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Lo stupore delle prese elettriche

I sussidi all’agricoltura, un male che non si rimuove

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https://phastidio.net/2005/10/19/sussidi-e-gattopardi/

“Secondo le ultime statistiche, ben il 30 per cento dei redditi agricoli in area Ocse proverrebbero da sussidi, con punte del 54 per cento per i coltivatori di canna da zucchero. Sempre in area Ocse, si calcola che Unione Europea, Stati Uniti e Giappone incidano per l’82 per cento dei 279.5 miliardi di sussidi agricoli erogati lo scorso anno.
Secondo il Cato Institute, con il denaro pagato dal governo federale agli agricoltori tra il 1995 ed il 2003 (un costo dei sussidi che ad oggi pesa per circa 146 dollari l’anno sulle tasche di ogni famiglia di contribuenti), sarebbe stato possibile acquistare direttamente oltre un quarto delle aziende agricole statunitensi. E non è tutto: il primo 5 per cento dei percettori di sussidi intasca oltre il 55 per cento delle erogazioni complessive. In alcuni casi, tra i beneficiari figurano aziende presenti nella classifica Fortune delle prime 500 aziende per fatturato. Il grosso dei sussidi neppure raggiunge i piccoli agricoltori, che spesso si trovano in condizioni di reale difficoltà economica. Secondo il Cato Institute, nel 2003 la Riceland Foods Inc. di Stuttgart, in Arkansas, ha ricevuto sussidi per 68.9 milioni di dollari, più di quanto percepito da tutti gli agricoltori di Hawaii, Rhode Island, Alaska, New Hampshire, Connecticut, Massachusetts, Maine, Nevada e New Jersey messi assieme. Per rilanciare l’iniziativa liberista e promuovere una crescita economica globale meno sbilanciata, occorre che gli Stati Uniti si scoprano meno protezionisti”.

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