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Ma scrivi un po' cosa ti pare

Kazan 2015: il presunto tassista che non ti aspetti.

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Ehi,man! Un tipo alto con un cappellino da rapper afroamericano e una maglietta Nike gialloblu mi chiama mentre sto controllando il contenuto dello zaino sopra una panchina all’uscita della zona arrivi dell’aeroporto di Kazan.
“Aspetti un taxi? Oggi è festa, c’è traffico, i taxi car passano raramente. Ti accompagno io.” Quale di queste cose sarà stata più improbabile? Che arrivi un tipo, mi veda armeggiare in uno zaino e pensi che abbia bisogno di un passaggio? Che un tipo passi dai dintorni dell’aeroporto e mi salga in un giorno di festa? Che lo stesso tipo anticipi il fatto che di lì a poco avrei effettivamente aspettato un taxi? Che là dietro fosse spuntato un taxi appena salito in macchina?
“In Russia le città sono tuttue uguali, dirà. Tutte le strade uguali, tutte le case uguali.”
“Le chiese?”
“Anche. È stato il comunismo. Comunque Kazan è multi religiosa.”
“Vuoi ascoltare un po’ di musica? Cosa ti piace?”

“Boh. Rock.” In realtà ho soltanto sonno, anche se è mezzogiorno. Ci vorrebbe qualcosa di lento.
“Questi sono i Lumen. Punk rock russo.”
“Appunto.”
“Questa città ospita molti eventi sportivi. Il nostro presidente ama lo sport. Ci sono stati giochi giovanili, universiadi e così via.” Si riferisce al presidente del Tartaristan, la zona nella Regione del Volga di cui fa parte Kazan e che è stata trattata dai governi russi con molte attenzioni e molti fondi, date le riserve di petrolio e gas di cui dispone.
Mentre passiamo lungo il fiume dove si svolgono le gare di fondo non so che l’Italia ha conquistato, presumibilmente in quei minuti, un oro e un bronzo nella 25km. Vedo solo delle bandiere, che si fanno più numerose quando passiamo per gli impianti delle gare. Prima ancora si sono visti altri impianti sportivi, strade trafficate in direzione aeroporto, campi di un verde appassito.
“Lì dove si svolgeranno le gare di nuoto è dove gioca il Rubin Kazan.”
“Già. Non ricordo se ci ha giocato contro la Fiorentina qualche volta.”
“Ah. Eh, sai. Io tifo Juventus in Italia perché ci ha giocato Roberto Baggio, il più grande calciatore dei suoi tempi.”
“Non è necessario tifare Juve per Baggio. Ha giocato anche nella Fiorentina, se è per questo.”
“Eh. Lo so. In Russia invece sono per lo Ziniet.”
“Chi? Ah. Lo Zenit! La squadra che è stata allenata da Spalletti.”
“Già. Lui allenava la Roma, vero?” Intanto penso a chissà quanto mi chiederà come tariffa. Lui telefona per conto mio all’ostello e dice qualcosa in russo, quindi ci arriviamo e il costo è di 1000 rubli, vale a dire circa quindici euro

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