Crea sito

there is no life b

Ma scrivi un po' cosa ti pare

Le sciocchezze di Oxfam su disuguaglianza e povertà

https://fee.org/articles/oxfam-is-wrong-about-how-to-alleviate-poverty/
La soluzione al problema della disuguaglianza secondo Oxfam è che bisognerebbe prendere ai ricchi per dare ai poveri. Il che è interamente sbagliato. Il problema non è la disuguaglianza ma eventualmente il fatto che non ci siano abbastanza ricchi.
L’argomento favorevole alla redistribuzione di Oxfam è stato già provato. Tutti coloro che hanno vissuto nei regimi dell’Europa dell’Est hanno imparato sulla loro pelle che la soluzione “prendi e dai” non funzional. Ciò di cui abbiamo bisogno è la strategia di creazione di ricchezza che abbiamo usato nel periodo della globalizzazione liberista.
Il risultato della globalizzazione è la più grande riduzione della povertà dell’uomo in tutta la sua storia.
Il segreto di questo sistema socio economico è che consumiamo valore e il sistema che produce valore è l’ibrido tra il capitalismo e il libero mercato.
L’idea di redistribuire la ricchezza globale equamente a tutti non funziona. In pratica ognuno nel mondo avrebbe 8000 dollari l’anno. Gli inglesi non sarebbero in grado di permettersi le spese pubbliche attuali, lasciamo stare il cibo o l’abitazione.

Ciò di cui abbiamo bisogno è creare più valore che possa essere consumato. Nordhaus ha spiegato perché è il capitalismo a permetterlo.
Questo studio esamina l’importanza dei profitti shumpeteriani negli Stati Uniti. I profitti shumpeteriani sono definiti come i profitti che si hanno quando le imprese riescono ad appropriarsi dei rendimenti dell’attività innovativa. Prima mostriamo l’equazione sottostante ai profitti shumpeteriani. Quindi stimiamo i valori di questi profitti per le imprese non agricole. Concludiamo che solo una frazione minuscola dei sociel return derivanti dagli avanzamenti tecnologici nel periodo dal 1948 al 2001 è stata catturata dai produttori, il che indica che la maggior parte dei benefici dello sviluppo tecnologico sono stati presi dai consumatori anziché essere catturati dai produttori.
Il risultato è che gli imprenditori prendono il tre per cento del valore di ciò che creano. L’altro 97 per cento del valore si trasferisce ai consumatori. Il valore è ciò che consumiamo, ciò che il pil è realmente, ciò che sono la ricchezza e il reddito. La vasta maggioranza della ricchezza e del reddito creati dallo sfruttamento capitalista finisce a noi.
La riduzione dei prezzi di Walmart ha beneficiato 120 milioni di lavoratori americani impiegati al di fuori del settore retail. Stime plausibili della dimensione del risparmio derivante dai prezzi più bassi di Walmart sono enormi: un totale di 263 miliardi di dollari nel 2004, o 2329 dollari per famiglia.
Gli eredi di Sam Walton si sono spartiti cento miliardi di dolalri tra di loro. Molto denaro. Ma questa è una somma una tantum. Quella ricchezza l’hanno una volta sola. Là fuori dai supermercati i consumatori hanno 250 miliardi l’anno di valore totale dalla stessa fonte di valore. Negli ultimi due decenni abbiamo avuti cinquemila miliardi e i figli di Walton 100 miliardi. Chi ha fatto l’affare?
Be’. Effettivamente è così che funziona l’economia. Consumiamo valore e quel valore deve essere creato da qualcuno da qualche parte. Quegli otto imprenditori che hanno più ricchezza del cinquanta per cento hanno molti soldi ma li hanno ottenuti producendo ammontari di valore più grandi che noi possiamo consumare. Loro sono diventati ricchi poiché ci hanno reso più ricchi.

Altri articoli sul caso Oxfam
https://www.cato.org/blog/oxfam-counts-highly-paid-americans-student-debt-among-worlds-neediest

Un uomo che soffre la fame nele campagne asiatiche o nell’Africa subsahariana è molto più ricco di un laureato in un’università americana gravato da debiti studenteschi ma con un alto salario, un computer da duemila dollari e altri benefit.
Una bambina con solo venti dollari nel libretto postale è più ricca di due miliardi di persone. Se questo fosse vero, la soluzione non sarebbe certo prendere i venti dollari e redistribuirli, ma generare più ricchezza totale per ingrandire la torta.
Se l’obiettivo fosse quello di aumentare il benessere dell’uomo, invece di pensare alla diseguaglianza e alla redistribuzione, bisognerebbe pensare a come far diminuire la povertà creando più ricchezza. Per fortuna, grazie al potere di creare ricchezza attraverso gli scambi di mercati, stiamo facendo proprio questo. Il trend di tutte le misure di povertà è in diminuzione.
http://humanprogress.org/blog/oxfam-thinks-8-coffee-drinking-hipsters-with-student-debt-are-the-worlds-neediest

Non è possibile lasciare nuovi commenti.