there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Parodia di Pinocchio (5)

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Dopo una serie di disavventure, ecco che Pinocchio, giunto a metà del cammino, fu rimesso sulla retta via dalla fata, dopo che aveva smarrito la retta via e aveva preso una via cosinusoide. Ecco che si imbatté in uno strano personaggio. Si imbatté nel senso che mentre sta marciando un omino gli si mise di traverso e lo fece inciampare. Quell’omino era piuttosto vecchio. Si chiamava Dante e era già un po’ che Pinocchio lo vedeva barcollare. Andò a finire che inciampando, cascarono tutti e due.

 

E Dante iniziò a gridare: “O Beatrice!!!!! Sei tu Beatrice!!!!! Fammi felice sora Beatrice”.

 

E Pinocchio disse:”Ma quale Beatrice! Ma si tolga di mezzo brutto screanzato! Chi è lei?”

 

Dante:” Come chi sono? Io sono Dante, il padre dell’italiano”.

 

Pinocchio:”Di chi? Di lucignolo? Quel mio amico che tutti chiamano “l’Italiano”?

 

Dante: “Macché vai blaterando? Io sono il padre della lingua.”

 

Pinocchio:”Si, e io sono il figlio del ventricolo sinistro. Ma fammi il piacere.”

 

Ma ecco che in quella sopraggiunse Lucignolo, un amico di Pinocchio. Era tale ragazzotto stato allo spaccio a comprare quel che poteva: eroina, coca, lsd. Appena si avvide della presenza di Pinocchio lo salutò a gran voce. Solo che quel che pensava non corrispondeva a quel che faceva. Dunque pensava di salutare con la voce, ma in realtà ruotò su se stesso di circa 64,25 gradi e col cul fece trombetta, come direbbe il succitato Dante. Per salutare poi alzò il piede, pensando che fosse la mano, così cadde proprio sopra a Dante e gli infilò una bella iniezione endovena involontaria con la siringa che aveva in mano. A quel punto Dante morì di overdose e non se n’è saputo più niente. Di sicuro Dante aveva tanto alcool in corpo che il prelievo del sangue glielo avrebbero dovuto fare alla spina.

 

Lucignolo dopo un po’ cominciò a connettere un po’ e a conversare un… Arno.

 

Cantilenò a Pinocchio:”Pinocchio lalalalala, Pinocchio lalalalala. Vuoi una bella dose di coca?”

 

Pinocchio:”No, dai, devo fare il bravo!”

 

Lucignolo:”Si, vai da Don Rodrigo, allora! Dai, un po’ di lsd.”

 

Pinocchio:”Senti la conosci quella canzone: “Anna ritorna alla canna!” Ecco, prendila alla lettera. Oppure fai come me, datti all’alcool”.

 

Lucignolo:”No, no. Il vino fa ubriacare”

 

Pinocchio:”Ricordati, l’alcool è nemico dell’uomo. Chi fugge davanti al nemico è un vigliacco. Per cui vado a prendere quella bottiglia di grappa che era avanzata a Dante.”

 

Lucignolo:”Certo, pensa se fosse vivo oggi uno come Galileo, per esempio. Pensi che sarebbe notato per che cosa?”

 

Pinocchio:”Per la longevità.” E intanto finì la bottiglia.

 

Fu così che Pinocchio e Lucignolo girando girando arrivarono in un posto chiamato “Il Paese dei Balocchi”. Lì capitò loro lo strano fenomeno di vedere radicequadrata anziché doppio. Per esempio videro sette donnine appostate ai pali, quando erano quarantanove. Poi giocarono alla caccia al tesoro, all’albero della cuccagna, ma il gioco in cui eccellevano era quello del tavolo. C’era un gruppo di persone attorno a un tavolo e dovevano fare le rime partendo da una parola. Chi non diceva una rima giusta doveva bere un bicchiere di vino tutto d’un fiato. Loro finirono tutta la bottiglia: facevano apposta a sbagliare! Dopo di che entrarono in un negozio di cosmetici, scambiarono della gelatina per capelli per una torta e iniziarono a leccarla, poi furono portati fuori, inciamparono in uno scalino e picchiarono la testa contro un vaso, non si fecero niente e finirono poi l’avventura vomitando addosso a una ruota della macchina del padrone del Paese dei Balocchi, che li costrinse a levarsi per sempre da quel posto.

 

Lucignolo poi prese la sua strada, uscì dal tunnel e venne beccato da un automobilista ubriaco proprio all’uscita del tunnel. Malgrado ciò sopravvisse, ma non se ne è saputo più niente.

 

Pinocchio invece tornò a casa, si accorse che stava diventando un asino. In realtà era stata la fata a farlo diventare così: in questo modo, poté avere la scusa per fargli il favore di farlo tornare un burattino normale in cambio di un favore che Pinocchio avrebbe per l’ennesima volta fatto a lei.

 

Pinocchio poi scoprì che non c’era più Geppetto e partì alla ricerca del babbo.

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