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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Maratona di Torino 2012 (1)

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MENO UNO

Prima di uscire dall’albergo. Scrivo su Facebook:
“Un quarto di tubetto di vaselina sarà sufficiente a non ritrovarsi dissanguato tra qualche ora?
Intanto a colazione: sei fette biscottate con marmellata, toast integrale, latte, fetta di dolce, succhi di frutta.
Situazione fisica: scomparsi il dolore da stanchezza alla gamba sinistra e il dolore vivo al polpaccio destro avvertito appena alzato. Vale il principio di non cominciare a sentire dolori che non esistono.”
ZERO.
Piazza San Carlo.
Che bello! Non ci sono le griglie, così ci possiamo muovere liberamente nella piazza. Una ragazza supplica dall’altoparlante di non buttare sul percorso i maglioni utilizzati per proteggersi dal freddo. Trovo un bidone oltre le transenne e li butto là. Sono vicino alla linea della partenza, penso. Non ci sarà l’effetto bottiglia. Mi terrò sulla destra per non intralciare il passo ai più veloci. Siamo in quattromila. Scrivo sull’iphone. Vedo che il Garmin è spento. Lo accendo. Annunciano che deve arrivare il presidente della regione Piemonte.
Azz! Il colpo di pistola che segnala la partenza! Spengo l’iphone. Lo metto in tasca. Mi metto i guanti. “Partiamo per questo nuovo viaggio,” penso. Mi dico di pensare a qualcuno di importante nei momenti di difficoltà.
Frase del chilometro (il famoso km zero:) “Corri come non hai mai corso finora.”
Replica alla frase: “Per adesso sei fermo sulla destra lasciando passare quelli che hanno iniziato a muoversi all’unisono col colpo di pistola. Quindi, intanto, comincia a correre.”

 

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