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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Mezza maratona di Vienna 2011

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Il bel Danubio blu è bello. Anche le montagne in lontananza rendono affascinante la vista. L’expo della gara è senza infamia e senza lode.
A colazione vedo un bambino che gattona curioso. Tre tipe con la maglietta “Belke Runner” ridono.
La camera è bella, la cameriera che mi parla dell’Italia pure.
Il giorno della gara Vienna ci accoglie con la musica da tutte le parti, ma comunque è una caratteristica della città quella di diffondere musica attraverso le orchestre e le radio nelle piazze centrali.
I corridori sono 30900 e provengono da cento paesi. Quasi tutti sorridono, anche se molti sono tesi e carichi.
La gara la faccio all’attacco. Trovo obiettivi davanti a me per superarli: loro sono partiti troppo velocemente e io col mio passo in negative split li avvicino fino al sorpasso. Sprinto prima del traguardo, do il cinque ai bimbi sulla strada, il tempo è il mio personal best di allora: 1h52’ se non ricordo male. 5’15/km di media, comunque. C’era anche un bel tifo. Il percorso era nel centro e nel verde. Alla fine un po’ di fatica si faceva sentire e sputacchiavo verso tutti i punti cardinali. C’era anche un gruppetto di ragazzi che correva con la bandiera di Greenpeace. Il tifo si faceva sentire lungo il percorso.
Dopo la gara mi dicono di prendere le medaglie anche per loro. Alla fine prendo quattro medaglie ma contemporaneamente anche un’altra persona ne aveva prese quattro, così abbiamo otto medaglie di troppo. Non è di troppo invece la birra al ristoro.
Festeggiamo anche con una Sacher là dove è nata. Equilibrata, delicata, non pesante, con la panna è la morta sua.
La sera mi siedo da solo in una panchina in piazza. Un uomo con la chitarra suona tutte le canzoni del mondo. Io mi rilasso, ascolto, non ho pensieri, sto bene e sono felice.

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