Crea sito

there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

[Liberi Oltre] Origini storiche dell’arretratezza cinese

| 0 commenti

La Cina è una potenza emersa. Sta sfidando gli Stati Uniti sui fronti miliitare, politico, economico. È la seconda economia del mondo. In termini assoluti, non procapite, può diventare la più grande economia del mondo in qualche decennio.

La Cina sta riprendendo un posto che aveva avuto nella storia e era stato dimenticato per una serie di eventi politico militari che l’avevano resa molto povera rispetto ai paesi occidentali.

Negli anni 60 e 70 era un paese arretrato e agrario. Aveva anche deciso di far morire milioni di abitanti col grande balzo in avanti.

La Cina è stato un grande paese che ha avuto una civilizzazione più lunga e di successo nel lungo periodo dell’Europa, anche mediterranea. L’impero cinese è iniziato prima dell’impero romano e è durato con oscillazioni fino al 1911 quando la Cina è diventata una repubblica e sono successe vicende politiche.

Dal 2000 ac al 1911 è stato un impero unificato, con alcuni periodi di frantumazione. La popolazione cinese è rimasta sistematicamente superiore a quella dell’intera Europa da sempre, sostanzialmente.

L’impero romano al massimo aveva 90 milioni di abitanti, la Cina a quei tempi ne aveva 150. Nell’800 la Cina aveva circa 400 milioni di abitanti, superiore al numero degli abitanti europei esclusa la Russia.

L’impero cinese era molto civilizzato.

Allora. Come mai la Cina non si è sviluppata? Perché è rimasta povera? La domanda può essere: perché avrebbe dovuto svilupparsi? Ciò che è da spiegare forse è l’eccezione inglese.

Anche altri paesi sono un’eccezione. La Francia del diciassettesimo secolo era intellettualmente, culturalmente, scientificamente più avanzata della Cina. Anche l’arte italiana rinascimentale era superiore a quella cinese. Al museo di Shanghai ci sono tremila anni di storia dell’arte cinese e è tutta quasi uguale per tremila anni. Lo stesso vale per l’architettura e altre cose.

L’idea tradizionale è che la Cina non si è sviluppata perché esisteva un regime oppressivo, con un imperatore più o meno cattivo, una burocrazia che prendeva tutte le stille di potenziale surplus e le usava per i propri lussi. Questo perché c’era una forma di sfruttamento.

Ai tempi del marxismo gli studiosi marxisti dovevano avere la visione del partito, per cui era opportuno doveroso sottolineare l’avidità di imperatori e burocrati e l’avidità degli imperi colonialisti che avevano spolpato la Cina nell’Ottocento.

Ai tempi del marxismo non era consentito agli studiosi occidentali di accedere alle fonti.

Negli anni 80 e 90 le cose sono cambiate. A seguito dei cambiamenti politici si sono sviluppati dei contatti con studiosi cinesi. Joseph Needham ha cominciato a studiare la Cina, a raccogliere informazioni, a costruire una storia alternativa in una cinquantina di volumi. Per questa storia la Cina era molto più avanzata dell’Occidente perché aveva inventato tutto, dalla carta alla polvere da sparo. È una continua descrizione di macchine. La cura del dettaglio era fondamentale. Gli mancava la scienza, la visione globale. I suoi studi hanno comunque creato un nuovo interesse.

Ken Pommeranz ha creato le basi della storia economica cinese. Ha scritto great divergence. Ha rovesciato l’impostazione. Basandosi sul fatto che la Cina era tecnologicamente avanzata ha scritto che la Cina premoderna, anziché un paese arretrato con pochi ricchi e tanti poveri, era un paese avanzato. O comunque era un paese non inferiore a Gran Bretagna e Olanda prima della rivoluzione industriale. Non ragionava in termini di reddito nazionale. In termini di caratteristiche generali della società cinese quali sono le caratteristiche che definiscono la società inglese prima della rivoluzione industriale come avanzata? Aveva un livello di benessere molto elevato. Be’. L’aspettativa di vita cinese nel 1700 non era inferiore a quella inglese. Aspettative di vita che alla nascita erano tutte sui 40 anni. La mortalità infantile era del 30% nelle società preindustriali. Poi gli altri vivevano più a lungo.

Libertà di mercato. In Inghilterra i diritti di proprietà erano più sviluppati che nell’Europa meridionale. Se avevi una buona idea e facevi soldi non c’era il rischio che il re o lo zar te lo portasse via. (Vedi Douglas North). Pommeranz dice che mercato e libertà erano analoghi, anche se la cosa era discutibile anche per il fatto che in Inghilterra c’era il parlamento. Consumi. I contadini cinesi erano poveri però c’era un desiderio di consumi non inferiore. C’erano mercanti non poveri e che potevano investire. Disponibilità di terra. Il problema cinese, ma anche inglese, era che c’era poca terra rispetto alla popolazione. L’agricoltura era avanzata produttivamente anche perché c’erano troppi cinesi rispetto alla popolazione. Il problema è che la Cina non ha superato questo vincolo della popolazione, mentre l’Inghilterra sì perché l’Inghilterra ha avuto invenzioni che hanno aumentato la produttività e queste invenzioni sono state rese possibili dal carbone mentre prima le fonti energetiche erano legno, vento, acqua, che però erano limitate da varie ragioni. L’Inghilterra ha sviluppato tecnologie basate sul carbone. Risorsa più abbondante in Inghilterra. A quel punto l’energia non era più un vincolo. Ma la Cina non ha il carbone? Sì, ma l’aveva nel nord ovest e le aree sviluppate erano molto lontane, nella costa, a duemila chilometri di distanza, per la tecnologia del tempo erano sparute. Non avevano tecnologia e non avevano incentivo a svilupparle e non sapevano di averlo. In Inghilterra il carbone era a 300km.

L’Inghilterra è riuscito a non avere il problema di disponibilità di terra per l’energia. Poi l’Inghilterra ha avuto le ex colonie, cioè Stati Uniti, Canada, Australia, che hanno iniziato a rifornirla di prodotti alimentari (grano, carne) e ha superato il vincolo della quantità di terra. La Cina ha perso invece il treno dell’industrializzazione e a quel punto i giochi erano fatti.

Paesi simili e vicini all’Inghilterra, come Belgio e Germania, si sono sviluppati. La Cina è invece diventata militarmente ed economicamente debole. Pommeranz ha questa visione. Pommeranz era una punta di diamante della california school (gruppo di studiosi di storia economica sociale che avevano tenuto la linea secondo cui l’oriente era un’area sviluppata e in crescita almeno fino all’arrivo degli occidentali. La Cina fu aperta a cannonate con la guerra dell’oppio. Indonesia e India erano già state conquistate. La california school era dell’idea che gli occidentali erano cattivi e avevano conquistato a cannonate i poveri pacifici orientali e i cinesi sono stati gli ultimi a essere sfruttati perché erano i più grossi e almeno ufficialmente erano i più potenti anche se erano un castello di carta.).

Nel 700 la Cina era in grado di esportare manufatti verso l’Europa che gli europei desideravano e non erano in grado di produrre a quel livello qualitativo. Sete orientali e porcellane cinesi erano diventati famosi. Veniva pagata con argento. I poveri messicani e peruviani estraevano argento che veniva preso dagli spagnoli e si diffondeva in Europa. Con l’argenti gli europei pagavano i manufatti cinesi di lusso. Gli inglesi trovarono qualcosa che i cinesi volevano comprare ed era l’oppio. Allora gli inglesi iniziarono a esportare l’oppio con cui i cinesi si drogavano. East India company era una specie di ndrangheta. L’imperatore proibì il traffico al porto di Canton, che era l’unico dove poteva esserci il commercio. La East India Company allora fece la guerra alla Cina. Si aprì la Cina al commercio internazionale, con l’armistizio con cui la Cina ammise la propria sconfitta. I porti aumentarono. In quei porti c’erano i quartieri occidentali in cui gli occidentali avevano extraterritorialità. È il primo dei trattati ineguali da cui Mao li ha liberati, nella narrativa cinese anche attuale.

L’arresto cinese avviene ben prima. La Cina del 1300 è comparabile all’Europa del 1300. Poi già si allontanano.

Si è scatenata un’industria di stima del pil cinese (o reddito nazionale pro capite o quantità di beni e servizi che un’economia produce).

Steve Bradbury. Stima del pil cinese.

Vediamo il grafico con il confronto storico tra pil cinese ed europeo. Rispetto all’area più ricca della Cina, il delta dello Yangzi, il pil europeo è appaiato fino a circa il 1500. Poi quello europeo (“european frontier”, l’area più ricca dell’Europa tempo per tempo) cresce. Dopo il 1700 quello europeo vola e quello cinese (area dello YangZi, stima del livello più alto e del livello meno alto) crolla.

La great divergence, attorno al 1700, non è determinata tanto dalla rivoluzione industriale (post 1800) quanto dalla crisi della Cina. Quindi non da carbone e colonizzazione. La crisi cinese è anteriore di un secolo. Allora.

Come era riuscita la Cina a raggiungere livelli di reddito analoghi a quelli europei? Arriva la seconda parte dei California School. Rosenthal e Ma Yong. La Cina è cresciuta perché era un grande mercato mondiale. Esisteva una grande divisione del lavoro all’interno dell’impero cinese tra aree industrializzate (delta Yangzi) e aree agricole. Il mercato era enorme. Era possibile lo sviluppo. La divisione del lavoro era paragonabile a quella che si aveva in Europa. Lo sviluppo tecnologico c’era anche se non particolarmente elevato. Era crescita smithiana, basata sulla divisione del lavoro. Che era quella che aveva permesso lo sviluppo dell’impero romano e dell’Europa occidentale.

Perché c’è stata la crisi? Perché la popolazione è cresciuta molto, le risorse economiche (terra) non erano sufficienti per mantenere la popolazione. La crisi è esplosa a metà 1700 con serie di ribellioni, crisi fiscali, diciamo crollo del sistema del welfare (esisteva un sistema di distribuzione di grano che era stato messo in piedi a inizio 1700 e ha permesso l’aumento della popolazione). C’è stata una crisi politico finanziaria. Il governo cinese ha perso legittimità. Il livello di tassazione disponibile si è abbassato. Si perdevano le risorse per mantenere infrastrutture irrigue che servivano per il riso. La prima metà dell’800 è stata difficile. Poi c’è stata la sconfitta nella guerra dell’oppio. Poi c’è stata la rivolta dei tai ping, durata 13 anni. Questi hanno dominato militarmente la Cina, poi sono stati sconfitti dall’esercito imperiale. C’è stata una crisi demografica enorme. Tra i 30 e i 70 milioni di morti. Questo ha provocato una crisi del governo imperiale e la Cina non si è più ripresa. La Cina ha avuto stagnazione e calo del reddito e ha perso anche quel poco di livello di sviluppo che aveva ottenuto. Se aveva 1500dollari di reddito procapite nel 1600 ora era a 800. Le istituzioni non funzionavano. Il governo imperiale ha perso il controllo delle province. Gli europei hanno iniziato a cercare di colonizzare la Cina. Era troppo grande per ciascuna potenza. Ogni potenza preferiva che la Cina restasse indipendente piuttosto che un’altra potenza europea la colonizzasse. La Cina è rimasta debole. Ci fu la rivolta dei boxer, poi soffocata dalle potenze occidentali, compresa l’Italia. Nel 1911 l’impero crollò. La Cina discese nell’anarchia, si frantumò in staterelli, anche col supporto dei giapponesi. Nel 1927 28 riacquisì una certa unità con Chang Khai Shek.

Comunque la crescita smithiana basata su divisione del lavoro, commercio specializzazioni, ha dei limiti. In presenza di un forte aumento di popolazione o si ha

Pommeranz, dice Boldrin, valanga di stronzate anticapitaliste, odia la civiltà in cui vive e fa il guru. Impatto di ideologia nella ricerca storica. Visione della Cina di Pommeranz non vera dal 1700. Visione della rivoluzione industriale inglese completamente erronea. “Zucchero e carbone”, scambio ineguale nel terzo mondo, lo scambio è ineguale, noi non vogliamo lo scambio, facciamo l’autarchia, ci fottiamo. Una delle tesi di Pommeranz era che i cannoni andavano a prendere gli schiavi in Africa che coltivavano la canna da zucchero e andavano a coltivare la canna da zucchero e poi la esportavano in Inghilterra dove i proletari estraevano lo zucchero e ne approfittavano i capitalisti.

Il merito di Pommeranz è stato quello di dare impulso allo sviluppo della storia economica cinese. Adesso tra l’altro gli archivi cinesi, che sono ricchissimi e non sono mai stati studiati, sono aperti e c’è un mondo da studiare.

La storiografia cinese è poverissima.

Difetto Angus Maddison. Tutto si misura trasformando in equivalenti attuali gli standard di vita del contadino. Ha un limite tecnologico. Quando la tecnologia a disposizione è quella agricola pre macchina a vapore, le fonti di energia chiuse sono acqua, vento, animali, c’è un upper bound nell’income medio per capita. Le fonti di ricchezza vanno cambiate, vanno misurate nella varietà di innovazioni tecnologiche e di conoscenze scientifiche e lì la Cina del 1200 è forse lì alla pari sia pure non ricchissima e poi va indietro. Si può discutere con l’elenco delle scoperte tecnologiche ma c’è un upper bound banale che ha a che fare con le fonti di energia e la disponibilità di macchine.

Questo è il limite alla crescita smithiana.

Crescita chiusa, fonti di energia pre fonti fossili.

Esiste un limite alla crescita economica e del reddito in epoca pre rivoluzione industriale. Poi la rivoluzione industriale fa superare i limiti a cui i paesi, cinese, europei, erano arrivati.

In quale misura la rivoluzione industriale è stata preparata da sviluppi tecnologici, economici, politici, prima della rivoluzione industriale stessa? Questo è un altro grande dibattito storiografico.

Cosa accadde nella prima volta nel mondo in ambito europeo, che comunica, tra il 1200 e il 1600? Dopo di che Inghilterra, Olanda, Francia, nel 1700, sono più avanzate come livelli di reddito, organizzazione sociale, tecnologia, qualità delle abitazioni, istruzione, capitale umano, idraulica, rispetto a Shanghai. Povertà architettonica cinese fino al 1985, tutto uguale legno noioso crollato.

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.