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Lo stupore delle prese elettriche

La paura che spinge a votare i Trump

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Vecchio articolo di Massimo Fontana.

“Ora , per chi non lo sapesse , la supply-side economics era una implementazione dal lato dell’offerta del vecchio keynesismo basato sul moltiplicatore della spesa pubblica.

Trump , più ancora di Reagan , si sposta verso una maggiore componente della domanda , diventando quindi un keynesiano a tutti gli effetti .

La politica che propone è di fatto niente di più e niente di meno che lo stesso piano di maggior deficit e intervento pubblico presentato da Obama nel 2009 .

 

Problema .

Il punto focale e dirimente di tutto questo discorso risiede nel cosidetto moltiplicatore keynesiano della spesa pubblica .

Parlavamo del piano Obama .

Ecco , secondo le previsioni di allora fatte da economisti un “filino” più seri di quelli di Trump ( non ne ha )  , l’economia sarebbe dovuta cresce alla fine del 4% annuo .

Si è arrivati a fatica alla metà.

Ergo , se il moltiplicatore stimato era 1.6 , con ogni evidenza non è andato oltre 0.8 .

E all’epoca le condizioni erano le migliori possibili .

 

Oggi , con espansione economica e monetaria in atto , il moltiplicatore dovrebbe essere li dove tutte le ricerche degli ultimi 30 anni l’hanno situato in tale contesto : 0.5.

Questo vuol dire che per ogni dollaro speso , il pil crescerà di 0.5 .

Risultato : il debito pubblico salirà consistentemente .

E non a caso anche durante la Reaganomics il debito pubblico è esploso.

 

 

Cosa stà succedendo allora ?

Per l’intellighenzia italica, ferma allo schema interpretativo neomarxista , quello che stiamo vedendo è la risorgenza della lotta di classe .

I bianchi impoveriti si ribellano alle elite.

Questa interpretazione facile però ha almeno due problemi :

1) come visto a votare Trump sono stati una pluralità di soggetti .

Dall’operaio bianco senza lavoro al cowboy texano fanaticamente religioso quanto un talebano, dall’artigiano del profondo sud su su fino addirittura alla donna bianca laureata .

In questa lista c’è di tutto tranne una classe sociale che si ribella.

2) Non solo : anche volendo ridurre il voto a Trump ai soli operai bianchi non istruiti, comunque la rivolta marxista delle classi sociali è letteralmente tutta un’altra cosa.

Si parte dalla ripresa della coscienza di classe , si prosegue con la strutturazione unitaria di un movimento di lotta e si finisce con la lotta senza quartiere contro la classe dominante .

Abbiamo visto questo negli Stati Uniti delle ultime elezioni ?

No .

Ciò che abbiamo visto è semplicemente un più o meno trasversale vaffanc..o al mondo attuale .

Un vaffa allora alle elite ?

Non solo .

Certo , c’è lo scontento verso chi ha diretto un paese , ma c’è anche la paura verso il diverso , verso le nuove tecnologie , verso il futuro .

 

E allora forse una prima chiave per capire quanto sta succedendo risiede qui : la paura .

Paura e rivolta globale ?

Di nuovo : no .

Tralasciando la Cina , per ovvi motivi , possiamo notare che paesi prima populisti , oggi si stanno riportando verso politiche virtuose .

Abbiamo il sudamerica , che dopo il decennio passato di ribellione al “neoliberismo” , si sta piano piano riportando a più miti consigli per il palese fallimento delle alternative socialiste  .

Ma abbiamo anche l’India (1/5 dell’umanità ) , che prosegue in un suo travagliatissimo percorso democratico , con ampie zone di ribellione pluridecennali ( pensiamo ai maoisti che ne controllano un terzo del territorio ) , ma che comunque non vede una situazione di “devianza” elettorale come sta vivendo l’occidente .

In sostanza , il malessere elettorale che stiamo vedendo è prettamente occidentale .

 

Ma perchè allora ?

Due potrebbero essere le cause .

La prima è la principale ed è dovuta all’intreccio perverso tra il sovraccarico di competenze statali unito all’altrettanto sovraccarico di aspettative dell’elettore.

In sostanza , con la crescita economica del dopoguerra , le competenze degli stati sono enormemente aumentate e nel mentre grazie alla crescita economica anche le condizioni di vita dei cittadini .

Ma condizioni di vita sempre migliori hanno portato la popolazione ad aumentare in modo esponenziale le proprie aspettative di vita ( intese come capacità di aumentare le proprie condizioni materiali ), ben oltre le possibilità reali di crescita ordinaria di un sistema economico .

Se ci aggiungiamo il fatto che lo stato ha raggiunto il limite massimo di competenze gestibili in modo efficiente ( l’Italia e l’Europa sicuro , meno per gli Usa e l’UK ) , ecco che ci troviamo nella situazione in cui l’elettore medio ha aspettative di programmi di vita tali che di fatto nessun governo razionale può promettere .

A chi si rivolge allora ?

Ai vari populismi , che della razionalità , soprattutto economica , se ne fregano .

 

A questo si aggiunge però una seconda causa , che in realtà si diviede in due e sono contingenti :

– la crisi economica post Lehman

– la crisi migratoria dei rifugiati.

E qui la cosa è semplice : in un mondo di aspettative crescenti ed irreali , arriva una crisi economica che fa più o meno ristagnare il reddito e nel quale per ultimo si riversa una massa di milioni di diseredati .

In una simile situazione , con reddito fisso o quasi , ma col numero di persone che devono spartirselo che aumenta , per una parte della popolazione l’arrivo di nuovi immigrati può diventare davvero un movimento che incide profondamente sia sul livello di reddito corrente , sia sulle aspettative di crescita future.

 

A questo punto cosa fare ?

In realtà poco , o da un certo punto di vista tanto .

Poco perchè l’elettore arrabbiato e dalle aspettative irreali è ingestibile .

Poco perchè di fatto c’è solo una opzione da percorrere : la riduzione del gap di aspettative e l’aumento della crescita della produttività ( sola che può aumentare i redditi ).

Tanto perchè implementare le politiche necessarie a raggiungere tale obiettivo richiede riforme che attualmente gli elettori non vogliono .

Ergo : l’occidente è in un circolo vizioso.

Gli elettori vogliono migliorare le loro condizioni , ma per farlo votano politici che le peggioreranno .

 

Alla fine provvederà da sola la dura realtà ( o meglio Darwin ) , ma ci vorrà tempo.

Tanto , tanto tempo .

Nel mentre : si salvi chi può”.

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