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Lo stupore delle prese elettriche

I parassiti degli anni settanta: gli insegnanti.

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Da:”Gli anni Settanta” di Giuliano Cazzola.

La scuola negli anni settanta è stata declassata a strumento di consenso politico attraverso una politica assistenziale e corporativa. È stata utilizzata come bacino per risolvere i fenomeni, che essa stessa crea, delle disoccupazioni intellettuale, femminile, delle scienze umane e sociali, meridionale.

I leader del movimento studentesco sessantottino e i baby boomer trovano approdo nella scuola e la plasmano a loro immagine e somiglianza: egualitarismo posticcio, assenza di meritocrazia, assenza di valutazioni, indifferenza alla sostenibillità delle scelte, proliferazione di insegnamenti deboli, assenza di qualificazione tecnico professionale, assenza di risposte alla modernità, assenza di collaborazione col privato, assenza di relazioni col mondo del lavoro.

Già la riforma Gentile prefigurava un’attenzione massiccia all’umanesimo, allo stato di governo, allo stato educatore, allo stato sindacato. Si punta solo alla cultura generale, all’istruzione disinteressata, al cattocomunismo o al clericofascimo, all’ egualitarismo e all’antimeritocrazia.
Si crea un conformismo elitario: chi può farà corsi a pagamento. Si avranno masse di diplomati e laureati generalisti contro un lavoro che richiede specialisti, quadri intermedi e tecnici qualificati. Si avranno milioni di lavoratori dequalificati o sottoinquadrati. Si formeranno generazioni di giovani vecchi.
La scuola non è, così, vista come un servizio agli studenti, ma è uno strumento per creare posti di lavoro agli insegnanti. La scuola diventa dei professori al servizio di loro stessi, non selezionati e non valutati.

Gli insegnanti rifiutano i meccanismi di competizione tra scuole e di autonomia scolastica. Hanno ripulsa del federalismo e dell’apertura ai privati. I docenti possono stare sicuri che un giorno saranno assunti in ruolo. Si fanno emanare su misura delle leggi che li rendono dipendenti a vita sicuri, che garantiscono le desiderate riduzioni di orario settimanale. Si inventano le lezioni di 50 minuti per aumentare gli assunti; dei laureati in una qualsiasi facoltà finiscono a insegnare altro (economisti a matematica, giuristi a economia ecc.) Va a finire che nel 1991 c’è un insegnante elementare ogni dieci alunni. in francia 17 e in gbr 21.

La spesa scolastica, così, è quasi tutta per gli insegnanti e questi sono tanti (=troppi) e pagati meno di tutti gli altri dipendenti pubblici.

 

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