndicate.org/commentary/angela-merkel-defense-by-bernard-henri-levy-2015-04
Accusando la Merkel di nazismo si banalizza Hitler, non si tiene conto del fatto che oggi la Germania è una delle democrazie europee più esemplari, si permette ai neofascisti veri di entrare nel dibattito pubblico.

OTTO
Come al solito la Thatcher aveva ragione:
“Socialist government make a financial mess. They finish other people’s money.”

NOVE E SEGUENTI.

Chissà quante altre fandonie verranno raccontate. Imparate a cercare le controrepliche e soprattutto a studiare per separare il grano dal loglio.

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