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Lo stupore delle prese elettriche

La sovrappopolazione è un problema ambientale?

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Non è un problema se lo sviluppo tecnologico ci aiuta.
Anche Malthus diceva che era un problema. La terra era quella, più gente la sfruttava e prima finiva.
Più persone significano più cervelli e non solo più bocche.
Quando un bene sta per finire, i prezzi crescono e questo è un segnale di scarsità che porta i consumatori a chiedere altro o a volerne meno e i produttori a trovare modi alternativi di produzione
Le risorse non sono fisse. Esistono beni e prodotti che una volta non esistevano. Esistono i sostituti. Il carbone ha sostituito il legno. Il petrolio ha sostituito il carbone, almeno in parte.
Grazie allo sviluppo tecnologico si trovano nuovi mezzi di produrre, nuovi metodi di produzione (rivoluzione verde: impieghi meno persone e meno tempo e sfami molte più persone di quando tutti facevano i contadini producendo ben poco e sfamandosi ancora meno). Si possono inventare nuovi prodotti (la plastica ha sostituito la latta e l’alluminio, risorse di cui molti dicevano che stavano per finire)
Lo sviluppo tecnologico è favorito dalla ricerca che è favorita se più gente può permettersi di fare il ricercatore anziché andare a zappare nei campi dall’età di sei anni. Quindi lo sviluppo tecnologico è in qualche modo legato allo sviluppo economico. Il quale è previsto “stazionario” secondo il modello di Solow, ma i paesi continuano a crescere (o meglio, il loro pil), salvo le fluttuazioni cicliche. Perché? Per il cambiamento tecnologico e per l’avvento di nuove idee e di nuove innovazioni (internet, per esempio), non necessariamente legate alla produzione materiale di cose o allo sfruttamento di risorse naturali. Chiaramente esistono dei perdenti in ogni transizione e sui costi di transizione potrebbe intervenire la politica.
Dove il reddito è più basso e l’economia di sussistenza le persone fanno più figli perché questi sono il loro capitale e perché rischiano di morire presto. Dove il reddito è più alto le persone fanno meno figli anche perché hanno più “motivi di svago”.
Quindi se i cambiamenti tecnologici continuano ad esserci, se l’umanità trova nuove idee da sviluppare (e sulle quali fare soldi), se sempre più persone escono dalla povertà, è sempre più probabile che la popolazione smetta di crescere. Tutto questo è reciprocamente legato.
La popolazione crescente non è un problema finché l’uomo trova delle soluzioni per cambiare l’uso delle risorse o inventarne di nuove affinché sia possibile che questa “popolazione crescente” abbia più benessere e quindi peraltro pensi all’ambiente oltre al fatto che un utilizzo più efficiente dei fattori di produzione (tipo la terra) permette di sfruttarne meno per fornire più prodotti. Tutto questo ha dei costi? Per esempio l’agricoltura intensiva prima o poi fa perire il suolo? Sì, ma i costi sono inferiori ai benefici e si trovano nuove soluzioni? Allora il problema è risolvibile grazie alle solite cose: sviluppo economico, umano e tecnologico.
Ma come fai a dire che quanto è accaduto in passato accadrà di nuovo? Allora. Intanto è accaduto. I profeti di sventura sono stati smentiti. Il pianeta è più popolato, con gente sempre meno povera, con crescita economica più alta e anche meno inquinato rispetto all’Ottocento. Grazie anche alla globalizzazione la popolazione sotto la soglia della povertà è in netto calo. Da un punto di vista economico il mondo negli ultimi dieci anni è cresciuto in media del 4% (se non sbaglio). Quindi si hanno sviluppo tecnologico, crescita economica (salvi i cicli), riduzione della povertà e…già adesso popolazione mondiale in diminuzione. La popolazione mondiale è previsto che si stabilizzi sui 10 miliardi. Già adesso, con le tecnologie attuali, e migliorando il sistema di distribuzione del cibo, questi 10 miliardi di persone possono essere sfamate, per dire.

Comunque il giudizio è sospeso. La sovrappopolazione è un problema perché l’uomo non fa parte della natura? Allora va soppresso. Cominciate voi a sopprimervi. È un problema come lo è una sovrappopolazione di ogni altro animale (o ogni pianta?). Allora lasciamo che ci pensi la natura a risolvere il problema anche coi cambiamenti climatici (che però hanno impatto anche su animali e piante che non li hanno generati, teniamone conto e cerchiamo di agire per contrastarli). È un problema di base perché più siamo più consumiamo e più spazio occupiamo e più risorse usiamo e lo sviluppo tecnologico non sarà sufficiente e comunque ne beneficeranno solo poche persone? Allora dite al papa di accettare l’uso dei preservativi e tassiamo chi fa figli (col rischio di evitare la nascita di figli geni che trovano il modo di sfamare dieci persone con mezza risorsa). È un problema di crescita economica, cioè dove si è più poveri si fanno più figli? Sì, ma la soluzione è la crescita e questa dipende dallo sviluppo tecnologico (la cui realizzazione ed evoluzione non è comunque prevedibile o pianificabile).

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