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Lo stupore delle prese elettriche

Le pensioni non sono intoccabili

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A quei tanti, troppi, che difendono l’intoccabilita’ delle pensioni in essere perche’ il pensionato che ha lavorato 40 anni la sua pensione se l’e’ pagata e quindi non e’ lui il problema, io rispondo cosi’.
Anzituttto, il “pensionato medio” che ha lavorato 40 anni NON prende 900 euro al mese ma, dai 1200 in su. Evitiamo la retorica bugiarda, anzitutto.
In ogni caso, se ha piu’ di 70 anni ed e’ andato in pensione da almeno 15, SI’ il problema e’ ANCHE lui. Perche’ 40 anni di contributi pagano, al piu’, 15 anni di pensioni piene e pari all’ultimo salario percepito! Non di piu’!
Come sono un problema i milioni di seguenti:
– Tutti quelli nella medesima situazione di cui sopra che, pero’, nemmeno han contribuito per 40 anni ma per molti meno, 35 o 30 o 25.
– Tutti quelli che, lavorando da autonomi, coltivatori diretti o similia, han contribuito una miseria (altrimenti, come evadevano?) ed ora ricevono pensioni sussidiate dal lavoro altrui.
– Tutti quelli che sono andati in pensione con molto meno di 40, 30 e financo 20 anni di lavoro, specialmente nel settore pubblico, e che da decenni continuano a percepire pensioni ben superiori alla minima.
Si, anche questi sono il problema. Non solo le scandalose pensioni d’oro.
Il problema sono i 18 milioni di pensionati italiani, presto 19 milioni, che si mangiano una fretta troppo grande del reddito prodotto dai 24-25 milioni che contribuiscono.
E visto che ci siamo, chiariamo anche un altro punto.
L’argomento del 70+enne in pensione da almeno 10 (frequentemente 15) anni che difende con le unghie ed i denti la sua alta pensione perche’ “ho contribuito 40 anni e me la sono pagata” e’ un argomento del menga.
E’ una falsita’ usata per rubare a chi lavora ed ai piu’ giovani in particolare, Si, rubare per mezzo dell’INPS e dei sindacati che, infami, difendono questo furto da decenni.
Per due ragioni.
1) Il ragionamento COMUNQUE non vale perche’ il sistema italiano non e’ mai stato a capitalizzazione e non lo e’ neanche ora! QUINDI fare calcoli su “contributi versati e capitalizzati” vs “totale pensione ricevuta” e’ concretamente assurdo perche’ non esiste fondo accumulato. Nessuno si e’ “pagato” niente: hanno versato contributi che sindacati e governo hanno usato per pagare le pensioni di quelli in pensione prima di loro. O per sperperarli in sussidi, casse integrazioni eterne, e via elencando le mille follie che dal 1975 ad ora vengono compiute.
2) Ma l’argomento cruciale e’ un altro. Occorre ricordarsi sempre una cosa: il sistema pensionistico italiano (contributivo o retributivo che sia, non fa differenza) e’ un sistema “PAYGO”, quindi “paga” quel che puo’. Ossia, quello che il reddito da lavoro disponibile (da cui le pensioni vengono estratte) e’ in grado di sopportare. E quel che e’ in grado di sopportare varia di periodo in periodo, non e’ dato per sempre. Il totale del reddito da lavoro nazionale varia nel tempo. Se volete metterci anche il reddito da capitale non cambia nulla, varia pure quello e si chiama PIL. Che e’ CALATO drammaticamente dal 2008 ad ora!
Quindi non c’e ‘ALCUNA violazione di diritti acquisiti o supposte promesse nel far variare le pensioni al variare del reddito nazionale disponibile perche’ sono variati salari, stipendi, spese per la salute, la scuola e tutto il resto!
Gli shock aggregati sono una realta’ dei fatti e sia argomenti di efficienza, che di equita’ coincidono: se il reddito nazionale cala le pensioni vanno TAGLIATE, RIDOTTE, DIMINUITE almeno proporzionalmente. Siccome il reddito italiano per-capita e’ diminuito di circa il 10% dal 2008 ad oggi occorre tagliare le pensioni di altrettanto, almeno nell’aggregato. Su come distribuire il taglio, si puo’ discutere.
Siccome non lo faranno questo furto oramai trentennale continuera’ ad aumentare rendendo impossibile ogni crescita economica duratura.

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