there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Muore un papa si sospende lo sport

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Dopo una bellissima cena a Poggio a Caiano per la festa di laurea di Monica, riuscii ad arrivare a letto verso le tre di notte. Alle sei i camion della Quadrifoglio decisero di svegliarmi, così mi alzai. La mia indecisione su cosa fare fu testimoniata da diversi viaggi tra casa, edicola, fermata dell’autobus e parrucchiere (chiuso). Andare a farmi i capelli? Andare a prendere la macchina in ufficio (occorreva prendere l’autobus)? Andare a fare un giro in macchina al mare o da altre parti? Andare in un centro commerciale? Andare a piedi in libreria? Bisognava tenere conto che alle 14 ci sarebbe stata la partita di pallanuoto. Poi alle 18 la grande sfida tra Fiorentina e Juventus.

Alla fine, dopo aver aspettato il parrucchiere che non si decideva ad aprire, mi sono incamminato verso il centro. In Piazza dei Ciompi vidi che c’era un parrucchiere da uomo. Aperto! Andai e non riuscì a farmi parlare, se non per dire che ero di Stia e lui ci aveva passato il Natale. Intanto il suo aiutante aveva “La Nazione” con l’inserto sportivo. Io, dopo il taglio dei capelli, andai a comprare quel giornale all’edicola, ma non mi dettero nessun inserto. Io, ovviamente, non glielo chiesi.

Mi diressi, quindi, verso le librerie Martelli e Feltrinelli e feci il secondo tempo degli acquisti fatti in settimana. Passai cioè dai romanzi a libri sul lavoro, tema che attualmente mi preme in modo particolare. Terminati gli acquisti, mi trovai a palleggiare sulla mia indecisione relativa a dove andare a mangiare, se al Mcdonald interno o a quello esterno.

Dopo aver acquistato una decina di libri andai a prendere la macchina alla Sof, dove c’erano Flavia e figlio. Quindi mi pregustavo due belle partite di pallanuoto e nell’andare verso la piscina fui fermato da dei tizi che pensavano che fossi juventino. In ogni caso le partite non si sarebbero disputate. L’unica cosa positiva è stata il passaggio accanto a me di Tania di Mario a cui ovviamente non chiesi l’autografo. Il problema sul che fare per non far sì che questa giornata fosse rovinata fu risolto nel momento in cui seppi che Clara era allo stadio. Andai a sentire alcuni commenti nel suddetto luogo e ascoltai insieme a Clara alcuni bei cori specialmente da parte di tifosi del Verona.

Decidemmo alfine di ritrovarci a prendere un panino a Scarpaccia e intanto raccontai alla cara amichetta delle mie avventure mattutine. Tornato a casa mi misi a leggere qualcosa mentre tv e giornali non parlavano di altro che di papi. C’era un elemento estraneo in casa mia, a cui sfuggi, tale Ada. Poi arrivò mio nipote Gabriele che mi fece vedere la macchinina nuova che aveva ricevuto.

La domenica era il compleanno di Gabriele, così festeggiammo in modo molto classico, ma sereno e divertente. A tavola ci furono alcuni discorsi significativi sul lavoro. L’weekend non finì comunque domenica. Direi che anche lunedì fu una giornata interessante, tra elezioni e incontro di Manitese (preceduto da un incontro a cui iniziai a partecipare senza che c’entrassi niente). Alla fine riuscii a impegnarmi per partecipare a un banchino il giorno di domenica

 

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