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Lo stupore delle prese elettriche

Se non volete le liberalizzazioni, non lamentatevi di non trovare lavoro

Le liberalizzazioni favoriscono i consumatori, i potenziali entranti nel settore liberalizzato, gli innovatori, la collettività, i produttori di beni e servizi per i quali un paese gode di un vantaggio comparato.
Il protezionismo favorisce, temporaneamente, solo alcuni produttori che riescono a far pagare i costi della loro inefficienza ai consumatori (e agli altri soggetti di cui all’elenco di sopra) attraverso prezzi più alti, quantità di merce più bassa e qualità non necessariamente migliore
Purtroppo i consumatori sono molti e sparsi. Un prezzo di un prodotto un po’ più alto potrebbe non essere percepito perché rispetto al reddito totale del consumatore non è significativa l’influenza di quel prezzo di quel prodotto o servizio. Tanto più se il bene o il servizio viene acquistato raramente.
I produttori, invece, si associano per combattere la concorrenza e chiamano sleale tutto ciò che non piace a loro. Si alleano, quindi, e protestano in piazza e fanno pressione sul governo e sul parlamento affinché i politici si pieghino alle loro richieste.
Il politico, ignorante o in malafede che sia, pensa al proprio interesse a essere rivotato e acconsente alle richieste dei produttori.
La propaganda da parte dei produttori, dei politici e dei media accondiscendenti può convincere perfino i consumatori, i cittadini, gli elettori, gli stessi sfavoriti dal protezionismo a essere a favore.
Se volete la tutela, non lamentatevi di non trovare opportunità nuove, di non riuscire a cambiare lavoro o azienda, di non poter mettere a frutto la vostra idea, di non trovare proprio lavoro.

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