there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Monetizzare è facile come spararsi eroina in vena (sbobinatura)

| 0 commenti

Se un paese ha una banca centrale che può stampare non ha vincoli di bilancio?
Per la MMT possiamo finanziare grandi programmi di spesa pubblica senza costi perché sono finanziabili stampando moneta.

In realtà le banche centrali fanno operazioni di bilancio.
Creare moneta vuol dire accreditare a bpn 100 euro di riserve che diventano una passività per la banca centrale (è come se emettesse un deposito)
In cambio acquista titoli da bpn (attività).
Garantisce che a un euro dal lato passivo corrisponda un euro dal lato attivo.

Le banche centrali creano base monetaria (riserve in cambio di attività), non moneta.
La moneta è un aggregato più ampio, m3, comprende depositi dei risparmiatori, scambi tra operatori, banche ecc.

La creazione di base monetaria della bce non si è riflessa in espansione monetaria.

Una banca centrale non può stampare moneta ad libitum. Offrire moneta infinita vuol dire minare la fiducia nel potere di acquisto della moneta. Più ne creo più ne brucio il valore.

Uno stato ha un vincolo di bilancio?
Se si potesse stampare moneta non ci sarebbe bisogno delle tasse. Potrei spendere miliardi su miliardi e finanziarli emettendo titoli di stato e farli acquistare dalla banca centrale.

Le obbligazioni fiscali di uno stato sono sempre in termini reali (cioè unità di beni, per es mele) una banca centrale non può stampare mele, ma solo euro.
Se presto un’unità di moneta, un euro, allo stato, quando acquisto btp sto rinunciando a comprare beni reali. Come minimo in ritorno voglio qualcosa che sia paragonabile a quel qualcosa di reale a cui rinuncio (p.es.mele). In ritorno dallo stato non voglio euro ma (la possibilità di acquistare allo stesso prezzo di prima) mele.
C’è un limite intrinseco all’idea che le banche centrali possano monetizzare sistematicamente il deficit perché non stampano mele (che è quello che devono poi restituire) ma moneta. Per creare più mele ci vogliono lavoro tecnologie ecc.

Altro mito. Se un paese è sovrano non può fallire. Il default del debito sarebbe impossibile. Non esisterebbe il default della Danimarca perché al massimo la moneta danese si svaluta ma non verrà a mancare perché la banca può sempre stampare moneta. Non è però vero che se posso sempre monetizzare evito il default perché l’obbligazione è alla restituzione di beni reali e non di monete.

E allora il Giappone? Il paese è sovrano, ha un debito su pil doppio dell’Italia, ma ha condizioni diverse di produttività, di credibilità, di spazio fiscale (spesa pubblica Italia 49% del pil, Giappone 39% del pil , IVA 22% in Italia 8% in Giappone, rapporto tasse /pil italia 42% giappone 20%) e comunque è in stagnazione. Stampare non assicura bassi tassi di interesse. La Turchia è sovrana, ma ha avuto tassi del 50% annuo. L’Ungheria ha il 70% di debito pil e lo spread col bund è a 298. Il debito del Giappone è il 250% del pil e ha uno spread di 12,4 bp. Allora avere la valuta sovrana è un argomento irrilevante. Niente austerity? Il Giappone ha un surplus primario dal 2010. C’è aspettativa di forte contrazione fiscale, non c’è grande espansione monetaria e non c’è grande inflazione. Tasso di crescita m2 è zero, è stabile dal 90. Ecco perché non c’è inflazione.

26’ LIPPI
Chi studia da 30 anni queste cose ha dei dubbi su tutto ma anche delle certezze. Nessuno pensa che stampare moneta a gogo sia utile.
Costruisco un modellino semplice. Seguite il ragionamento.

Cosa determina il valore della moneta?
La risposta richiede di formarsi in testa una sequenza di dati e non un singolo valore.
Metafora: consideriamo il prezzo di un servizio durevole. Coinvolge aspettative sul futuro.
Per fare una valutazione oggi di quanto vale il pezzo di carta devo fare un’ipotesi su quanto varrà in futuro.

Potreste iniettare moneta a palla e tenere costante il valore perché mentre lo fate dite che dopo domani la disfate. Chi fa il prezzo si fa un’idea di cosa succederà.

Il valore di oggi dipende da una sequenza di eventi futuri
Se la quantità di moneta rimane sotto controllo in media, tutto ok.
Le espansioni monetarie non hanno effetti se sono temporanee. Come si fa a essere sicuri che lo siano?
Conta la credibilità dell’emittente.
Come garantire che l’annuncio sia credibile?
“Questo pezzo di carta avrà valore o no?”
Nella storia usiamo la moneta, che nessuno potrà manipolare. Potremmo usare l’oro o le conchiglie rare o altro.
Non è l’ideale. In certi momenti la domanda di moneta aumenta. Con la carta si può regolare l’emissione ma il rischio è che se ne abusi.
Il livello dei prezzi in uk è stato uguale dal 1200 al 1500. Poi c’è stata una grande inflazione. È arrivato tanto oro dall’America. È espansione monetaria. Durante le ultime guerre mondiali ci sono stati picchi di inflazione perché si è sospesa la conversione. Poi si è passati a fiat money, siamo usciti da Bretton Woods, l’inflazione si è alzata nel 71. Si è stampato moneta. Si è creato l’automatismo per il quale la Banca d’Italia era obbligata a comprare i titoli emessi dal Tesoro. L’inflazione è rimasta elevata. Per porre un freno all’inflazione si è resa indipendente (non obbligata a comprare titoli di stato) la Banca d’Italia. .
Avere una banca centrale indipendente è una buona idea. Perché? È bene dare liquidità alle banche nel panico. Il rischio è che si usi per finanziare progetti strani come, per dire, lo Stretto di Messina o quota 100. Chiedere l’indipendenza è come Ulisse che dice “legatemi” per non farsi abbindolare dalle sirene.

Crescita monetaria = inflazione?
Vi diranno che un sacco di espansioni non hanno creato inflazione. È vero.
Quando però queste crescite monetarie sono disperate e sostenute generano alta inflazione.
Qualche sgarrettino è sostenuto, come per le diete, ma se fai ogni anno 20% 20% 20% di inflazione perdi credibilità e vai in iperinflazione. A uscire dall’ euro diventeremmo come la Danimarca? Che non ha svalutato dal 1978? O diventeremmo una svizzera? O una turchia?
In un regime normale, che in media garantisce a me creditore che mi posso fidare e che la carta moneta non venga trasformata in carta straccia, si possono fare degli shock temporanei. Una deviazione non desta preoccupazione. La Germania a volte ha avuto tassi di crescita monetaria del 10% ma i mercati l’hanno considerata credibile e non ci sono stati problemi. Anche oggi in Europa è difficile creare inflazione. I mercati credono a whatever it takes.
Occorre avere delle istituzioni monetarie appropriate in regime di moneta fiduciaria e allontanare la politica monetaria dalle tentazioni di breve periodo. Per il governo la banca centrale è un forziere pieno di caramelle.
Se il governo ha accesso di credito una certa percentuale di spesa a bilancio può essere automaticamente finanziabile.
Dagli studi emerge che più una banca è indipendente più bassa è l’inflazione. Poi indipendente vuol dire che riportano al parlamento sì ma il loro operato non mira al ciclo elettorale bensì al lungo periodo.
Creare inflazione potrebbe non essere difficile: basta assumere un governatore dello Zimbabwe o uno argentino o uno turco. Oppure un venezuelano. Quanti bolivar servivano per comprare un rotolo di carta igienica?

Una caratteristica dei governi sudamericani è la seguente:
Il governo è squattrinato > controlla più strettamente la banca centrale > la spesa viene monetizzata sistematicamente > si ha alta inflazione.

FAVERO 55’
Monetizzare non è la soluzione.
Cosa si può fare quando non si può monetizzare? Austerità.

Se i governi adottano politiche fiscali prudenti, l’austerità non è necessaria.
Teoria economica e buona gestione delle finanze pubbliche suggeriscono
un bilancio in deficit e accumulo di debito in recessione e in circostanze eccezionali
Avanzi di bilancio e riduzione del deficit invece ci vogliono quando l’economia è in crescita e il fabbisogno di spesa è più basso
Si tratta di fare politiche fiscali anticicliche (resmoothing del consumo, evitare fluttuazioni intertemporali del consumo).

C’è relazione tra politiche fiscali ed economia reale. Tra spread e tasso di disoccupazione.

I governi hanno sempre fatto politiche fiscali espansive e mai di rientro quando era possibile e opportuno farlo. Soprattutto in italia.

Non esiste una teoria che giustifica debito pubblico alto e crescente. Il debito implica il passaggio di un costo spalmato su più persone nel futuro se ci si aspetta un ringiovanimento È il contrario di quel che succede oggi, dato invecchiamento.

L’alto indebitamento deriva da classe politica irresponsabile che tiene conto di chi vota adesso ma non di chi voterà in futuro

La Fornero ha milioni e milioni di sostenitori: i non ancora nati.

Le tappe della salita del debito pubblico sono segnate da riforme pensionistiche. Parte da riforma brodolini 1969. La stabilizzazione parte dalle riforme Amato e dini anni novanta.

La disoccupazione non fluttua attorno a una media. Negli ultimi quindici anni la disoccupazione passa dal tasso medio del 9,5% una sola volta. Il tasso ha un trend stocastico, non torna alla media. In ogni momento nel tempo c’è un tasso di equilibrio. Il tasso di equilibrio viene selezionato dall’andamento delle variabili finanziarie? È un’intuizione. Esiste correlazione con spread. Non esistono una finanza e un popolo separati.
Perché esiste questa correlazione? Pensiamo a due storie.
Il crollo dei mercati ha ridotto la ricchezza della famiglia.
Alla caduta della ricchezza si è associata una caduta della spesa, le aziende hanno licenziato dei lavoratori, hanno ridotto la produzione. Con la produzione ridotta si sono ridotti i profitti.
All’effetto della crisi di fiducia sul capitale dei risparmiatori si è associato l’effetto della crisi di fiducia sul capitale bancario
La crisi di fiducia dei mercati finanziari, che comporta un crollo dei prezzi, produce una profezia che si auto avvera.

Se gli investimenti dipendono da prestiti bancari e le banche sono piene di titoli di stato, si creano le condizioni per il loop diabolico. Crollano i prezzi delle attività finanziarie e crolla l’economia. Attacco sui titoli, lo spread sale, il prezzo dei titoli scende, perdita di valore nelle attività bancarie, si devono ridurre i prestiti, l’economia viene colpita.

Non è quindi vero che non c’è correlazione tra spread e benessere, anche proprio perché siamo un paese ad alto debito.

Non sempre l’andamento dei mercati finanziari riflette l’economia reale.
Uno shock fondamentale può essere che il governo annunci un piano di rientro di sviluppo del debito.
Shock non fondamentali sono come bolle speculative per cui i prezzi si muovono al di fuori dei fondamentali.
Il prezzo dei titoli può quindi essere determinato da dichiarazioni improvvide ma questo poi ha effetto reale, quello indicato sopra. Le parole contano.

Quale austerità?
Nel libro “austerità” si sono analizzate 3500 misure di consolidamento fiscale dal 1978 al 2014 in 16 paesi ocse.

Qual è la migliore terapia o dieta che minimizza gli effetti collaterali?
È importante avere un profilo itnertemporale sul quale si può fluttuare ma che dia credibilità al piano.

Qual è il modo migliore di somministrare la cura?
Se si vogliono vedere gli effetti sul ciclo bisogna escludere le misure che sono determinate dal ciclo. Occorre considerare le misure esogene.
Evidenza interessante. La maniera in cui si fa austerità fa la differenza. L’aggiustamento fatto con tagli di spesa ha effetti collaterali sulla crescita minori che se fatto attraverso aumenti di tasse. Questo è il contrario di quanto si legge nei libri dove si descrive il modello is lm
L’aumento basato sulla spesa genera stabilizzazione del rapporto debito pil. Quello basato sulle tasse no.

Quando si fa austerità contano due cose: mantenere le promesse annunciate e il tipo di austerità che viene implementata.

L’Italia ha adottato delle politiche espansive che hanno avuto effetti restrittivi. Il Portogallo ha adottato politiche restrittive che hanno avuto effetti espansivi sul pil.
Dopo che il portogallo ha chiesto aiuto al fondo salva stati tutti i governi hanno avuto dichiarazioni coerenti sul controllare il debito e tenere l’economia in stabilizzazione. Il Portogallo cresce del 2,5% e ha spread di poco sopra ai 100bp sui bund.
L’Italia ha fatto deficit e ha il pil fermo e lo spread sui bund tedeschi che è il triplo di quello portoghese

I problemi italiani sono problemi di produttività, scuola, giustizia, meritocrazia, burocrazia e non di euro o migrazioni.

Il qe introduce cattivi incentivi?
L’Italia va disciplinata. Se la politica monetaria è espansiva gli italiani non vengono disciplinati e sforano.

Il qe è avvenuto con le tre parole whatever it takes. Il rischio era quello di crisi dell’euro e redenomination risk con svalutazione. Tra l’altro è tornato a crescere con l’insediamento del governo m5s Lega, mentre era stato azzerato dalle parole di Draghi. 100 punti di spread dipendono da quello. Esistono delle ragioni tedesche per evitare il qe, pensando alla storia del debito pubblico italiano. Era necessario per tenere unita l’Europa, però.

In italia l’idea di promuovere l’economia congiunturale a scapito delle generazioni future è l’idea dominante dagli anni 70 e ha creato il debito.

Spostare il costo del benessere delle generazioni attuali sulle generazioni future ha accompagnato la storia del paese.
Una maggiore integrazione europea deve basarsi anche sul coordinamento di politiche fiscali.

MONACELLI
Il qe ripetuto è un costo di disallocazione delle risorse. Dovrebbe essere neutrale. Avere i tassi a zero significa scambiare moneta con titoli come se fossero la stessa cosa.

Il qe è distorsivo nel lungo periodo.

Adesso hai un sacco di capacità produttiva che lavora per pagare le banche. Se vuoi alzare l’inflazione devi rendere permanente il qe, per stabilizzare le aspettative. Ma se il qe è permanente crea disallocazione delle risorse.

Se hai un’economia con capacità produttiva inutilizzata, più moneta può portare più produzione. Se stampi la moneta per far crescere un paese che non cresce da 20 anni non funziona. Per usare politiche monetarie o fiscali con scopi anticiclici devi essere credibile. Se a un tizio viene sempre concesso credito significa che ha una storia reputazionale positiva.

Perché se stampi moneta non c’è più produzione anziché più prezzi?
Perché non puoi stampare? Devi avere in mente un’economia in costante sotto produzione. Spesso le economie più forti hanno valute forti, compresa la Danimarca.
In italia i problemi sono reali, non monetari. Se ne vanno i risparmi migliori, i laureati migliori, i ragazzi migliori, le imprese migliori.
La parte monetaria è utile nel breve e la sua qualità dipende dalla qualità, dalla credibilità, dall’indipendenza delle istituzioni. È pazzesco parlare di euro. Non è l’euro il problema. Spagna e portogallo hanno l’euro e fanno meglio di noi. La Svizzera va bene anche senza euro.

Perché in italia non apre mai una Apple? Perché non hai Uber? Perché i giovani se ne vanno? Perché vuoi chiudere i centri commerciali? Perché non migliori il tuo modo di fare le cose? La gente che fa (meglio) le cose o le sa fare o vuole imparare a farle va sostenuta. Chi non le sa fare, come Alitalia, se ne deve andare.

Lascia un commento