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Lo stupore delle prese elettriche

Nessuno è mai tornato a casa dispiaciuto di essere andato a correre

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La mattina dopo io e questa tale P avevamo un appuntamento in Piazza Santa Maria Novella perché avevamo fissato la prima edizione di “corriamo insieme”, un grande momento di integrazione tra italiani ed extracomunitari, perché la corsa è piacere, la corsa unisce, la corsa, come lo sport, è vita. Pensavamo di portare almeno alcuni ragazzi alle gare o anche di coinvolgerli nei gruppi o nelle società in cui correvamo noi. Sarebbe stata una gran bella cosa: i fiorentini e gli extracomunitari avrebbero potuto conoscersi, ma quelli sarebbero stati passi successivi. Intanto facevamo una prima prova. Ci eravamo prefigurati tanti ragazzi, tra volontari e frequentanti la scuola, a venire a correre, anche perché i rumor parlavano di almeno una ventina di persone interessate Temevamo di dover dare troppe spiegazioni. Paventavamo un’occupazione dei lungarni. Il risultato è stato che:
io e P siamo riusciti a non trovarci in piazza. In compenso io ho visto una meridiana sulla chiesa e questo dovrebbe avere qualche significato storico curioso; ho visto per la prima volta il giardino degli storni da dentro; sono rimasto colpito dalle spiegazioni di una ragazza, facente parte di un gruppo in gita, credo, ad una compagna cieca, in merito ai marmi della chiesa; ho visto un gruppo di disegnatori riprodurre la chiesa. Comunque alla fine siamo sbattuti l’uno nell’altra, dopo esserci cercati inutilmente. Alla sede, dove era fissato l’incontro, non c’era nessuno. Neppure per il corso di glottodidattica, tra l’altro. La delusione c’è stata. Anche forte, devo dire. Però per fortuna E era con noi e sono bastate le sue parole a darci la carica per ripartire all’attacco. Non che avremmo rinunciato, ovviamente. Non mollare mai, altrimenti che sportivi saremmo?
Che ha detto? “Bello, non pensavo, quando andavo da solo era diverso, che piacere alle gambe, ho mangiato pane e marmellata, non sapevo tutte queste cose, ha ragione P: è bello il piacere che provi dopo aver corso”. Già. La citazione è d’obbligo. Nessuno è mai tornato dispiaciuto dopo essere andato a correre.

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