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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Nel covo dei pirati

Hai dodici anni e dall’esterno possono capirti o meno, possono essere cambiati o provare a farti cambiare, possono iniziare a parlare di responsabilità, di crescita. Ma tu sei dalla parte di lei, che va ancora a caccia di avventure, che si lascia cullare dai propri sogni, che crea storie bellissime che conosce solo lei, ma che sono molto più vere e piene di fantasia di quel che vedi attorno a te. Puoi essere l’eroe e il vigliacco, il buono e il cattivo, l’assassino e la vittima, l’angelo e il diavolo. Puoi crearti amicizie, amori, tradimenti, ribellioni. Puoi davvero volare sotto la curva, salvare qualche oppresso, uccidere qualche nemico.

 

Attorno a te cominciano a chiederti cose a cui non ti avevano preparato. Cominci a non capire perché improvvisamente non siano più interessati ai tuoi racconti, alle tue storie, alle tue letture. Non per questo ti arrendi. Continui ad inseguire il tuo Capitan Uncino, confortato anche da ciò che trovi in quei contenitori di emozioni che possono chiamarsi libri o canzoni. Impari a non aver paura, forse capisci che non sempre ci sono principi azzurri pronti a soddisfarti, ma impari anche a sfruttare l’amore altrui, impari che comunque puoi farcela da solo, anche perché riesci da te a fare le cose che per gli altri non saresti mai stato in grado di fare. Quel continuo alternarsi tra chi ti dice che sei un genio e contemporaneamente un incapace. Quel continuo alternarsi tra dare e avere, tra prendere e ricevere. E perché mai “nei sogni non ti puoi rifugiare”?

 

Certo, ha ragione quello lì. E’ vero: diventi grande e ti vogliono cambiare. E se tu non volessi? Anche tu, come quella ragazza, trovi i grandi strani? Pensi che facciano paura? O hai solo paura di diventare adulto? Di perdere la fantasia, i sogni, la libertà?

 

Eppure, con tutto il tuo parlare di libertà, come hai vissuto l’adolescenza? Quanto ti sei tradito allora? Fino a che punto hai cominciato a costruire muri ed indossare maschere di fronte agli altri, che da un lato volevi imitare e dall’altro odiavi? Dove erano finiti i sogni e le avventure?

 

Erano sempre lì e ogni tanto li andavi a recuperare, quando eri solo, quando non ti vedeva nessuno oppure quando eri solo in mezzo alla massa.

 

Poi sei tornato a vedere il sole, durante il periodo universitario, senza fare i conti col fatto che si stava per avvicinare un passaggio nuovo, quello che ti impauriva diciotto anni prima, quello di diventare adulto per forza.

 

Hai deciso di tornare indietro. Hai tradito quella ragazza.

Lei è ancora lì, impegnata a lottare coi pirati e ti ci sono voluti altri dieci anni per capire che quel salto va fatto, che è il modo per far vedere davvero se non ti arrendi mai. Ti potranno insultare o minacciare, ma è solo un modo per sconfiggere le loro stesse paure.

 

Adesso sai che puoi farcela, puoi battere i pescecani e trovare chi è dalla tua parte e puoi trovare persone con cui condividere bei pezzi di viaggio. Puoi costruire, avanzare. E non devi abbandonare niente se non vuoi. La tua forza più grande non è necessariamente il tuo rifugio:sono i tuoi sogni, le tue fantasie, le tue storie, i tuoi desideri e la volontà di tornare ad aiutare la ragazza della canzone. Lei è entrata nel covo dei pirati e ti sta aspettando per vincere con te. Non tradirla di nuovo, perché sarebbe come tradire te stesso. Non lasciarla sola.

Se ti ritrovassi solo tra gli incubi, che te ne faresti delle tue storie senza qualcuno a cui raccontarle?

 

 

 

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