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Lo stupore delle prese elettriche

I resoconti dei mondiali di nuoto 2019

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UNO

LA GARA TOP: i 400sl femminili.

Cara Ledecky ti scrivo. Siccome sei molto lontano…

No. Non sei lontano. Non hai mezza vasca di vantaggio già dopo la partenza, stavolta. Anzi. Davanti a te ci sono io. Ci resto. Sì, a metà gara mi superi, ma non mi stacchi. Ti vedo che non mi stacchi. L’ultimo cinquanta metto il turbo, ti raggiungo, tu non sei abituata ai sorpassi altrui, tu sei troppo abituata a nuotare da sola beatame

nte verso l’oro, tu molli, non combatti colpo a colpo negli ultimi venticinque metri, sei troppo sorpresa per reagire, mi involo io verso la vittoria. Vinco io. Come ho fatto ai panpacifici del 2018. Come ha fatto una certa Pellegrini a Budapest nel 2

017. Però quelle volte si trattava della tua distanza meno favorevole, i 200sl. Adesso stiamo attaccando i tuoi regni. Non sei più imbattibile. Firmato, Arianna Titmus.

IL MARZIANO.

Adam Peaty potrebbe spiegare come è la vita su Marte. Ci eravamo abituati da poco al fatto del primo uomo che era riuscito a nuotare i 100 rana in meno di 58″ che Adam decide di affinare e migliorare la partenza e così senza colpo ferire si mette a scendere sotto i 57″. Servitevi, signori. La casa offre gare entusiasmanti e un record del mondo già il primo giorno. Tanto per far schizzare in alto l’adrenalina fin da subito.  Gli italiani? Scozzoli esemplare e sfortunato (fuori dalla finale per un centesimo),  Martinenghi boh.

ITALIANS DO IT GENERALLY WELL

Gente strepitosa. Uno. Elena di Liddo, record italiano, tempo fantastico (57”04) e ingresso in finale in un  100 farfalla da urlo (lei fa parte di quelli che hanno urlato, la medaglia è quasi impossibile, ma mai dire mai, soprattutto se scende sotto i 57”). Comunque con 57”23 non si entra in finale. Tanto per dire il livello.

Gente strepitosa. Due. Fabio di Tullio, 18 anni e un tempone nei 400sl (tanto che ci si potrebbe fare un pensierino per i 200 e per gli 800, magari per l’anno prossimo, il ragazzo crescerà…).

Gente strepitosa. Tre. Frigo (oh ora non ricordo e non cerco il nome) 47”27 lanciato: se fosse arrivato il podio nella 4x100sl tanto del merito sarebbe stato suo.

Gente che parte troppo forte: Condorelli, su, pensavi di dover fare un cinquanta?

Gente che arriva male: Miressi, proprio tu? Cinquanta sfumature di podio. Cinquanta bestemmie assortite.

Gente che fa un passaggio un po’ troppo lento: Detti, non ti fidare di Rapsys, piuttosto guarda Horton e dì a Morini che non dica 3’41”finché è nel sacco.

Gente che se delude lo fa solo un po’, magari per un tempo inferiore alle attese che però è pur sempre un record italiano. Gente che è abbonata alle medaglie da diverso tempo: Gabriele Detti, sempre lui.

Gente che per un centesimo perde  l’ingresso in finale. Scozzoli, esemplare comunque in una delle numerose gare dal livello assurdo, e Codia, bravissimo. Pochi, maledetti e subito, dirà invece chi è arrivato ottavo.

Gente encomiabile. Luca Dotto e Ilaria Bianchi.

Gente che ha solo perso un anno o ha perso il capo? Ilaria Cusinato.

Gente che aspettiamo da tempo: velociste e mististe.

Gente che dovrebbe chiarire le regole: il dt Butini riguardo ai criteri di qualificazione, laddove ci siano tanti pretendenti a uno o più posti, come accade per i velocisti. Ci sono state polemiche per l’esclusione di Zazzeri e di Vendrame.

ALTRO

“Vinse, ma non fumai con lui. Non era venuto in pace”. Dirà un giorno Horton.

Sembra che Sun abbia preso a martellate le provette del suo sangue. La FINA per ora ha deciso di non decidere. #iostoconhorton.

La Francia ha rinunciato alla 4x100sl femminile perché ha mancato la qualificazione per nove centesimi. La 4x200sl femminile non vedrà alla partenza diverse nazioni forti. Sembra che faccia schifo l’idea di qualificarsi all’Olimpiade: chi va in finale si qualifica.

Il Brasile non doveva spaccare il mondo nella 4×100? O forse era la 4×200?

Sarah Sjorstrom è la solita bestia.

Alla Svezia femminile manca sempre una quarta staffettista, si tratti di 100sl o 200sl.

Il Rylov che non ti aspetti quasi quasi fa fare alla Russia lo scherzetto agli Stati Uniti, ma gli scherzi non sono ammessi quando hai a che fare col buon vecchio Adrian.

Con una Manuel strepitosa e la coppia non Campbell delle australiane un po’ in difficoltà lo scherzetto nella 4×100 donne potevano essere le americane a farlo, ma anche a Cate non piacciono gli scherzi altrui.

È l’anno dei mondiali e le canadesi sembrano esaltarsi quando sentono il profumo di mondiali. Potrebbero fare molti scherzetti, come nel 2015. Salvo evaporare poi all’Olimpiade?

Vedremo. Intanto continuiamo a goderci questi Mondiali, che sono partiti con delle belle botte di emozioni.

DUE

  1. Il 100 dorso femminile non si è disputato.
  2. Sono in lutto per la sconfitta del Setterosa. Bronzo a Kazan, argento olimpico, argento nella World League e una certa ritrosia a dare continuità ai salti di qualità.
  3. Sarah Sjostrom ha sempre patito i corpo a corpo. Ogni giorno si scopre una nuova canadese terribile. Ogni giorno c’è una big surprise big surprise!
  4. Ceccon, quello che sembra che non tocchi mai a lui. Bravo invece Sabbioni.
  5. Veni, Vidi, Mangiai vivo quello accanto, Megli.
  6. Il 100 dorso femminile non si è disputato.
  7. Elena Di Liddo ci ha provato, ci ha sperato, “è solo l’inizio” ha scritto su Instagram. Mai legno fu accolto con più gioia.
  8. Ma non è bello che la Carraro e la Castiglioni abbiano stabilito lo stesso record italiano nello stesso giorno e abbiano conquistato insieme la finale mondiale? Arianna col brivido dello spareggio, tra l’altro.
  9. È tornata ye shi wen. Con le sue manone (Cit)
  10. Che bello il messaggio alla Ikee.
  11. Lewis, il Megli australiano.
  12. Bella squadra, quella italiana. I commenti più approfonditi si lasciano alla fine, però. Non s’abbia a portare male.
  13. No, il 100 dorso femminile non si è disputato.

TRE

  1. Tommaso Mecarozzi su Instagram: “Ci hanno comunicato all’ultimo che oggi avremmo trasmesso da web, salvo finestre su Raidue e Raisport”. Segue faccina arrabbiata.  La giornata di oggi ha sancito l’inutilità della tv generalista per seguire gli eventi sportivi.
  2. “Mai fidarsi della Rai” è più vero che mai.
  3. 200 farfalla femminili. Gli ultimi venticinque metri della Kapas sono l’emblema delle rimonte. “Lo avranno sentito il fiato sul collo le due americane? No? È perché andavo moooolto più veloce di loro”. La Kapas: te la immagini mezzofondista e te la ritrovi delfinista. Il tempo della vittoria era comunque alla portata non solo di una Cusinato, ma anche della Polieri di Londra 2016.
  4. Vorrei far notare che la farfalla e il delfino sono due animali diversi e uno dei due notoriamente non sta in acqua. Anche il fatto che una rana che fa un movimento diverso diventi ufficialmente una farfalla è piuttosto curioso.
  5. La finale dei 100 metri stile libero è stata una delle più belle della storia. Dressel si tuffa e riemerge a metà vasca. Chalmers non si scompone più di tanto e piazza un ritorno spaventoso, ma non sufficiente. La prossima puntata è attesa a Tokyo 2020.
  6. È sempre affascinante vedere la Sjostrom che non respira quando nuota.
  7. Forse è il caso che segua con più attenzione i 200 rana. Prima semifinale: record del mondo sfiorato da Chupkov. Seconda semifinale: record del mondo eguagliato da Wilson.
  8. Se ne è andato anche il record del mondo della Cina nella 4x200sl. Fu realizzato a Roma nel 2009, quella volta in cui la Pellegrini avrebbe voluto buttare nel Tevere le sue compagne di staffetta, esclusa la Filippi. La sfida di oggi tra le australiane e le statunitensi è stata spettacolare. Le australiane hanno vinto meno facilmente del previsto. Le ragazzine terribili del Canada si sono piazzate al terzo posto.
  9. Gli impianti vuoti per le partite di pallanuoto mettono tristezza. A Budapest erano stabilmente pieni e traboccavano di gente anche i prati da cui si potevano vedere le partite sui maxischermi.
  10. L’Italia è arrivata in finale perché non sono andato a vederla.
  11. Sandro Campagna: “Se vedrò qualcuno appagato per avere ottenuto il pass olimpico, le Olimpiadi le guarderà da casa”
  12. Per un po’ sulla pagina di Wikipedia di Simone Sabbioni è apparsa la scritta: “Detiene il record di device per la partenza rotti”.
  13. Restivo su Instagram: “Non sono mai entrato in clima mondiale. La preparazione non mi ha dato la fiducia con cui solitamente affronto gli appuntamenti chiave. Buono però sapere in cosa ho sbagliato per ripartire da lì”. In tv: “Non sarà una gara sbagliata a frenare la mia ascesa”.
  14. Mya Azzopardi è una nuotatrice maltese che ha dormito fuori dal villaggio perché ha chiuso da fuori la porta con le chiavi dentro. Inoltre ha urlato scherzosamente fai schifo a Federico Burdisso mentre questo giocava a biliardo. Il tutto è stato postato su Instagram.
  15. Milak: “Phelps was not my role model. I tried to watch a couple of his races in order to look at this technique but the video’s quality wasn’t good enough to really see the details. As a kid I didn’t look for finding a hero. I wanted to be the best and focused on myself. To improve day by day on my way up”. Still pushed for a name he then gave one. “You really want to know who I consider a hero? Then it should be Katinka Hosszu. She also train in the Duna Arena and I get amazed every single day as I watch her working brutally hard. The workloads she takes, that’s my inspiration. Yes, Katinka is my role model”. Fonte: Bobby Hurley su Instagram.
  16. Phelps ha dichiarato a SwimSwam che, nonostante la delusione per aver perso il record non potrebbe essere più felice nel vedere come sia stata nuotata questa nuova miglior prestazione mondiale. Elogia in particolare l’ultimo 100 dell’ungherese, sottolineando comunque come abbia nuotato un ottimo 200 dall’inizio alla fine. Ha continuato poi complimentandosi per la bellissima tecnica e sostenendo che questa prestazione sia stata possibile solo perché c’è stato qualcuno che l’ha voluta, ha sognato di farla, ha capito cosa ci sarebbe voluto per arrivarci e ha lavorato qualitativamente e con continuità fino a realizzarla.

QUATTRO

  1. Supersimoquadarella. “Sapevo che avrei vinto fin dall’inizio, ho detto al coach che volevo, che  non vedevo l’ora di entrare l’acqua. Poi non vedevo l’ora di arrivare perché sapevo che avrei vinto. Più vinco, più mi diverto, più voglio vincere. Poi voglio andare avanti per altri anni”. Se ci fosse stata la Ledecky, supersimo avrebbe forse fatto il record europeo. Può accontentarsi dell’oro mondiale, repeat please oro mondiale e del record italiano strappato ad Alessia Filipppi.
  2. Martina Carraro, tempo fa. “Non mi andava di perdere sempre. Ho cambiato tecnico, modo di nuotare, allenamento”. Bronzo mondiale e a occhio è solo l’inizio. Anche per la concorrenza interna. Ah. Nuovo record italiano.
  3. Arianna Castiglioni arriva ultima in finale e dice:”Me la potevo giocare”. Dio degli infortuni, lasciala in pace almeno per un anno, adesso.
  4. Filippo Megli: quinto al tocco, quasi bronzo dopo la squalifica di Rapsys, forse bronzo a settembre, scatenato durante l’intervista, un futuro che sorride a lui e alla 4x200sl.
  5. Federico Burdisso: finché la barca va io vado a tutta, quando non va più vado avanti di testa, poi resto deluso anche se arrivo in finale ma voi guardatemi domani che se tutto gira a modo potrei sorprendervi.
  6. Fabio Scozzoli: capitano e signore delle partenze. Intanto è in finale col terzo tempo. Poi si vedrà.
  7. Il dio del nuoto fa vedere ogni giorno Scozzoli e la Pellegrini ai suoi figli: “Quelli sono esempi da seguire”.
  8. Duncan Scott: a settembre avrai la tua rivincita.
  9. Federica Pellegrini. “Non farò mai più i 200sl”. Cambia idea e scopre di avere velocizzato i primi cento. Lascia di stucco Luca Sacchi. Che fine ha fatto chi la dava per finita nel 2005? Lei è ancora qui.
  10. Intanto tutti gli azzurri, tranne Silvia Scalia hanno superato almeno le batterie del mattino. Quasi tutti hanno dato il massimo nel momento clou e lo testimoniano i record personali e quelli nazionali. Questo andazzo va avanti da qualche anno e un bell’andazzo.
  11. Gli Stati Uniti stanno andando male anche perché fanno delle selezioni da manicomio ma l’anno prossimo saranno là davanti, in forma olimpica.
  12. Qualcuno ha notizie della Francia? (Si sa che tornerà, ma per ora è dietro).

CINQUE

  1. Dimostrazione di forza di Greg Drago. “Provate a prendermi se ci riuscite”. Non ci sono riusciti. È già adesso il miglior nuotatore italiano maschio di sempre? Le sue parole: “Non ci sono parole. Questa vittoria mi ripaga di tante scelte fatte in questo periodo. Il fondo mi fa stare meglio anche in vasca e è bello avere appurato che sono ancoracompetitivo”. Per finire una promessa:”Il meglio deve ancora arrivare”.
  2. Segnalazioni segnalabili da instagram: la squadra azzurra che ha fatto il coro “Gregorio facci un saluto” dopo il suo arrivo e poi ha incitato la Pellegrini, le storie che pubblicano gli atleti (anche quelli rimasti a casa)  e soprattutto il record di storie pubblicate ogni giorno da Massimiliano Rosolino.
  3. Neverending Fede (1). Oggi non ce n’era per nessuno. In una gara dove si sono cimentati i più grandi talenti degli ultimi dieci anni lei è ancora in cima al mondo con una classe infinita e con una fame di vittoria che non si può non ammirare. Quella di oggi è anche stata la finale mediamente più veloce di sempre con le prime quattro sotto 1’55”.
  4. Neverending Fede (2) Sarà che prende tutto più serenamente, che ormai ha i 200 metabolizzati nelle sue cellule, che ogni decisione le crea qualche vantaggio. Decide di rinunciarci e l’anno dedicato alla velocità dà i suoi frutti: migliora comunque nelle gare veloci e migliora i tempi dei passaggi delle prime due vasche nei 200. Con tutto ciò mantiene i suoi punti di forza, come la sua ultima vasca micidiale. Oggi ha fatto un tempo  che avrebbe dato filo da torcere anche a Ledecky, Mceon, Ruck così come lo ha dato a Titmus e Sjostrom. “La Pellegrini quando è in forma ti uccide di testa” ha scritto Romanenghi su Acquastampata.
  5. Neverending Fede (3). Quattro titoli mondiali. Otto podi mondiali consecutivi. È la più grande duecentista di sempre. La prima presenza è a Barcellona 2003. La prima medaglia olimpica a Atene 2004. La prima medaglia mondiale a Montreal 2005. Il primo oro mondiale a Roma 2009. L’all time dei 200sl dice: Pellegrini 1’52”98, Schmitt 1’53”61 Pellegrini 1’53”67, Ledecky 1’53”73, Sjostrom 1’54”08, Pellegrini 1’54”22 (il suo migliore in tessuto, nuotato oggi), Titmus 1’54”30, Sjostrom 1’54”31, Sjostrom 1’54”34, Schmitt 1’54”40. La base per fare una grande Olimpiade c’è. Intanto per ridere un po’ sarebbe curioso rileggere i post, i forum, gli articoli degli anni passati, soprattutto quelli in cui una persona su due dichiarava la propria antipatia nei confronti di Federica. Sarebbe divertente rileggere le profezie di sventura, più che altro.
  6. Neverending Fede (4) Vi ricordate dove eravate e cosa facevate negli altri mondiali?  Io sì. Nel 2005 a casa l’ho sentita lamentarsi dell’argento ma per me era chiaro che fosse l’argento della rinascita. Nel 2007 a casa ho esultato quando ha fatto il record del mondo nei 200sl in semifinale anche se poi in finale ha preso il bronzo e il record se lo è ripreso la Manaudou. Nel 2009 ero nella bolgia di Roma. Nel 2011 ha preso il doppio oro e a dire il vero non ricordo dove ero, ma se lo ricordano Marin e Magnini. Nel 2013 ero a Barcellona quando solo la Franklin l’ha battuta e ho scritto su fb “Vi ha zittiti tutti”. Lei ha zittito intanto i tifosi francesi da cui ero attorniato. Nel 2015 ero a Kazan insieme a un quartetto di tifosi italiani, tra cui la mitica Amelia, ex ranista che aveva battuto la Castiglioni una volta. Federica ha preso l’argento e in lacrime alla RAI ha detto che ha vinto la medaglia contro tutte le voci, per il suo ULTIMO MONDIALE…a cui ne sarebbero seguiti altri due. Le voci erano quelle legate al fatto che avrebbe dovuto fare i 400 perché i 200 erano troppo veloci e con troppe concorrenti. Inoltre aveva già lasciato Lucas per Matteo Giunta? Nel 2017 ero a Budapest e vederla infilare la Ledecky fu da infarto. Dietro di me delle ragazze italiane iniziarono a urlare come delle ossesse. Nel 2019 ero a casa e forse questa è stata, dopo Roma 2009, la sua vittoria più maestosa, più sontuosa, più netta. Forse non la più incredibile. A Budapest non aveva dato in semifinale la stessa impressione di potercela fare.
  7. Federica, qual è la ricetta magica per continuare a vincere? “Boh, a me piace faticare, piace allenarmi, piace nuotare, piace trarre risultati dalla fatica che faccio”. Anche se “prima delle gare soffro la tensione, non dormo, non mangio”.
  8. C’erano una volta i record mondiali che sembravano insuperabili. Il 7.32 di Zhang negli 800sl, i due di Biedermann nei 200sl e 400sl, l’1’51”5 di Phelps nei 200 farfalla. Quest’ultimo è stato superato oggi. Si sapeva che Milak è un portento. Oggi lo ha dimostrato: un secondo meglio del record del mondo di Phelps e oro mondiale con tre secondi di vantaggio su tutti. Ci sono duecentisti a stile libero che sono contenti dell’1’48 e Milak li sta avvicinando a delfino. “Il suo è un tempo che modifica le percezioni e i punti di vista” (cit. dal forum di Corsia 4).
  9. Mauro Romanenghi su Acqustampata, su Burdisso: “Burdisso è l’uomo del treno. Quello che ci sale su quando sta partendo, quando oramai sembrava averlo perso. Quello che arriva in ritardo all’appuntamento ma per fortuna anche la ragazza è in ritardo. Quello che entra in finale quando sembra che non ci sia più speranza e agguanta il bronzo. Non stavolta, però”
  10. Federico Burdisso non si cura dei tempi, dei passaggi e degli avversari. Dentro di lui un quarto posto mondiale alla prima apparizione rappresenta una delusione. “Potevo fare di più”. Potrai fare di più. Rispetto ad anni fa è bello vedere questi atleti che hanno lo spirito giusto per migliorare fino a salire in cima al mondo. L’Italia sta facendo il suo miglior mondiale. Forse non tanto per le medaglie quanto per le presenze al pomeriggio e per l’atteggiamento. Anche quello dei delusi o degli sconfitti. Assumono un sapore più dolce anche i quarti e i noni posti.
  11. La mista mista è una gara ridicola, ma ci ha regalato il siparietto degli azzurri con la Diliddo scatenata davanti alla Caporale e la gufata di Sacchi agli americani. “Ci vuole un bazooka per batterli”. Il bazooka lo aveva l’Australia e si chiama Cate Campbell. Anche se gli americani hanno sbagliato a mettere una donna a rana perché lo scarto tra uomini e donne è più ampio rispetto a quanto si ha nelle altre frazioni.
  12. Non sparate su Miressi. Malgrado l’incidente di quest’inverno con preparazione travagliata e soprattutto nonostante una virata che lo ha fermato non è entrato nella finale dei 100sl per tre centesimi. Purtroppo o per fortuna bisogna essere al top e non si può sbagliare niente per entrare in certe finali dense e competitive. Tra l’altro sembra in progresso rispetto a inizio Mondiale e quindi si aprono prospettive interessanti per la mista.
  13. Torniamo a ieri: Megli e la Carraro hanno fatto tra le più veloci ultime vasche della loro gara; la King e la Efimova ridevano insieme alla Carraro sul podio (hanno sotterrato l’ascia da guerra?); la quattordicenne Sofia Sartori ai giochi giovanili ha stampato un 2’11”14 nei 200 farfalla che le è valso il record italiano ragazzi, strappato a Caterina Giacchetti.
  14. Comunicazione di servizio: le finali olimpiche di nuoto a Tokyo si disputeranno tra le 3,30 e le 5,30 del mattino. 1500sl e 200sl saranno lo stesso giorno e questa può essere una buona notizia per la Pellegrini.
  15. Tornando a oggi. A me è venuto di pensare che non ero in Corea ma che presto tornerò a vedere il nuoto dal vivo e che sono ormai dieci anni che lo faccio. Dovrei pensare a quello che ho visto, che ho vissuto, che ho provato. Pensarci e poi scriverne.
  16. Tra un anno comincerà l’Olimpiade di Tokyo. Un quadriennio olimpico terminerà e ne inizierà uno nuovo, in cui forse sparirà tutta una generazione di nuotatori che ho visto esserci e crescere o dominare. Sarà come se sparisse un pezzo di vita che mi ha accompagnato.

SEI

  1. Sono in lutto per la sconfitta del Setterosa. Bronzo a Kazan, argento olimpico, secondo posto in World League e tanto potenziale inespresso in altre occasioni. All’Ungheria è bastato bloccare la coppia Bianconi – Garibotti in attacco e approfittare di una difesa non impeccabile nel primo quarto.
  2. Sarah ha sempre patito i corpo a corpo.
  3. Ceccon, quello che sembra che non tocchi mai a lui. Bravo Sabbioni.
  4. Veni, Vidi, Mangiai vivo quello accanto, Megli.
  5. Parte male, nuota non benissimo, vira e si ferma, nuota sgangherata, non riesce a muoversi negli ultimi 15 metri, era sempre andata meglio e in crescendo in stagione, la finale era abbordabile, l’oro nei 200 possibile e adesso invece? Anche un anno fa uscì dai cento corrucciata e poi vinse l’oro europeo. Chissà stavolta. Per vincere ci vuole forma fisica, capacità di sopportare la tensione, espressione al top della propria nuotata. La carriera poi è lunga.
  6. Quadarella in scioltezza.
  7. Di Liddo ci ha sperato e ci ha provato. Un legno felice. “È solo l’inizio”.
  8. Ma non è bello che la Carraro e la Castiglioni abbiano stabilito lo stesso record italiano nello stesso giorno? Ad Arianna è toccato il brivido dello spareggio. Il livello è ovviamente alto e quindi non è facile il podio.
  9. Comunque ci sono poche controprestazioni, tutti tirano al mattino, generalmente fanno il massimo nell’occasione che conta e a volte tirano fuori prestazioni sorprendenti (Di Tullio, Frigo). Mancano forse le punte, anche se in forma ci sono Detti, Paltrinieri, Quadarella e Panziera da oro mondiale. Pellegrini non più?
  10. È tornata ye shi wen. Con le sue manone (Cit)
  11. Che bello il messaggio alla Ikee.
  12. Lewis, l’australiano che spunta dal nulla.

SETTE

  1. È tornata la Ottesen!
  2. Sembra di essere alle convention della Apple. “Il 200 rana più veloce di sempre”. Chupkov si tiene nascosto e piazza un ultimo cinquanta da urlo. “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?”, sente chiedergli. “Elementare, Wilson”, gli risponde il russo dall’alto di un record del mondo strepitoso.
  3. Regan Smith è il terremoto diciottenne, il fenomeno statunitense che ti tira giù tre secondi in un baleno e sconvolge una gara nella quale l’alto livello sembrava stabilizzato sui 2’05”/2’06”. Regan Smith è anche l’eufemismo che userà da qui in avanti Margherita Panziera per evitare di bestemmiare in modo esplicito. “Mi sono fatta il mazzo per  nuotare 2’05” e tu mi appari all’improvviso e nuoti 2’03”35 accanto (o meglio avanti) a me? Record del mondo di Missy Meteora (sigh) Franklin abbattuto.
  4. La 4×200 stile libero è stata una cosa da tenere gli occhi incollati allo schermo e non staccarli se non dopo aver memorizzato tutto. Quanto possono bruciare tre centesimi di distacco dalla medaglia di bronzo? Ora non devono mangiarsi troppo le mani, che servono loro per preparare Tokyo.
  5. Area 51 esiste. Ogni tanto fanno uscire qualcuno e lo mostrano al mondo. Dressel e Regan Smith, per esempio, vengono da lì.
  6. Luca Sacchi: “Quando vedi uno che ti è così davanti al passaggio ti senti fermo, inutile, insignificante”. Dressel: 49”50 nei cento farfalla. Record del mondo sfilato a Phelps.
  7. “Il 100 stile è roba mia”. Simone Manuel si è nascosta per qualche giorno e poi ha fatto il cucù più meraviglioso del mondo in faccia a Cate Campbell e alla Sjostrom. Di nuovo.
  8. Gwangju e i suoi impianti semivuoti non si meritano questo Mondiale spettacolare. Efimova, che ne pensi? “Come atmosfera è il peggior Mondiale tra i sei che ho disputato” detto con tono schifato nonostante l’oro appena vinto nei 200 rana femminili.

OTTO

  1. Dai, Margheeeeeeeee!
  2. Il Settebello è stato strepitoso. Anche il gruppo ultras italnuoto si è ben distinto.
  3. Sandro Campagna, il chirurgo della pallanuoto. Lui sa dove colpire, spiega come farlo, i giocatori eseguono.
  4. Simona Quadarella è stata eroica. Dieci, cento, mille quadarelle.
  5. Benedetta Pilato, veterana a quattordici anni. “Sì, ho fatto la mia gara, non ho avvertito particolari tensioni, sono sempre cinquanta metri da fare a rana, no?”
  6. Pilato & Carraro vs King & Efimova. Lo avreste immaginato solo un anno fa? Purtroppo i 50 rana non sono distanza olimpica. Purtroppo la mista cagata sì, by the way.
  7. Codia e Vergani, coi tempi di un anno fa, sarebbero stati argento mondiale. Maybe next year?:)
  8. Alla quasi fine ci sono stati successi e controprestazioni, ma l’atteggiamento degli azzurri di fronte ai risultati è quasi sempre quello giusto.
  9. Quattro quarti posti per un distacco totale di venti centesimi o giù di lì. Sarà record? Corsia 4 sezione statistiche: arrivo

Vogliamo poi ricordare il trionfo del Settebello? https://youtu.be/ugziiwmI-M0

 

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