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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Per un vero federalismo fiscale.

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Tagliare la spesa al sud oppure lasciare che se la finanzino.
Inoltre. Lasciare decidere le tasse al nord. Se le tasse le decide Roma e lascia il gettito da spendere ai politici locali va a finire che aumenterà la pressione fiscale al nord per avere i soldi sufficienti a pagare il sud in cambio di voti e, quindi stipendi. E il parassitismo aumenta.
L’ente locale decide le tasse come e per quanto e a chi gli pare. Autonomia di entrata.
L’ente locale decide come e quanto spendere e a chi dare i soldi. Autonomia di spesa.
Vincolo: il bilancio deve essere in pareggio pena sanzioni agli amministratori.
Gli amministratori possono in modo autonomo decidere di fare fusioni con altri enti, alleanze, privatizzazioni. Possono favorire gli investimenti nel loro paese in modo da aumentare il benessere e le entrate. Possono chiedere soldi in prestito sapendo che dovranno spendere risorse per gli interessi ecc. gli amministratori saranno incentivati ad amministrare bene.
I cittadini scontenti dovranno stare attenti alle entrate e alle spese del loro paese perché in caso di mala amministrazione ci rimetteranno o con più tasse o con meno servizi e non potranno fare le vittime o piagnucolare di fronte al resto del mondo chiedendo più soldi agli altri. In ultima ratio i cittadini potranno votare coi piedi e andarsene in luoghi più efficientemente amministrati.
Questo sarebbe il federalismo fiscale vero.
Dare statuti speciali o dare autonomia di spesa senza dare autonomia di entrate e soprattutto certezza sulle responsabilità degli amministratori farà sì che le regioni che riescono ad ottenere più autonomia aumentino la spesa a deficit.
Dare soldi alle regioni povere non ha funzionato. Queste sono cresciute quando hanno iniziato ad attirare investimenti, a innovare. Vedi per esempio il caso dell’Almeria o quello dell’Irlanda.

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