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Lo stupore delle prese elettriche

[Liberi oltre] Storia della Cina nel XX secolo

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La Cina sarà probabilmente la prima o seconda potenza economica mondiale.

Punti base. La Cina ha una civilizzazione millenaria, più lunga e duratura di quella europea, che ha avuto crollo dell’impero romano e medioevo.

La Cina ha avuto un livello di sviluppo che almeno fino al 1500 era analogo a quello dell’Europa occidentale.

Le aree sviluppate della Cina erano forse quasi sviluppate quanto Olanda e Inghilterra.

C’è stata poi una divergenza a partire dal 1700.

L’Europa si è sviluppata, la Cina è andata in crisi nel 700 e dopo la rivolta di taiping e l’intervento degli occidentali è peggiorata.

La Cina era chiusa al commercio internazionale. Gli inglesi hanno avuto interesse ad aprirlo e lo hanno fatto con le guerre dell’oppio.  Gli inglesi dimostrarono che l’impero cinese era un impero di argilla.

Da metà ottocento l’impero cinese va in decadenza. Nonostante tentativi di riforme contrastati dall’elite burocratica. Il dominio politico era rimasto alla burocrazia che resisteva a qualsiasi di riforma di tipo occidentale. I giapponesi ci misero del proprio, sconfiggendo la Cina in modo umiliante.

Anche il Giappone venne costretto ad aprirsi al commercio ma il Giappone fece delle riforme brutali. Il mondo anglosassone vede l’utilità dell’apertura per sé del commercio e la sua necessità di materie prime. I giapponesi si aprirono. I cinesi no e furono legnati.

“Non possiamo essere dominati, se dobbiamo riformare esercito ecc lo faremo” dissero i giapponesi e diventarono una potenza regionale e sconfissero la Cina e perfino la Russia. Questo fu uno shock per l’occidente.  Anche se la sconfitta russa fu a est. È come se la NIgeria sconfiggesse l’INghilterra.

La Russia prima fu legnata in estremo oriente dove avevano forze limitate poi mandà la migliore flotta da san pietroburgo e fu legnata anche a ovest.

I giapponesi si convinsero di essere una grande potenza e da lì seconda guerrra mondiale.

Sconfissero la Cina che aveva sempre considerato i giapponesi inferiori e avevano provato a invadere.

Ci fu la rivolta dei boxer.

Ci fu un film anticinese. Gli europei avevano un quartiere indipendente nella città proibita dove loro avevano diritto di avere le legazioni, uno stato nello stato.

I boxer assediarono le legazioni. Gli occidentali resistettero. Ci fu un film in cui questi sono visti come eroi contro chi li vuole ammazzare. Arriva una spedizione militare occidentale che parte da Shanghai e riesce a liberare le legazioni. Colpo definitivo al prestigio dell’impero cinese.

Nel 1911 l’impero cinese crolla. Inizia una fase di caos politico in cui la Cina si spezzetta in staterelli chiamati signori della guerra.

La forza economica della Cina era di essere un grande paese agricolo con mercato unificato interno e pace sociale, quindi aveva avuto divisione del lavoro e commercio e piccole forme di sviluppo dopo l’apertura al commercio internazionale. Resta comunque paese agricolo e chiuso fino a inizio 900 con qualche sviluppo. Poi crolla l’impero e crolla l’economia. Chang Khai Shek riunisce il paese nel 1927. Inizia un periodo di modernizzazione e di lento sviluppo. Tra le due guerre la Cina, nei limiti di un paese povero e agricolo, ha un certo sviluppo industriale concentrato nelle grandi città orientali, riesce ad avere un modesto aumento del tenore di vita, ci sono delle riforme istituzionali che la mettono su una lenta modernizzazione. Niente di comparabile col Giappone degli anni 80 del 900 ma comunque…

Poi arriva la grande crisi del 29, visto che la Cina non esporta. Poi arriva la botta dell’invasione giapponese. I giapponesi prima si prendono la Manciuria, paese abbastanza sottosviluppato, poco popolato, ma con grandi risorse minerarie. Il Giappone non aveva carbone e ferro e nella sua spinta imperiale aveva bisogno di queste materie prime. Prende la Manciuria. Crea uno stato fantoccio dove messo a capo il vecchio imperatore cinese. La Cina così perde quel poco che aveva ottenuto.

C’è il famoso massacro di Nanchino. Per i cinesi il Giappone è occidente. Come se fossero californiani. Come in Spagna ci sono i cinesi di Cina e i cinesi di Giappone.

Seconda guerra mondiale. Chang Khai Shek si schiera con gli occidentali e per questo ha un seggio all’ONU. Era una grande potenza che aveva aiutato gli USA insieme a GB e Francia.

Poi rivoluzione cinese, guerra civile. Nel 1949 i comunisti, prima sterminati a Shanghai, poi avevano fatto la lunga marcia che ha costruito la fama di Mao. Lui era intrappolato a sud, fa un giro assurdo verso il Tibet, passa sotto la zona di Wuhan, perde migliaia di persone sulla strada, passa dai posti controllati dalla sua banda…Era un capo militare che marciò per 4000km. Sopravvisse. Creò una piccola area comunista. Viene recuperato in alleanza per resistere all’invasione giapponese. Riesce a ritagliarsi uno spazio politico che poi amplia vincendo la guerra civile perché il regime di Chang era corrotto. Mao promette la terra ai contadini. Poteva mobilitare loro. Nel 1949 Mao diventa il padrone della Cina.

Cose apprese a Taipei. La scelta americana di non intervenire e lasciare che la minaccia staliniana di li proteggiamo noi abbia effetto è discussa. Avrebbero potuto intervenire i russi. La storia dice che erano convinti e forse Chang aveva ricevuto garanzie dell’intervento americano. La ritirata a taiwan era una ritirata tattica e per fare in fretta decisero i taiwanesi futuri di lasciare a casa le famiglie. Tranne che i generali. Invece non tornano. E comincia qualche anno dopo il ratto di Taiwan. Oggi il partito pro cinese esiste e è cresciuto un partito nazionalista taiwanese. All’origine di questo c’è il fatto che gli abitanti originari di Taiwan han vissuto l’arrivo di CHang come una banda di invasori che si è portata via le donne. A Taiwan i giapponesi invece si erano comportati bene. Quindi gli originari Taiwanesi han rispetto dei giapponesi: hanno un sistema scolastico buono per merito dei giapponesi, dicono. Han fatto con loro i colonialisti buoni.

Arrivano i comunisti e instaurano un regime parasovietico. All’inizio ci vanno con mano leggera. Espropriano i contadini più ricchi, fanno un po’ di pianificazione sovietica non particolarmente pesante. Lasciano l’agricoltura come era. Tentano di creare un sistema industriale pesante in Manciuria e al nord dove c’erano carbone e ferro. Riescono a migliorare un po’ il tenore di vita. Fanno un sistema sanitario rozzo ma meglio di niente. La guida era di un triumvirato: Mao, Deng e Liu.

Nel 1958 Mao decide che non erano abbastanza rivoluzionari. Fa il grande balzo in avanti. Fa quel che aveva fatto Stalin nel 1933. Prima collettivizza l’agricoltura, che era rimasta di piccola proprietà contadina (la proprietà era statale ma i contadini potevano fare quel che volevano al prezzo di qualcosa da lasciare per le città). Vengono presi e messi in grandi aziende collettive chiamate comuni. La produzione era gestita da manager in cui i contadini facevano gli operai. Creò sconquassi nella produzione agricola. I contadini non erano contenti e non avevano grandi incentivi a produrre molto. Una cosa è produrre per sé. Una cosa è fare gli impiegati statali in un’azienda collettiva.

Mao voleva urbanizzazione.

Mao inoltre decide di aumentare la produzione di acciaio. Il tasso di crescita è basso. Vuole che l’agricoltura produca di più. Vuole più produzione industriale. Pretende che i contadini si mettano a fare operai nel cortile. Follia che Stalin non aveva fatto, lui voleva grandi aziende siderurgiche. Bisogna aumentare la produzione di acciaio. Ci riescono fondendo tutti i pezzi di ferro che esistono. Smontando la città. La produzione aumenta ma se i contadini fondono pezzi di ferro non lavorano più i campi. Catastrofe umanitaria. La combinazione tra un paio di anni di siccità e queste follie provocò una catastrofe umanitaria con decine di milioni di morti.

Deng e l’altro provano a emarginare Mao. Ci riescono per tre quattro anni. La Cina si riprende un po’. Mao non ci sta e scatena la rivoluzione culturale. Fu proprio un’operazione di Mao. Capo militare che sapeva solo fare la guerra. Quando governa fa il grande balzo in avanti fa disastri. Era un pazzo scatenato. Aveva una concezione del mondo militare, un po’ opposta al comunismo, le masse sono masse di servi della gleba da usare. La rivoluzione culturale è un attacco militare contro Deng Xiaoping che riesce a nascondersi. Mao dice a tutti, ma chi la fa sono i giovani, voi avete il futuro davanti, dovete rovesciare il sistema fatto da capitalisti. Quadri dirigenti di partito o intellettuali vengono colpiti. Gli studenti vengono mandati nelle campagne o a rieducarsi. Le universitò sono chiuse. La rivoluzione culturale è durata due anni ufficialmente ma poi il leader, la quarta moglie di Mao, la gang of four, distruggono generazioni di studenti. I vecchi li massacrano. Deng si salva. Il presidente della repubblica viene ammazzato. Il primo ministro cheng lai riesce a sopravvivere. Ci sono lotte di potere. In questo macello l’economia va malissimo. Nessun manager si prende responsabilità se possono arrivare dei rivoluzionari che ti mandano in galera.

Alla fine c’è un ultimo scontro politico in cui la banda dei quattro, dominata dall’ultima moglie di Mao, viene defenestrata. La moglie finisce in galera. C’è anche un aereo che cade, col delfino designato di Mao. Mao resta il capo assoluto e protegge la banda dei quattro. Mao muore nel 1976. La morte di Mao permette ai comunisti riformatori di riprendere il potere. La banda viene processata. Deng Xiaoping diventa l’uomo forte della Cina fino alla sua morte, nel 1997.

Deng Xiaoping inizia una serie di riforme.

Interessante differenza con le riforme di Gorbaciov in URSS. Le riforme di Gorbaciov furono top down. Bisogna riformare tutto e io decido cosa fare.

La Cina invece è sempre stata molto più anarchica, anche al top della rivoluzione culturale. Perché aveva popolazione superiore e livello di efficienza dei poteri centrali inferiori. La pianificazione era meno pesante di quella sovietica. Durante la rivoluzione culturale in ciascuna regione c’erano bande diverse con scontri interni.

Quindi le cinghie di trasmissione del 77 erano meno sviluppate che nella Russia del 91. Deng disse non facciamo una riforma generale, facciamo delle prove locali. Facciamo una prova di riforma agraria. Iniziamo a smantellare qualche “comune” in qualche regione e vediamo cosa succede.

La riforma agricola fu la prima. La household responsability system. La fa come una prova. In pratica ridà la terra ai contadini. Non formalmente e nemmeno ora lo è. In pratica si tratta di affitto a lunga scadenza. I contadini hanno un incremento rapidissimo della produttività agricola. La produzione agricola esplode. Ci sono dei tassi di crescita della tfp del 4 5 7%,(incremento della produzione superiore all’incremento dei fattori, se i fattori produttivi aumentano dell’1% la produzione totale aumenta del 10%, il 9% si chiama tfp). Di solito quando aumenta la tfp aumenta dell’1 o 2%. Aumento del 7% significa grande miglioramento delle istituzioni.

Nota di rr: produttività e cosa succede a collettivizzare e  non.

Poi Deng prova a fare altre riforme dal basso e a dare qualche libertà alla produzione industriale. Fanno la famosa zona di Shenzen, che ora è un’enorme metropoli da Canton a Hong Kong.

Boldrin. Gorbaciov tenta riforme politiche. Tenta di redistribuire il potere lontano dal PCUS. Di redistribuire il potere politico. Fa entrare avversari suoi e toglie privilegi. Poche sono le riforme economiche e le fa più che altro Eltsin. Il sistema crolla rapidamente. Forse era a uno stadio maggiore di degenerazione. Le riforme di Deng sono invece tutte economiche. Non c’è cambio politico. La struttura della politica è uguale a prima e a ora. Unica regola: non più di due mandati da segretario esecutivo e quando scade il tuo mandato scegli il successore del tuo successore (regola che sta per essere fatta saltare da Xi, che vuole il terzo mandato e vuole scegliersi il successore). Funziona tutto col piano. Le aziende avevano degli obiettivi quantitativi: devi fare tre milioni di scarpe ecc. Partono dai settori merceologici semplici e quel che produci in più rispetto alle richieste del piano lo puoi vendere. Così le imprese sono controllate ancora dallo stato ma il surplus, se produci di più e meglio lo vendi. Si sono costruite forse così le prime ricchezze interne del partito.

Sono state create poi le aree speciali come la zona di Shenzen, dove non c’era proprio niente un tempo, era una palude. Provincia di Guandong. Dicono dov’è che ci sono dei cinesi che sanno fare le robe moderne? Al sud, perché c’era la tradizione marinara, perché c’era il mondo cantonese dove la gente commerciava, perché c’erano Hong Kong e Taiwan attaccati. Allora dicono ok se volete fare aziende qua facciamo delle zone speciali dove c’è il mercante: tu imprenditore fai un deal col partito comunista (il padre di Xi è un alleato di Deng che viene mandato in Guandong a fare il capo del partito lì e lì poi inizia il processo di riforma e la grossa produzione industriale; Xi ritiene che sia stato messo in ombra il ruolo del padre e si dice che voglia un po’ ridimensionare Deng per questo). Le aree speciali funzionano benissimo. C’è tanta manodopera.

Il grande aumento di produttività dell’agricoltura fa aumentare un sacco la manodopera. Se aumenta la produttività molto dell’agricoltura parecchi contadini possono diventare operai. Inizia un processo di trasferimento verso le città, nuove o vecchie, che viene rallentato dalla burocrazia perché i movimenti all’interno della Cina non sono liberi. Devi avere un permesso anche se poi tanti si muovono anche senza permesso. Si liberano tante persone che affluiscono alle metropoli e alle aree speciali (oggi Shenzen avrà 17 milioni di persone, in trent’anni). Si sviluppano anche altre zone. Le strutture dei comuni non più agricoli, che non sono più usate per agricoltura, vengono riconvertite in piccole aziende. Molte comuni diventano piccole industrie. Non è solamente Shanghai e non ci sono cattedrali del deserto sovietiche. Inizia un grande processo di sviluppo.

Tienanmen. Quando c’è un tentativo di trasferire la liberalizzazione economica a livello politico viene duramente represso. Deng non è un liberale, vuole rendere la Cina grande. C’è un pezzetto di intellighenzia che si convince che Deng sia disposto a prendere in considerazione un cambiamento politico. Deng oscilla, dibatte e poi caccia i leader, fa un po’ di pulizia nel partito e massacra.

Il partito comunista cinese a modo suo è meritocratico e democratico, alla cinese. All’inizio è proprio meritocratico. Una parte del partito considera possibile, per esempio, che una volta che tutti i cinque milioni di funzionari si sono sistemati, consentano la democrazia. Un’altra parte è invece convinta culturalmente del mandarinismo. Continuità storica tra vecchio sistema confuciano basato sulla meritocrazia (corruzione a parte, gente colta che poi si faceva gli affari propri) e…

Il partito recluta i più bravi alla base, sempre. Pochi studenti bravi rimasti fuori dal partito ci han pensato sei volte. Quando entri nel partito sei garantito. È analogo a esami di ammissione. Il partito cerca di selezionare al meglio. Man mano che cerchi di salire allora entra in gioco il meccanismo clientelare, anche perché saltano gli esami, secondo le regole mandarine. Centralismo democratico è un po’ come imperatore.

Ci sono le cordate. Se fai parte della cordata vincente fai carriera. Se no non vai più in prigione ti lasciano la pensione ma magari vieni emarginato.

Tienanmen è il segno che il partito non molla.

Privatizzazioni e liberalizzazioni degli anni 90. Molto forti. Crea questo sistema misto dove il 70% e forse di più oggi è privato. C’è stato un appiattimento del tasso di crescita della privatizzazione dopo Xi e adesso c’è dibattito sulla privatizzazione del sistema finanziario.

Il sistema bancario è tuttora controllato dal potere (come in Italia negli anni 70 80) con ruolo fondamentale dell’esercito. L’esercito cinese è potente. Ha un prestigio che deriva dall’aver fatto la rivoluzione. Prestigio aggiunto dalla guerra di Corea. I cinesi erano intervenuti pure loro e avevano costretto gli americani a ritirarsi e a bloccarsi. A un certo punto la Corea del nord era stata riconquistata dagli americani. I cinesi erano riusciti a “battere gli americani e poi nella saggezza Mao aveva deciso di non riconquistare il sud”, secondo la vulgata cinese, ma comunque l’esercito di liberazione del popolo ha avuto un grande prestigio.

Quindi abbiamo un sistema misto strano. Industrie statali di grande peso e abbastanza inefficienti. Un sistema bancario statale. Un sistema di industrie formalmente private, grandi industrie, in cui lo stato ha un potere di moral suasion molto forte. Huawei non sappiamo quanto sia controllata dallo stato ma se Xi dice qualcosa loro lo fanno, probabilmente.

Poi c’è un tessuto di piccole e medie imprese molto efficienti con capitalismo molto spinto e con un sistema di tutele sociali ancora abbastanza sottosviluppato. Hanno cominciato ad aggiungere ma è tuttora sottosviluppato. La gente ha paura folle di andare in malattia e doversi pagare le cure. Lo stato ha sempre più controllato il risparmio con blocchi dei movimenti dei capitali e impedisce o rende difficile investirli e portarli all’estero. Poi ci sono livelli diversi. La forte capacità di risparmio, dovuta anche a paura del futuro, ha comunque portato a grande possibilità di investimento. Infatti la Cina ha avuto tassi di investimento mostruosi. Di creazione di investimenti privati e anche pubblici. Hanno fatto una rete di alta velocità di 30000 km in sette anni? Sì perché possono permettersi, controllando il risparmio privato, di mobilizzarlo in modo tale da poter creare infrastrutture e modernizzare le città in modi spaventosi.

Il futuro?

Boldrin

C’è una di lotta di potere forte. È un paese ben più libero di trenta anni fa. C’è meno la sensazione di essere spiati.

La Cina è un paese col quale vale la pena di fare engagement policy. Mentre c’è un elemento bellicoso culturale di diversità profondo con la Russia rispetto all’occidente. L’ideale del cittadino medio cinese è essere americano. Con la bandiera e il prestigio cinese. Però di vivere come un americano.

Federico

Tradizionalmente sono stati imperialisti entro certi limiti. È stato un paese concentrato su se stesso prima che arrivassero gli occidentali. Pensava al proprio benessere, si sentiva autosufficiente. Non è più possibile essere così ma è possibile che nella mentalità cinese resti il “noi siamo il celeste impero e stop”.

Boldrin

c’è un dibattito tra chi dice “Continuiamo ad aprirsi” e chi dice, come Xi, “è fatta”. La seconda sovrastima il successo. Il reddito procapite cinese ha raggiunto 12000 dollari nominali più o meno. Reddito procapite ppp è 18000. L’America è 40000. Ci sono delle differenze enormi, se a livello medio hai 18000 a Pechino è mostruoso. Pechino ha un reddito procapite più alto di Milano. Basta vedere i livelli di consumo, occidentali. La Cina ha quattro volte la popolazione americana. Non sottovalutiamo il successo del reddito cinese. Poi la Cina è enorme, per vedere un po’.

Molti dicono: “Oggi circa 800 milioni di persone su 1400 sono industrializzati, dicono. 400 milioni sono vecchi e se ne andranno e comunque le condizioni di vita loro sono migliorate. Oggi lavoriamo sul miliardo di persone”. Hanno davanti una decrescita demografica spaventosa dopo la politica del figlio unico. Comunque dal punto di vista degli incentivi sono a livelli demografici italiani. Hong Kong stessa ha la fertilità demografica più bassa del mondo, per dire che a livelli di reddito superiori si fanno meno figli.

Il problema demografico nella forza lavoro c’è solo in parte. L’aspettativa di vita era molto bassa, il lavoro era pesante, l’età di pensionamento era bassa, sono consapevoli dal fatto che vada aumentata. Parte del calo demografico verrà compensata dall’aumento della partecipazione al lavoro.

In negativo,  il capitale umano cinese è ancora di basso livello. Le punte sono elevate ma il capitale umano medio è di bassa qualità rispetto allo standard che loro hanno in mente, di competere con tedeschi e americani. È simile al capitale umano del nostro sud in termini economici e produttivi. Con alcune differenze. Hanno un’elite ingegneristica scatenata. Gli accademici sono convinti di essere poco creativi. Ha a che fare col retaggio culturale profondo, con la lingua ecc. ma questo è speculativo. Comunque anche nell’economia sono tanti economisti quanto gli italiani ma non c’è nulla di creativo fatto da un cinese o quasi.

Federico

La lingua. Gli ideogrammi. Quanto questo rappresenta un ostacolo all’incremento del capitale umano? Dato che hai la possibilità di imparare x cose nella tua vita. Se comunque devi impararti due anni per imparare gli ideogrammi impari meno di una persona che è disponibile a lavorare altrettanto in Germania che in cinque minuti ha imparato le lettere dell’alfabeto.

Questa cosa forse andrebbe misurata.

Boldrin

Sì, la creazione di parole e concetti nuovi è complicatissima. I simboli elementari non si adattano. La capacità mnemonica è tanto. Richiede forte disciplina. Tende a costruire menti disciplinate. Il brainstorming coi cinesi è una noia. Dici anche stronzate, con loro è una noia.

Federico

Per scrivere con un computer è più lento perché devi trovare l’ideogramma giusto?

Boldrin

Loro sono velocissimi. Poi non so.

C’è un problema di capitale umano e comportamentale. Sono consapevoli che quello è il bottom neck.

Ho usato spesso con loro questi risultati alla Von Neumann.

 

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