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Lo stupore delle prese elettriche

Come si manda in rovina un paese. 1982

Copia incolla da Sergio Ricossa,”Come si manda in rovina un paese.”

Stagflazione. Se gli affari vanno male e le vendite calano, i prezzi non scendono più, ma salgono anche loro. Il mostro è stato partorito dai politici e l’ostetrica è stata Keynes.
Andreatta ripropone l’editto di Diocleziano proponendo di bloccare per sei mesi o un anno i prezzi e i salari. Si dimette poi. Litiga anche con Formica. Dc e Psi e i loro ministri litigano dentro il governo.
Ciascun politico confessa che i suoi colleghi nello stesso partito sono ladri. Siro Lombardini, onesto, spiega come funziona:”Anticipare di sei mesi l’aumento dei prezzi dei medicinali vuol dire procurare un guadagno di 400 miliardi all’industria farmaceutica. Vuoi che non te ne offrano 40 se gli fai il favore? Tu ne versi 30 al partito e il resto sono tuoi.” Lombardini continua a pensare che però il regno del ladrocinio sia il libero mercato.
I governanti pretendono di bloccare anche i redditi, cioè i salari, ma nessun governo, per quanto illuminato, può razionalmente dire quale debba essere la dinamica reale delle retribuzioni, non potendo prevedere abbastanza bene né l’andamento della produttività, né quello delle ragioni di scambio.
Gli industriali sono favorevoli al blocco dei redditi, che percepiscono come blocco dei salari, mentre non sarebbero favorevoli al blocco dei profitti. Smith:”I nostri mercanti e i nostri industriali si lamentano dei cattivi effetti degli alti salari, ma non di quello degli alti profitti, che possono essere perniciosi. Si lamentano dei guadagni altrui e mai dei propri.” Gli alti salari permettono ai dipendenti di comprare i prodotti. Il segreto è lasciare liberi i prezzi di fluttuare.
Duecentomila metalmeccanici contestano tutti a Roma.
Tra il 1980 e il 1982 la pubblica amministrazione ha distrutto il 40% del risparmio privato netto. Quindi il risparmio non ha prodotto né investimenti pubblici né privati. I cittadini versano allo Stato ben più di quanto credono: tasse, imposte, denaro in prestito, ma anche imposta da inflazione e ulteriori imposte occulte che si possono intravvedere nei divieti di esportazione di capitali o in divieti di impiegarlo seguendo una libera scelta di mercato.
Riviste liberali parlano di programmazione, giustizia sociale, no allo stato minimo o al monetarismo estremo.
Cossutta rifiuta lo strappo con l’Urss del pci.
Alcune industrie, tra cui Unilever, dicono a Ricossa che finanzierebbero un convegno della Mont Pellerin Society e gli chiedono di organizzarlo. Poi rinunciano dicendo:”Ma tutti questi liberisti che avete invitato mica parleranno male dei governi?”
Sylos Labini ammette i suoi errori.
Prodi chiede di avere all’Iri lo stesso stipendio di Romiti. I soldi non sono i loro. Quelli di Berlusconi di chi sono? Delle banche?
Scandali Calvi, Marcinkus, Gelli.
Montedison. Divisione dei compiti tra chimica pesante, che Schimberni rifila all’Eni e chimica fine, che resta sua e quindi privata. La Montedison è piena di debiti verso le banche dell’Iri e vuole liberarsene.

Gli esperti. Sanno tutto del passato e del presente e nulla del futuro. Inducono a puntare sul futuro denaro altrui senza alcuna responsabilità propria. In ciò sono diversi dall’imprenditore liberista.

Sono in galera grandi avvocati, ex ministri, funzionari pubblici, banchieri, politici, stelle del cinema e dello sport. Cade la moralità e aumenta il numero di leggi da rispettare. Alcuni si perdono nella giungla normativa, mentre altri la popolano come predatori.
Violare norme, o sfruttarne altre, ottenerne l’abolizione o l’introduzione di alcune può essere più redditizio per gli imprenditori che soddisfare le famiglie consumatrici. Il capitalismo degenera in gioco politico come quando i Bardi, i Peruzzi, i Medici finanziavano le monarchie e ne erano finanziati. Oggi al posto delle monarchie ci sono i partiti e le correnti. Si può diventare miliardari se tutto va bene o in carcere o all’obitorio se va male.

La politica democratica è l’arte di ottenere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi promettendo di proteggere ciascun ceto dall’altro. (Oscar Ameringer.)

Soppressa la libertà privata in tema di affitti rustici. Si favoriscono i vecchi affittuari, ma chi cerca nuova terra non la trova più in affitto, deve acquistarla e ha bisogno di capitali. I potenziali nuovi affittuari sono danneggiati. Effetti analoghi ha provocato la regolamentazione degli affitti nell’edilizia residenziale cittadina.
Una curiosa legge del 1982 sopprime la libertà contrattuale in agricoltura ma concede contratti in deroga purché i contraenti siano assistiti dalle rispettive organizzazioni professionali o sindacali. E’ la vecchia propensione italiana al corporativismo antiindividualistico. Sono in ogni caso vietati i contratti di mezzadria, colonia e compartecipazione agraria, come a voler dimenticare il passato.

Il legislatore italiano è assecondato nell’inefficienza in agricoltura dal legislatore europeo. La politica agricola comunitaria costringe a comprare nell’area comunitaria a prezzi molto più elevati di quelli del commercio internazionale, dovendo inoltre contribuire al finanziamento della programmata distruzione di ricchezza costituita dai maggiori surplus comunitari. Così l’Italia trasferisce ricchezza ai paesi più ricchi.

Gli elevati prezzi politici causano eccessi produttivi che si regalano fuori dalla Comunità o si distruggono dentro. L’agricoltore diretto produce una tonnellata, finge di distruggerne due e incassa un premio doppio.

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