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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Londra 2016. (3)

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“Questa è una Camden Hells. È una birra lager, quindi sarebbe crucca, ma è fatta a Londra. Facciamo che adesso pago io e se finiamo prima che io debba andare va, tu paghi la seconda. Eccola. Quella è molto luppolata e ha una più alta gradazione alcolica. Questa è una tipica Indian Pale Ale, un tipo di birre Ale che nacquero per la soddisfazione di chi andava dalla Gran Bretagna in India. Queste birre piaquero così tanto che poi vennero vendute anche in Inghilterra.
Sì, ecco, adesso però mangia qualcosa, anzi molto. Non puoi andare a casa wasted di lunedì sera. Non sei un inglese.”

“A proposito di gente veneta che è brava a bere. Sai che ho passato una serata con Sara di Trieste a parlare di argomenti ambientalisti e ci siamo finiti di vinelli bianchi?”

“Eh, ma Trieste è in Friuli Venezia Giulia.

“Sì, Sara di Rovigo, ma del gruppo di Greenpeace di Trieste.”

“Ah. Be’. Per i veneti i rovigotti sono i terroni del Veneto.

“Ma quelli di Greenpeace come stanno? Bene? Sì, ormai non conoscerò più nessuno. Si potrebbe fare che un anno venite su, sempre che ci sia ancora io.”

“A proposito. Ho visto che c’è la mezza maratona di Hackney l’anno prossimo a maggio. Quasi quasi può essere un motivo per ricominciare a correre e per tornare.” (Ndrr. Ho visto che ci sono anche i mondiali di atletica, ad agosto 2017.)
“Ecco, sì, così porti anche qualcun altro. Ma l’Italia come va?”

“L’Italia? E’ un paese economicamente  vecchio, immobile, ingessato. Insomma è un paese finito, morto.”

“Eh. Mio fratello mi parla della Fidal, per esempio. Dice che siano una cupola di persone vecchie che pensa di avere ragione nonostante i risultati deludenti. Non vogliono seguire gli allenamenti dei finlandesi o dei migliori. Dicono che va bene così perché hanno sempre fatto così.”

“Peccato che i risultati li smentiscano. Per me prendono troppi soldi garantiti dal Coni e per questo possono permettersi di continuare a non raggiungere risultati. Ma questo Ham Yard Village, dove siamo adesso? Dove è il village?”

“Niente. Hanno chiuso un pezzetto di strada al traffico, hanno fatto diventare la piazza una piazza, ci hanno messo i tavolini e il bar fa pagare la maggiorazione “village.”

“Attento che non ne facciano una rappresentazione teatrale. Tu non abiti più a Bethnal Green?”
“No, no. Qua se non cambi casa ogni sei mesi non sei nessuno. Adesso vivo in una casa dove per girarsi non si sbatte sui muri. Significa che sono salito di livello.

Qua tutto cambia, cresce, si modifica, si muove. Vedi anche i quartieri che da malfamati diventano artistici, trendy, fighetti, chic e poi qualcuno diventa residenziale per gente che può permettersi di comprare le case, come Clerkenwell, Islington, ormai pure Shoreditch e perfino Hackney. Non so fino a quando ci sarà questa mobilità. Certo che la mentalità londinese si fonda sulla competizione e sulla carriera, fin da prima di nascere. Godersi la vita non è contemplato: non ci arrivano proprio.”

Ps da Sara:”Sì, lo so. Gli altri veneti ci disprezzano perché fanno tanto i signorotti convinti di essere superiori, quando a parte i veneziani e qualche famiglia nobile, tutti i veneti sono sempre stati contadini. Compresi i padovani. Poi col boom economico un po’ di Veneto si è industrializzato, mentre Rovigo è rimasta rurale. Questo autorizza gli altri veneti a parlare male di noi, quando la vera supremazia fisica, mentale e morale ce l’abbiamo noi! Vedi le vittorie in campo rugbistico! Dai. A tutti i figli di papà, imprenditorotti da quattro soldi, noi rovigotti, anzi rodigini, gli facciamo le scarpe! Siamo gente rude ma efficace! Comunque al bando i soliti campanilismi: si sa che l’importante, non conta di che provincia veneta tu sia, è BERE!
E a proposito di rugby, che a Rovigo cresci a pane e rugby: siamo i campioni d’Italia. Lasciamo pure agli altri le briciole dei pettegolezzi.”

PS2. Dopo questo incontro con Alessio, ex coordinatore del gruppo di Greenpeace di Padova, sono andato ad assaggiare un po’ di East End, come scritto in un altro post. Al telefonino ho fatto assaggiare il marciapiede di Bethnal Green e il vetro non ha retto l’emozione:

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