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Lo stupore delle prese elettriche

Storia delle Olimpiadi. Parigi 1900

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Gente che partecipa alle gare ma non sa che sono le Olimpiadi. Gli spettatori non sanno cosa vedono. Le Olimpiadi durano mesi e si svolgono insieme all’expo. Si disputano gare di canottaggio a motore, tiro alla fune, tiro al piccione, nuoto a ostacoli, nuoto subacqueo, rugby subacqueo, arrampicata su corda, lancio della mongolfiera, gare antincendio, ciclismo su pista in dodici ore, corsa dei sacchi. La partita tra Francia e Inghilterra di rugby è l’evento più seguito. Gli ostacoli erano fatti da pali del telegrafo rotti. L’area della scherma era nel centro espositivo dei coltelli. Piccioni vivi erano usati nelle competizioni di tiro e cinquantanove di loro morirono. Un bambino di otto anni, francese, diventò il più giovane concorrente olimpico quando fu messo in una barca del canottaggio per tenere il peso. 

La Treccani ne parla così:

http://www.treccani.it/enciclopedia/olimpiadi-estive-parigi-1900_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/

100 METRI

Gli americani non avevano mai corso in una pista con terreno in erba ma comunque vinsero con Frank Jarvis. Il favorito era Arthur Duffey, che si ruppe un tendine e cadde a terra. Due anni dopo avrebbe corso i 100 yard in 9,6 un record durato 24 anni. Diventa giornalista

200 METRI

Walter Tewksbury, plurimedagliato.
Norman Pritchard, indiano di origine, aveva gareggiato per un club londinese e uno bengalese. Dopo le Olimpiadi diventa segretario dell’associazione indiana di calcio, nel 1913 emigrerà negli Stati Uniti e si darà al cinema. Come Norman Trevor recita in 26 film fino al 1928.

400 METRI

Maxwell Long vinse e fu acclamato dai francesi che, vedendo la maglietta, pensavano avesse vinto uno del racing club di Parigi anziché della Columbia University

MARATONA

Il caldo era atroce, per strada oltre ai corridori della gara c’erano amatori, bande musicali, motorette. Il favorito, Daunis, dopo aver preso due birre a un bar decise che faceva troppo caldo per continuare. Vinse Theato, lussemburghese ebanista che disse che non avrebbe potuto vivere momenti più dolci per la sua vittoria, seguita anche dalla banda musicale. Seppe che aveva vinto le olimpiadi solo dodici anni dopo.

110 OSTACOLI

Kraenzlein, il plurivincitore dei Giochi, introduce il salto a gamba estesa.

SALTO IN ALTO

Due americani rifiutarono di gareggiare di domenica.

SALTO IN LUNGO

All’ebreo Kraenzlein la Syracuse University impedì di saltare di domenica. Il cristiano Prinstein invece gareggiò e vinse. Non gareggiò neppure l’irlandese Peter o’Connor che nel 1901 avrebbe realizzato un record mondiale che, come record nazionale irlandese, sarebbe durato fino al 1990.

LANCIO DEL DISCO

Il disco veniva lanciato in un senteiro tra gli alberi, quindi molti dischi colpirono gli alberi. Il vincitore, l’ungherese Rudolf Bauer fece finire tutti e tre i suoi tiri sulla folla. 

NUOTO

Vince l’inglese John Jarvis, con lo stile over.

MARATONA

Quattro giri di pista, poi si va dal bois de boulogne a passy lungo i boulevard periferici. Vince Theato seguito da un francese e da uno svedese. Si è dubitato sulla correttezza del vincitore perché dalle foto la maglia appare asciutta ma dato il percorso  e il tempo non sembra che abbia barato.

SALTO DA FERMO

Ray Ewry, poliomelitico dalla nascita, si è allenato per imparare a muoversi e a saltare e ha dominato le prime edizioni dei giochi.

TENNIS

Charlotte Cooper, già pluricampionessa del torneo di Wimbledon è la star del torneo, nonché una delle prime atlete donne a cui è permesso gareggiare alle Olimpiadi. Vince grazie ai back di rovescio che portano l’avversario a rete seguiti da pallonetti, racconta Gianni Clerici. Indossa una specie di abbigliamento lungo da sposa e scarpe di cuoio.

ORI AZZURRI (dal libro “Oro Azzurro”)

2 giugno. Conte Giovanni Giorgio Trissino, equitazione, nobile in congedo in Francia, come Umberto Visconti di Modrone. Morirà nel 1907 per i postumi di una caduta da cavallo.

Tenente Federico Caprilli, livornese, tenuto in Italia per affrontare il periodo di blocchi popolari e le conseguenze dell’assassinio di re Umberto primo, va su licenza a Parigi a dare consigli e a mantenere i cavalli. Sarà un po’ l’artefice dell’oro.

27 giugno. Antonio Conte. Sciabolatore infuriato per non aver potuto essere ad Atene. Vince su Italo Santelli, livornese, modernizzatore della sciabola, allenatore degli ungheresi, ritenuto il papa in Ungheria. Esiste un piatto composto da uovo lardo salsiccia strutto chiamato omelette Santelli. Conte nel 53 muore e dona il patrimonio all’ospedale di Minturno.

15 settembre. Enrico Brusoni. Ciclismo, corsa a punti. Vittoria ssegnata da uno storico (bill mallon, ex golfista professionista, medico, uno dei massimi storici dell’olimpismo) nel 1998. Lui, nato ad Arezzo, considerava meno importante quel successo di tanti altri: milano salsomaggiore 1897, ravenna 10km e coppa del re su strada 1898, gran fondo 504km 1902…

Playlist dal libro “Olimpiadi”:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLN09FsFhs_hdAsR80S2nep1z_6OtoKuum

https://youtu.be/6l_2Z5BhNiY highlights

https://youtu.be/l3OjCZDjiNs bizzarrie

https://youtu.be/l3OjCZDjiNs rare footage

ITALIANI

Emilio Banfi. Si definì un pulcino al cospetto degli atleti statunitensi.

Di alcuni ciclisti si conosce solo il nome o solo il cognome: Luigi, Droetti, Fedreghini.

Camillo Pavanello. Operaio delle Officine Ansaldo, fu il primo atleta italiano a partecipare a una olimpiade estiva dell’era moderna: la II Olimpiade svoltasi a Parigi nell’anno 1900. 

Iscritto alla Società Ginnastica Sampierdarenese di Sampierdarena (in epoca moderna quartiere di Genova, che a quel tempo era comune), aveva ventun anni quando partecipò ai Giochi parigini, classificandosi ventottesimo. 

Un risultato non certo eclatante, ma la sola partecipazione ai secondi giochi olimpici dell’era moderna sarebbe stata di per sé sufficiente a garantirgli un giusto festeggiamento al ritorno in patria, cosa che non poté avvenire per il lutto nazionale dovuto al concomitante assassinio del re Umberto I. 

Non è dato sapere quanto Pavanello fosse rimasto deluso da ciò: di certo si sa che raccolse minuziosamente le sue memorie attraverso ritagli di giornale incollati da lui personalmente su un piccolo quaderno. A ricordarlo, nell’antica società ginnica di Sampierdarena, ancora esistente, restano coppe e trofei leggermente segnati dal tempo. 

Un libro dedicato alla figura di Pavanello è stato scritto nel 1991 dal giornalista Silvio Parodi; al ginnasta ligure il comune di Genova ha intitolato da tempo i giardini in via Paolo Reti, nei pressi della palestra. 

Secondo il libro di Tuvo e Campagnol (pag. 293), sarebbe morto invece nel 1956. 

Paolo Bussetti e Fabio Mainoni: i primi due nuotatori olimpici.

Paolo Bussetti. L’11 agosto prese parte alle gare dei 200 metri stile libero arrivando quinto in batteria, con un tempo di 3’35″0, senza qualificarsi per la finale. Lo stesso giorno scese in acqua di nuovo per la batteria dei 200 metri dorso, dove arrivò quarto in 4’09″2 (4’09″1/5 il tempo esatto misurato, si usavano cronometri precisi al quinto di secondo) diventando il primo nuotatore italiano a qualificarsi per una finale olimpica e classificandosi settimo il giorno dopo con un tempo di 3’45″0.

 

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