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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Protezionismo: la discriminazione dei pochi contro i tanti (e contro i giovani) che piace ai politici.

La divisione del lavoro funziona tanto meglio quanto più il mercato è esteso e interconnesso.
Il protezionismo fa alzare i prezzi dei prodotti e anche i prezzi dei fattori produttivi: lavoro e capitale
Impiegare più lavoro o dovere spendere di più per comprare il prodotto riduce la quota di reddito disponibile per altri acquisti, risparmi, investimenti e impedisce di destinare la stessa quota di reddito verso settori più efficienti.
In un mercato chiuso saremo meno portati a concentrarci sui settori dove abbiamo un vantaggio comparato, obbligandoci a un utilizzo meno produttivo delle nostre risorse.
Come mai hanno successo le politiche e gli appelli al protezionismo?
Chi può desiderare che sul mercato un prodotto sia più scarso e quindi più costoso a causa di limitazioni al libero commercio? I produttori che si associano, protestano e vanno a bussare alle porte dei politici.
I consumatori sono di più, ma meno organizzati, anche se votano pure loro e l’impatto immediato di un rialzo dei prezzi di un singolo prodotto sulla loro quota di reddito può non essere significativo.
Il politico accetta il protezionismo perché così si riafferma il proprio potere. Ogni volta che la politica gioca coi prezzi (imponendo tariffe, dazi, tributi, prezzi massimi o minimi) impedisce che sia la massa dei consumatori a scegliere i vincitori del gioco economico.
Il protezionismo rafforza il potere di pochi a spese di molti.
Il politico ha interesse a maneggiare la ricchezza e a pensare di poter manovrare il timone dell’economia.
Il protezionismo è trasferimento di ricchezza dai consumatori ai produttori.
I produttori evidenzieranno i benefici e nasconderanno i costi delle loro azioni. Parleranno della tutela delle loro aziende e quindi dei lavoratori.
Un altro problema è che parlano della tutela attuale delle aziende e dei lavoratori, ma nascondono il fatto che aumenta l’inefficienza del sistema e prima o poi si formeranno nuvole sempre più nere che porteranno a piogge e temporali nel medio lungo termine: settori inefficienti, aziende in crisi, lavoratori non qualificati, perdita di competitività. In sostanza la protezione dell’oggi va a scapito delle generazioni future, di aziende e di persone.
Un mercato protetto protegge l’occupazione attuale, ma non quella futura.

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