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Lo stupore delle prese elettriche

Le riforme perverse del periodo della Solidarietà Nazionale.

Da: “Gli anni Settanta” di Giuliano Cazzola.

Con la solidarietà nazionale comunisti e democristiani fanno approvare quattro riforme importanti, tutte di impronta antiliberista, ma soprattutto tutte fallimentari.

Autonomie locali: lo Stato paga tutti gli squilibri finanziari. Irresponsabilità fiscale. Ogni amministratore di comune, provincia, regione, usl può inventare piani di spesa cervellotici e demagogici. Non deve allocare efficientemente le risorse che ha e che preleva dalle tasche dei contribuenti e quindi non deve renderne conto pubblicamente. Bensì il suo compito è ottenere dai referenti politici che stanno al governo centrale il massimo.  Al limite l’amministratore pubblico locale deve sapere ottenere prestiti dalle banche confidando sulla sanatoria o “regolazione di debiti pregressi.” Il personale polittico che ne risulta non è formato da buoni amministratori ma da buoni mediatori di clientele.

Riforma della contabilità di stato. Si prova a rendere controllabile e trasparente il bilancio pubblico, ma è un tale coacervo di norme che è impossibile. La ragioneria dello stato (minuscole volute) e le caste burocratiche si mettono di traverso. La legge finanziaria diventa un assalto alla diligenza. Alla fine vengono approvate col voto segreto spese anche minime. Spesso i parlamentari non sanno neppure che cosa votano e le stesse proposte di spesa le scrivono i burocrati. il bilancio pubblico resta un libro sacerdotale inutilizzabile per il controllo dell’opinione pubblica o come guida politica. Bilanci di competenza, di cassa, annuali, pluriennali, dpef…

Politiche della casa piene di buone intenzioni e pessimi risultati.
Legge Bucalossi incostituzionale.
Piani decennali di edilizia popolare rimasti spesso lettera morta.
Equo canone, intrinsecamente dirigista, blocca il mercato legale degli affitti e ha effetti assai dubbi sul piano dell’equità sociale.

Riforma sanitaria. Le usl a difesa dei diritti diffusi. I comitati di gestione sono tanti parlamentarini espressione dei partiti politici. Il clientelismo dilaga e le spese esplodono: praticamente ogni cosa viene rimborsata a pie’ di lista.

Riforma tributaria. Le critiche alla riforma sono riassunte qui: http://www.fondazioneci.it/pdf/libro%20bianco%20tremonti.pdf Deresponsabilizzazione degli amministratori pubblici, il reddito visto come un male da estirpare, eccesso di norme, eccesso di formalismi, natura vessatoria, centralità delle imposte sulle persone, statalismo. Ne abbiamo parlato qui: http://www.riccaricci.com/declino-fisco/

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